L’indipendentismo è morto? No, ma di certo va ripensato

di GIANLUCA MARCHI

L’indipendentismo è morto, viva l’indipendentismo! Dopo le recenti elezioni più di qualcuno sarebbe tentato di mettere una pietra sopra alle nostre aspirazioni, almeno in fatto di rappresentanza politica. La prova elettorale fornita dai vari gruppi e partitini presenti sull’asse lombardo-veneto è stata deludente. Piuttosto sconfortante quella offerta in Lombardia, dove la scelta di Unione Padana di presentarsi solo al Senato è stata controproducente; un po’ più vivace quella offerta complessivamente dalle tre fromazioni che si sono cimentate alle prova delle urne in Veneto, dove bisogna dare atto che mancava il traino del voto regionale: in entrambi i casi, tuttavia, è difficile intravvedere fattori che possano alimentare un qualche ottimismo. Il mettersi in gioco per le cadreghe o careghe che dir si voglia non sembra affatto pagare.

Deludenti anche i risultati sul fronte dell’appoggio, garantito  da questo giornale e da UP, alla candidatura di Marco Bassani nella lista di Fare per Fermare il declino. L’operazione di sostenere un candidato chiaramente indipendentista ma inserito in una lista di recentissima formazione, non indipendentista e connotata da un certo elitarismo e snobismo culturale si presentava già difficile in partenza, ma è poi divenuta disperata nel momento in cui è successo tutto il cataclisma che sappiamo intorno al fondatore Oscar Giannino. Ciò nonostante abbiamo dato il nostro leale sostegno fino all’ultimo all’amico Bassani, unico candidato al consiglio regionale  che si fosse impegnato a replicare in Lombardia la strada intrapresa in Veneto con la risoluzione 44 volta a ottenere la celebrazione di un referendum consultivo sull’indipendenza. Tutto s’è però risolto in un nulla di fatto.

Dunque, tutto è perduto financo l’onore? Personalmente credo di no e, come ha sottolineato ieri Fabrizio Dal Col, sono convinto che l’esigenza di indipendenza e di una diversa costruzione dello Stato sia destinata a porsi in maniera sempre più forte e in tempi abbastanza prossimi. Ciò che succederà in Catalogna e in Scozia, e i fermenti esistenti in altre parti d’Europa, faranno da traino se non da detonatore alle aspirazioni di libertà di altri popoli e di altre comunità territoriali.

Come cavalcare e incanalare l’onda prossima ventura? L’argomento è sul tappeto e personalmente non sono così convinto che la scelta migliore sia quella di tentare di creare un unico movimento o partito indipendentista e di ragionare come se la Lega non esistesse o meglio non esistessero i suoi elettori, sebbene in consistente diminuzione.  Tuttavia potrei anche sbagliarmi, sebbene fatichi a intravvedere all’orizzonte un possibile leader abile a mettere insieme sensibilità e personalismi tanto differenti fra loro e capace di galvanizzare e trascinare le folle. Forse, e lo dico interrogando anche me stesso, la scelta pìù opportuna potrebbe essere quella di adottare l’arma del referendum  per l’indipendenza come carta da giocare per sensibilizzare i cittadini in maniera trasversale, cominciando ciascuno dal proprio territorio di appartenenza. Senza dimenticare che l’evolversi drammatico della crisi economica potrebbe rendere la scadenza più vicina di quanto si possa immaginare.

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

36 Comments

  1. Albert Nextein says:

    Quando tutto sarà crollato,prchè questo è l’andazzo, sia indipendentismo che libertarismo avranno i dovuti e meritati riconoscimenti.
    Io faccio riferimento alle indicazioni del prof.Miglio, tutt’oggi ancora modernissime.

  2. giammarco e. says:

    Ho scoperto solo oggi questo sito,e allora vi espongo anche la mia idea.Non sono convinto di questi numeri che avete elencato,le elezioni politiche sono voti politici che non identificano i pro o i contro ad una proposta indipendentista,il mio parere è che se si contano i voti della lega e dei vari movimenti autonomisti si rischia di non essere obbiettivi,in quanto l’indipendentismo è visto favorevolmente anche da coloro che votano i grillo o berlusca o bersanov,magari con un voto ideologico o di una logica contrapposta.Vi sarebbe bisogno di riunire tutte queste forze per peso,forza e slancio all’identità autonomista,ma la vedo dura se ognuno guarda al proprio orticello.Proporre adesso un referendum sarebbe autolesionista,prima occorre rilanciare il messaggio con le giuste argomentazioni.

  3. Albert1 says:

    …e ripensiamolo, ‘sto indipendentismo, tanto abbiamo almeno vent’anni di tempo! Nessuno si illuda – e illuda – di cavare ragni dal buco prima. La fretta ha fornito parecchi alibi alla lega, le ha consentito, nell’ultimo quarto di secolo, di liquidare qualunque obiezione col solito “non c’è tempo per metter puntini sulle i, qui siam presi a fare il federalismo, e magari ci scappa pure una secessione”. D’altronde, se si è sul punto di conseguire l’obiettivo, perchè farsi e fare domande scomode? Perchè obiettare su alleati, iniziative, poltronari, culi nudi? Si rischiava di rovinare tutto, di non farcela. Bene: tutto è rovinato, e non ce la si è fatta. Tocca ripartire da zero. E per non commettere gli stessi errori, cominciamo a infrangere alcuni tabù che anche molti critici del carroccio sembrano considerare sacri. Tanto per dirne uno: sono gli ufficiali a essere marci, la truppa è sana. No, non è vero. I militanti sono come minimo corresponsabili, così come i milioni di pecoroni sono i committenti per i quali i mille ladri de roma hanno messo a segno settant’anni di furti su commissione. Ovvio, tali sgherri si sono tenuti il grosso del bottino – gli ovini, oltre a esserne complici, son pure fessi. L’indipendentismo non può fare affidamento su deficienti che andavano a montare gazebo sotto la pioggia battente, mentre i loro superiori facevano i papponi sprofondati in calde poltrone. Non si pretendono cervelloni, per carità, ma i cerebrolesi in questione servono solo a fare una fotocopia, e poi un’altra ancora, del vecchio partito, e a mandare a roma altri magnaccia. Beh, per carità, una buona notizia, a proposito di urbe&indipendentisti c’è: pare che sia finalmente passato il seguente concetto elementare: il sistema non si cambia dall’interno, l’italia è irriformabile. Meglio tardi che mai, eh. Inoltre, anche quelli di noi che credono alla Padania, sono tornati a contemplare confini un po’ più verosimili – sotto il bossismo (e non solo…) erano un po’ troppo elastici.

  4. Francesco says:

    Dunque, secondo me il sentimento indipendentista prescinde dai risultati elettorali. I sondaggi ci dicono che in Lombardia il 50% voterebbe si a un referendum per l’indipendenza e in Veneto il 60%. Semplicemente 1) c’è meno “fanatismo indipendentista” che altrove (tipo Catalogna e Paesi baschi), 2) la maggior parte dei favorevoli crede comunque che sia di difficile realizzazione (per molti è un sogno irrealizzabile), per lo meno in questo momento, non lo considera come “prima priorità” al momento e ha votato per partiti che promettono risultati più immediati su altre questioni.
    Ottimo lo sforzo fatto in questi mesi da Indipendenza Veneta, che deve continuare a diffondere il pensiero e a insistere sulla fattibilità e legittimità della cosa.
    Comunque ricordiamoci che poco tempo fa la Lega è stato il primo partito in vaste aree e dalla maggior parte della gente è sempre stato percepito come fortemente autonomista se non secessionista (media). Va tuttto a periodi. Il favore all’indipendentismo catalano è più che raddoppiato in pochi anni.
    A mio avviso forse, più che insistere con partiti indipendentisti sarebbe opportuno creare delle piattaforme di “cittadini per l’indipendenza”, apartitiche, trasversali e finalizzate a creare un’opinione pubblica indipendentista (specie in Veneto).

  5. Un vero indipendentista non partecipa ad elezioni italiane come elettore o come candidato. Avete avuto 20 anni di lega, sapete come funzionano i partiti. Serve altro? Smettete di legittimare lo stato occupante. Rifiutate le autorità e la sovranità italiana sui vostri territori. Il diritto internazionale è dalla parte dei Popoli, ma va fatto valere con i fatti, dichiararsi Veneti (o Lombardi o altro) e poi andare bene in fila ai seggi italiani, pagare IMU e ogni balzello illegale, solo per paura che vi tolgano quello che vi toglieranno comunque, è una presa per i fondelli. Prima lo capirete, prima saremo liberi.

    • Crisvi says:

      Per dire il vero, ero tra i nettamente contrari al partecipare a questa competizione elettorale.

      Altre persone, per maggioranza, hanno invece votato per presentare comunque le liste di Indipendenza Veneta e hanno vinto per qualche decina di voti.

      Secondo molti favorevoli, il pericolo più grande sarebbe stato quello, di favorire VS con i nostri 33.274 consensi.

      Questa si chiama democrazia, caro Giaretta, fattene una ragione, perchè la scelta non è piaciuta neppure a me, ma per lo spirito di squadra e l’interesse comune, ho messo totalmente da parte i miei malumori, per dare comunque sostegno e supporto al movimento.

      Riguardo l’IMU e il resto, voglio proprio vederti nel rifiutare di pagare ogni tassa allo Stato italiano.
      Ricordati, che paghi imposte sui vestiti che indossi, sulla benzina della tua auto, sui farmaci per curarti, sulla scuola dei tuoi figli, sul pane quotidiano.

      Tra il dire e il fare, c’è di mezzo l’oceano pacifico, caro Davide.

      Ad maiora 🙂

  6. Crisvi says:

    Questa la lettera aperta, che ho inoltrato a Indipendenza Veneta, tramite il suo frequentatissimo blog :

    http://indipendenzaveneta.net/indipendenza-veneta-compie-oggi-9-mesi-e-il-consenso-si-espande-gia-a-macchia-dolio/

    Crisvi afferma.
    27 febbraio 2013 in 17:45

    ANALISI POLITICA DEL RISULTATO ELETTORALE

    Egregi amici, dirigenti, militanti e simpatizzanti,

    Ho letto con attenzione, diversi vostri interventi, correlati all’esito del recentissimo risultato elettorale e mi sento in dovere d’intervenire, per alcune precisazioni sui calcoli analitico-matematici di merito.

    In prima analisi, verifichiamo il rapporto del nostro stabile pianeta indipendentista, nei confronti delle altre meteore similari Venetiste ( VS e Liga Comencini ).

    Camera : Indipendenza Veneta : 33.274 voti ; VS : 11.378 voti ; Liga C. : 15.938 voti
    Senato : Indipendenza Veneta : 29.696 voti ; VS : 8.950 voti ; Liga C. : 20.381 voti

    Come si può facilmente rilevare, la sommatoria tra i voti di Liga + Veneto Stato, non raggiunge neppure il totale dei voti conseguiti da Indipendenza Veneta.

    Risultati di LISTA alle regionali 2010, per i partiti indipendentisti :

    I VENETI INDIPENDENSA : 7.879 voti
    PARTITO NASIONAL VENETO : 6.266 voti
    Circa lo 0,3% a testa, quindi il totale dello 0,6%
    Contro l’ 1,1% della sola indipendenza Veneta e il 2,2% del totale dei voti ( IV + VS + Liga )
    Giungiamo ora al dato più interessante, quello del M5S.
    Nessuno nega lo straordinario successo di Grillo e dei suoi, che anche nel Veneto, conseguono alle politiche CAMERA, ben : 775.862 voti pari a circa il 26% dei suffragi totali.
    Poniamo tuttavia questo dato, in parallelo a quello delle regionali 2010.
    Regionali 2010 voto di lista regione VENETO : 57.848 voti pari al 3,15% per M5S.
    Se consideriamo la sommatoria tra i due partiti Indipendentisti ( Esclusa Liga Comencini ) arriviamo a 44.652 voti. La differenza non è poi enorme, specie se aggiungessimo anche i voti lighisti Comenciniani.
    Quindi, sino a tre anni fa, quasi nessuno avrebbe puntato un soldo bucato sull’elezione di un grillino, né in Regione, né tantomeno in Parlamento.

    Preciso, che quelle romane, non sono le nostre elezioni. Come IV siamo entrati in questa competizione, con il solo scopo di generare una vetrina, per le nostre straordinarie proposte politiche. Missione compiuta !
    Peraltro, diversi di noi erano contrari alla stessa partecipazione a questa campagna elettorale.
    La volontà della maggioranza dei soci, ha comunque determinato per Democrazia Diretta, d’inserire anche il simbolo di IV, nella competizione elettorale 2013.
    A parte un episodio finale a Treviso, al termine delle nostre conferenze, nessuno chiedeva al pubblico : “ Votate per noi “.
    Questo la dice lunga, sulla nostra serietà e coerenza, che non temono paragoni !

    Sono a conoscenza perché notificatomi, che diversi indipendentisti, hanno votato M5S.
    Non entro nel merito della ragionevolezza, o meno, della loro scelta, ma voglio ribadire un concetto importante : M5S non ha nulla a che vedere con l’Indipendenza di nessun popolo stivaliero e meno di tutti con quello Veneto.
    La prova del nove ?
    Ieri mattina, prima di recarmi al lavoro, verso le 8,30, la trasmissione Agorà ( conduttore Vianello ) si è messa in comunicazione video con la sede centrale del movimento grillista. Il coordinatore responsabile grillino, appena ottenuta la linea ha esclamato :
    “ Sono orgogliosissimo d’essere italiano e di rappresentare la parte migliore degli italiani VERI“ !!! 
    Non contento, dopo aver testimoniato il “ piano di battaglia “ grillista, per scardinare il sistema, ha nuovamente ribadito il suo concetto di eminente italianità del M5S.
    Se recuperate il filmato, riguardate l’intervista.

    Io affermo la mia idea : CHI VOTA PER GRILLO NON E’ INDIPENDENTISTA E NON E’ UN BUON PATRIOTA VENETO !!!

    Non temete, Indipendenza Veneta è molto determinata a conseguire l’autodeterminazione e ognuno di quei 33.274 voti, sarà usato unicamente per questo scopo.
    Preciso che NON amo, cialtroni, incompetenti e rinnegati !!!
    Se qualcuno pensa che le cose siano semplici e automatiche, secondo me ha sbagliato movimento.
    Anziché dirci cosa dobbiamo fare e che dobbiamo migliorare, vengano i nostri detrattori a diffondere con noi il principio Indipendentista sul territorio, oppure se non possono farlo, donino un contributo economico, anche di pochi euro, a Indipendenza Veneta.
    Ogni euro donato sarà ben investito, per il futuro nostro e per quello delle generazioni che ci seguiranno. LIBERE & INDIPENDENTI.

    Ultimo capitolo.
    In questa sede, come possiamo facilmente notare, ultimamente si stanno avvicinando dei personaggi squallidi, che, attraverso palesi, o velate provocazioni, cercano di creare disarmonia tra il nostro gruppo sempre ben coeso.
    Il mio consiglio è sempre quello di rispondere a tono e con sarcasmo a questi cialtroni.
    In realtà sono grandemente preoccupati, non solo per il soddisfacente risultato che abbiamo ottenuto in queste elezioni, ma del probabile decollo elettorale, che verificheremo in occasione delle prossime regionali.
    Sempre che non riusciamo a ottenere l’indipendenza prima di quel periodo.

    La nostra eccellente equipe dirigente è al lavoro.
    Adesso tocca a NOI fare la nostra parte.
    La prossima occasione, saranno le comunali di Treviso e Vicenza. Pertanto, dobbiamo essere tutti proiettati verso questo importante avvenimento.
    Al lavoro dunque e senza recriminazioni, coesi, fiduciosi e compatti come sempre !

    Ad maiora e buona Indipendenza a tutti.

    CrisV 

    PS : CREDETE NEL SUCCESSO INDIPENDENTISTA & NON MOLLATE…….MAI !!!!

    http://www.youtube.com/watch?v=YoL9mGDxtgM

  7. Rinaldo C. says:

    Carissimo Gian Luca Marchi
    ho, letto il tuo articolo e penso proprio che sia le lega Nord che UP, Veneto stato e Indipendenza Veneta, hanno raccolto poco e ne soffro moltissimo, sicuramente per la elaga nord non me ne dispiace, queti hanno speso una caterva di euro per conquistare la Lombardia, gli altri movimenti indipendentisti hanno fatto quello che potevano, con non molte risorse.
    Io spero grazie a te e ai tuoi collaboratori di riuscire ad indire nel più breve tempo sossibile una convention di tutti i movimenti indipendentisti delle regioni del nord più l’emilia, la Romagna, la Liguria il montefeltro e la lunigiana credo. Riuscendo a richiedere un referendum
    propositivo senza quorum per richiedere poi dopo questa idea la risoluzione 44. Io penso che ogni movimento politico indipendentista deve operare al massimo nel proprio territorio nelle prossime elezioni comunali e poi regionali, cercando di conquistare una credibilità proponendo ai cittadini, la libertà, l’indipendenza, l’autodetrminazione. Sicuramente dobbiamo usare dei sondaggi verso tutto il popolo della Padania, per capire veramente se sono dell’idea di essere indipendenti, questo è una idea che ogni indipendentista dovrà organizzare nel piccolo, medio, grande comune, metropoli. Abbiamo visto che nel Venento sono un pò più avanti delle altre regioni, queste regioni devono iniziare a svolgere questi sondaggi, se stiamo solo nelle nostre sedi e non siamo presenti in modo capillare sul proprio territorio non riusciamo a niente. Dobbiamo aprire gli occhi, perchè è il momento giusto per iniziare al più presto a capire cosa vuole il popolo. dato che voi siete
    gli arguti e avete capacità ottime preparate un idea di sondaggio e offritelo ai gruppi indipendenti, il quale se è accettato anche con qualche modifica per lasciare a questi gruppi la possibilità di ampliare quanto voi avete proposto.
    Mi scuso se ho fatto una proposta di questo genere ma io ci credo molto sull’unità degli intenti dei indipendentisti.
    Rinaldo Cometti

  8. Piero says:

    Secondo il mio parere, molto ma molto modesto, penso che per un partito indipendentista come è IV o VS, sia sbagliato presentarsi ad elezioni politiche o amministrative indette da Roma, visto che come da proclami di entrambi gli schieramenti, per raggiungere lo scopo, si deve trattare con gli organi internazionali quali EU o ONU, escludendo di fatto Roma stessa. Premetto che nonostante sia molto vicino a IV come idee, non sono andato a votare proprio per questo motivo. WSM

    • bacca says:

      Penso che ogni veneto sia vicino a IV, mi stupirei del contrario.
      Ma siamo sicuri che un eventuale rappresentate in parlamento di IV farebbe tanto male al movimento?
      Di sicuro non lo si ottiene facilmente andando da soli, quindi allearsi, ma con chi? con Berlusconi ed essere così etichettati lega2? Però in questo caso molte persone sarebbero disposte a votare IV piuttosto che lega o pdl.
      Quindi o si rinuncia alle politiche nazionali e si si concentra sul 2015, oppure si pensa di prendere in considerazione un alleanza.
      PS: con il distacco delle ultime elezioni anche per 30000 voti saranno disposti a trattare.

  9. Adriano says:

    Si possono sapere i numeri dei voti arrivati al Prof. Bassani ?

    Grazie

  10. giannarcixo says:

    Ho appena detto che non fai confusione tra indipendenza e autonomia e subito devo ricredermi.
    Marchi te ghe ne ga oncora strada da far e a sto punto penso che podemo perdar e speranse!

  11. giannarcixo says:

    L’unico partito che si è presentato alle politiche con il programma esplicitamente indipendentista è stato INDIPENDENZA VENETA.
    Mi complimento per il passo in avanti: non fai più confusione autonomia-indipendenza.
    Devi ora renderti conto che solo Indipendenza Veneta si sta muovendo per addivenire al referendum per l’autodeterminazione del popolo Veneto previsto per il 06/10 p.v.
    Marchi, non ti sei nemmeno accorto che il 16/02 u.s. Indipendenza Veneta ha consegnato a Zaia la legge referendaria. Ci fai comprendenre una volta di più e se ancora ce ne fosse bisogno, che hai delle preclusioni.
    Essere indipendentisti significa mettere in campo un progetto e mettere in atto tutte le strategie per attuarlo. Questo viene fatto solamente da Indipendenza Veneta, iVeneti sognano la notte e subito al mattino si danno da fare per attuare quel sogno.
    I pennivendoli sognano sogni di altri sognatori e nella migliore delle ipotesi riescono decentemente a descriverli senza interiorizzarli.
    In questo giornale ce ne sono molti, troppi, perchè non fate un’altra riunione tra tutti gli autonomisti, federalisti, indipendentisti?
    Vedrai che Indipendenza Veneta non parteciperà e la confusione che hai in testa sparirà

    • gianluca says:

      Evviva Indipendenza Veneta, spero che arrivi al risultato che si propone. Posso tuttavia esprimere dei dubbi che candidarsi alle elezioni non sia la strada più proficua?

      • bacca says:

        è vero, non è stata una scelta proficua soprattutto perchè non è stata fatta campagna elettorale, almeno dalle mie parti.
        Però penso che il fattore che limita nelle elezioni soprattutto nazionali i partiti indipendentisti sia la mancanza di visibilità unita alla necessità che l’elettore sente di incidere con il suo voto. Cioè un elettore quando vota vuole che il suo voto abbia un peso. Dare il proprio voto alle forze indipendentiste per molti è sentito come un voto sprecato perchè si sentono oppressi dal bisogno di ARGINARE altre forze politiche. Dobbiamo trovare il modo di scardinare questo processo perchè parlando appunto con molti grillini veneti questi mi hanno detto che prima di tutto loro sarebbero indipendentisti.

    • Mario Mariotto says:

      E se il 06/10 non si fa alcun referendum cosa succede?

      • Silvano says:

        Infatti, IV stà prendendo in giro tutti. Se si farà qualcosa, non avrà alcun valore legale e i Veneti si sentiranno presi in giro. Forse IV è questo che vuole.

  12. Gino says:

    In Veneto si sono presentati due partiti indipendentisti, Indipendenza Veneta e Veneto Stato.
    Quale sarebbe il terzo di cui parla l’articolo?

    • gianluca says:

      Liga Veneta Repubblica

      • Gino says:

        La Liga Veneta Repubblica non è un partito indipendentista ma autonomista per quanto ne so.

        • gianluca says:

          Vabbè diciamo che pesca in questa aree molto contigua e non certo antagonista: il risultato non cambia, parliamo sempre di 50/60 mila elettori in tutto

        • Crisvi says:

          Confermo la considerazione di Gino,

          Comencini, da ex MSI e ex leghista ( oggi lighista ), da quanto ci è dato a sapere, non ha mai avuto la benchè minima intenzione di perorare la causa indipendentista.

          Liga Veneta Repubblica, deve pertanto intendersi quale partito autonomista puro, con distribuzione territoriale specie nel Veronese.

          Se parliamo d’indipendentismo, ci sono altri micropartiti, tra i quali Unità Popolare Veneta.
          Quest’ultima però, ha la stella rossa comunista che sovrasta il leone marciano, come ho ben fatto notare al mio vecchio amico Massimiliano B. che mi risulta nei vertici di questo movimento socialista-indipendentista.

          Panta Rei

          CrisV 🙂

          • nomenade says:

            In Catalunya sono servite e hanno fatto comodo anche le stelle rosse…

            • Francesco says:

              Appunto…il grosso problema, per ora, è sensibilizzare sulla tematica gli elettori “di sinistra”, che sono percentualmente i meno favorevoli all’indipendenza.

            • Crisvi says:

              L’ultima volta che mi sono recato in Catalogna è stato nel maggio 2012.
              Aree : Calella de Mar – Barcellona.

              Sono andato anche nella sede di Euskal Herria, principalmente per comprendere come gli indipendentisti catalani, riescano a trascinare circa un milione di manifestanti in piazza.

              Ho comperato la bandiera catalana indipendentista, comune ai vari partiti.
              La sua stella è bianca su sfondo azzurro e non rossa.

              • nomenade says:

                ma sa che ta ghet sbagliát sede e che te herét bél ciok…
                dai dai…cönta mja hö strambalade…

                • Carla says:

                  Vuole vedere i nostri filmati e le nostre fotografie hombre?C’ero anch’io con Crisvi in quel periodo e con altri due indipendentisti.Non siamo tutti millantatori come lei in questo ambiente.Chi pensa male è perchè vive e ragiona male.

                • Crisvi says:

                  Capiti proprio male Nomenade.

                  Prima di realizzare quel viaggio, l’ho reclamizzato negli ambienti indipendentisti Veneti.

                  Ambienti, che a quanto pare, ti sono completamente alieni e sconosciuti, se metti in dubbio le mie parole.

                  Francamente non comprendo cosa ci stia a fare gente come te, in questa sezione.
                  A quelli come te, preferisco largamente i Pento di turno.

                  CrisV 😀

                  PS x Carla : Grazie per la solerte difesa d’ufficio, darling 😉

Leave a Comment