L’indipendentismo credulone e gli indipendenti, ma non dal vitalizio

 

giordano

di ENZO TRENTIN  – L’indignazione e la rabbia dell’indipendentismo veneto è palpabile, ma ancora non politicamente determinante. C’è una palpabile aspettativa e disponibilità popolare. Manca una classe politica adeguata. Intanto dalle stanze del potere escono ogni giorno fiumi di parole che trasmettono un messaggio rassicurante: «Siete in buone mani, potete guardare con fiducia al futuro.» Ma ogni volta che piove siamo in ansia perché nulla è stato fatto per frenare il dissesto idrogeologico, ogni volta che la terra trema sappiamo con certezza che molte persone non avranno più una casa, e i rapporti sociali di intere comunità saranno distrutti.

 

Ad ogni viaggio in autostrada bisogna fare gli scongiuri per non finire schiacciati da un cavalcavia che crolla o da un tratto di strada che sprofonda. Ogni mattina, quando portiamo i nostri figli a scuola, siamo più preoccupati del soffitto che rischia di crollargli sulla testa, che del loro esame di matematica. Assistiamo ogni giorno al crescere dei tempi di attesa per una visita specialistica, e non abbiamo alternative se non quella di sborsare nuovi quattrini. Dobbiamo fare i conti, dopo una vita di lavoro, con pensioni che non permettono d’invecchiare serenamente, e se siamo costretti e fare i conti con una disabilità, siamo lasciati soli. Ai giovani il futuro è negato, condannati alla precarietà, e nell’incertezza di tirare a campare secondo canoni imposti che legittimano lo sfruttamento e il lavoro nero, e se conquistano un lavoro dignitoso, rischiano di perderlo con poche speranze di ritrovarne uno. Viviamo un presente fatto di annunci, incertezze e sperpero di denaro pubblico, e non ci sentiamo di certo in buone mani.

 

Ci sono giornalisti come Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella, Mario Giordano ed altri che hanno scritto decine di libri sulle malefatte dei partiti politici, e tutto ciò ci farebbe rabbrividire se non fosse che da tempo abbiamo deciso di impegnarci per cambiare, per costruire un futuro diverso.

Ma alcuni portatori di pensiero imbecille (secondo la Treccani, il termine è tratto dal latino imbecillus, e significa: debole, fiacco, malfermo) da almeno quattro decenni non hanno pensato che ad agire politicamente attraverso la fondazione di partiti politici sedicenti autonomisti e federalisti prima, poi secessionisti, ed ora indipendentisti.

 

I loro aderenti, man mano che si sono avvicinati al potere hanno coltivato una vera e propria  “strategia”. Una mossa dietro l’altra si sono accreditati presso chi comanda come “affidabili”, materializzando infiniti gesti simbolici per tranquillizzare chi è sempre stato in alto nel governo, e  per assicurare che non c’era proprio niente da temere da loro. Ed essi presi dalla vertigine del successo hanno evaporato lo spirito di “rivolta contro la casta”, per andare a condividerne i privilegi, la sete di potere, e la “gloria”. Come novelli parvenu si sono assisi in cima alla piramide ad onta dei proclami autonomisti, federalisti ed ora indipendentisti. Non hanno mai fatto nulla per il cosiddetto bene comune. Oppure c’è qualcuno che può accampare un risultato che hanno ottenuto grazie alla loro presenza nelle istituzione che pretendevano riformare dall’interno? Noi crediamo di no; tuttavia si faccia avanti chi è in grado di smentirci. Ma non ci si vengano a citare i referendum per l’autonomia previsti per il prossimo ottobre, perché troppo abbiamo scritto su quel “furto” di democrazia chiamato: referendum consultivo.

 

A sostegno delle nostre tesi prendiamo in esame ciò che è avvenuto alla Regione Veneto. A partire dalla Quarta legislatura (1985-1990) sino ai giorni nostri, secondo un sommario calcolo abbiano notato circa un’ottantina di Consiglieri regionali, ed un Presidente di Giunta. Quasi tutti eletti nelle file della Liga Veneta divenuta successivamente Lega Nord. Fatta eccezione per due o tre eletti in liste omologhe.

 

Ebbene, ci sono state anche delle defezioni (nell’ottobre 1998) da parte di coloro che rivendicavano una maggiore “purezza”: Mariangelo Foggiato, Fabrizio Comencini, Alberto Poirè, Ettore Beggiato, Michele Munaretto, Franco Roccon, Alessio Morosini e Adriano Bertaso. Ma quest’ultimo venne espulso dalla Lega, e va a fondare l’Unione Nord Est. Per gli altri tralasciamo di elencare gli infiniti partiti da loro fondati – tutti elettoralmente insignificanti -, perché la lista sarebbe troppo lunga. A quella data la rappresentanza della LN rimase nelle mani d’una sola persona: Gianpaolo Gobbo.

 

Rimarchevole inifne è quel personaggio che con grande opportunismo usò la Lega Nord come una Revolving door, entrando ed uscendo disinvoltamente dalla formazione per fondare ed affossare altri partiti uniformi e ininfluenti; ciò che è rimasto di tutto questo fervore politico sono stati i vitalizi erogati all’età di 55 anni (o anche prima) di cui da’ conto Mario Giordano nel suo ultimo libro: «Vampiri», ed. Mondadori © 2017.

 

Fra l’altro, si sta verificando un corto circuito non da poco nelle Regioni italiane che stanno tentando, più o meno timidamente, di limare lo scandalo dei vitalizi del passato, perché a opporsi a questi provvedimenti restrittivi sono le associazioni degli ex consiglieri, istituite con leggi dalle medesime Regioni e in alcuni casi dalle Regioni direttamente finanziate. Insomma, le Regioni sostengono chi si raduna per portare in tribunale le decisioni delle Regioni: non è fantastico? Del resto cosa possiamo aspettarci dalle leggi fatte da coloro che godono dei vitalizi?

 

Di queste associazioni di ex consiglieri ce ne sono un po’ dappertutto: in Veneto è presieduta da Aldo Bottin (4.107 euro al mese di vitalizio) combattivo presidente dell’associazione degli ex consiglieri, che pare si sia opposto in ogni modo alla pubblicazione dell’elenco dei privilegi e privilegiati. In questa Regione è stata applicata una minisforbiciata del 5-10 per cento? Nel febbraio 2015 in 60 sono ricorsi al Tar. A guidare i ricorrenti c’è l’ottantenne ex comunista Danilo Sante Riello, che rimase solo 6 mesi in Consiglio, nei lontani anni Ottanta, e per questo ha maturato un vitalizio da oltre 3000 euro netti al mese (erano 3593, ridotti a 3134: ma come si sono permessi? Non lo sanno che 6 mesi di lavoro [lavoro: si fa per dire] in Consiglio regionale valgono molto di più? Domanda: quale altra professione o lavoro da’ una pensione di oltre 3000 euro al mese?). Dietro di lui Amalia Sartori ex Psi poi di Forza Italia (3530 euro netti al mese), che poi è passata all’Europarlamento e quindi, direttamente, agli arresti domiciliari per l’inchiesta Mose. Scrive Mario Giordano: le auguriamo, ovviamente, di dimostrare la sua innocenza in quella vergognosa vicenda di sprechi e tangenti. Ma, nel frattempo, ci sia concesso il dubbio: non potrebbe almeno astenersi dal rivendicare incrementi al vitalizio che già percepisce? Per chi vuole approfondire, qui c’è un elenco dei vitalizi: http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/politica/2014/9-agosto-2014/consiglieri-regionali-pensioni-d-oro-nomi-cifre-ecco-top-ten-223712492982.shtml

 

All’associazione degli ex consiglieri veneti sono iscritti anche Ettore Beggiato, 4.131 euro euro al mese; cui vanno aggiunti oltre 80.000 euro l’anno quale attuale segretario di gruppo consigliare “Siamo Veneto”. Fabrizio Comencini, 4.114 euro euro al mese, cui vanno aggiunti circa 18.000 l’anno come componente del Corecom. Franco Rocchetta, 2.762 euro al mese, cui va aggiunto il vitalizio per due mandati da ex parlamentare (XI, XII  Legislatura) e Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri. Marilena Marin, 2.219 euro al mese cui va aggiunto il vitalizio da ex eurodeputato nella IV Legislatura. Di cui peraltro non è dato sapere, perché sempre come scrive Mario Giordano nel libro su indicato: «E poi ci sono loro, gli uomini dell’Europa, i custodi del rigore, gli inflessibili censori di Bruxelles, quelli che ci hanno ordinato lacrime e sangue, quelli che ci hanno imposto l’austerity, la legge Fornero e l’innalzamento dell’età pensionabile, quelli per cui ogni spesa è di troppo, quelli che ci hanno messo a stecchetto e alzano il sopracciglio ogni volta che qualche pensionato italiano dice: «Vorrei vivere». Quelli che rispondono sempre: «Non si può». Anche dal punto di vista previdenziale non si trattano male: nel 2017 la spesa per le pensioni del personale dell’Unione europea crescerà del 7,8 per cento, per «l’adeguamento delle retribuzioni superiori al previsto». E la spesa per le pensioni degli ex membri delle istituzioni (europarlamentari e commissari) aumenterà addirittura del 15,2 per cento per gli «adeguamenti annuali». Buon per loro, si capisce. Ma perché gli adeguamenti alle pensioni dei poveri cristi italiani, invece, sono sempre stoppati a Bruxelles?»

Osservate qui l’intervento di un eurodeputato dalle idee molto chiare: http://controinformazionetv.info/euro-deputato-shockquando-la-gente-si-accorgera-di-questi-inganni-vi-impicchera/

 

Insomma si tratta di disinvolti personaggi che usano il “Cicero pro bono sua” per veicolare messaggi farlocchi. E qui è bene precisare che il termine farlocco pare sia l’italianizzazione dell’inglese far look guardare lontano, termine connotante con cui negli anni ’60 ci si riferiva ai turisti distratti, vittime di mariuoli… E sempre usando una metafora potremmo dire che abitiamo una casa diroccata, ma anziché progettare per costruirne un’altra, ci sono persone che pensano di portar via anche i mattoni pro bono sua. Infatti manca o è sconosciuto un progetto credibile, anche non geniale, o un documento o una teoria che non sia campata in aria, su cui convogliare il consenso all’indipendenza del Veneto che pur sottotraccia esiste. Al contrario ci sono creduloni disposti a sostenere il “barricadero” di turno che opera per farsi eleggere, nel 2020, alla Regione Veneto. Per fare cosa? Be’, lui non lo dice!

 

Eppure Jacques Sapir, che insegna presso la Scuola di Economia di Mosca ( Moskovskaya Shkola ekonomiki ), scrive (http://vocidallestero.it): «…è necessario sapere che cosa costituisce la società. Ed è anche necessario capire che cosa costituisce un “popolo”, e bisogna capire che quando si parla di un “popolo” non stiamo parlando di una comunità etnica o religiosa, ma della comunità politica di individui riuniti che prendono in mano il proprio futuro. Questo è il popolo al quale parlano i politici che realmente fanno il loro lavoro.»

 

Però pare non esista, da parte di un certo indipendentismo, nessuna memoria storica. Eppure alla fine del secondo conflitto mondiale, i tre Stati dell’ex Patto Tripartito (Germania, Italia e Giappone) erano incapaci di muovere ancora guerra, per ragioni alquanto oggettive. Ma il forzato pacifismo imposto loro, aveva una ragione molto più profonda rispetto alla paura di un ritorno del Fascismo o del Nazismo, ed è che un Paese sottomesso non deve avere la piena sovranità. Neppure il diritto di “muoversi” liberamente che è parte fondamentale di un Paese sovrano. Un diritto che oggi, appunto, ci è assolutamente negato proprio dalla élite politica non già governante, ma dominante.

 

 

 

 

 

 

 

 

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9 Comments

  1. Castagno 12 says:

    CATERINA, la memoria non ti assiste e richiedi la stessa cosa.
    Io, a parte l’invio dei commenti, ho ripetutamente scritto, FINO ALLA NOIA, le cose che faccio da più di venti anni per NON SOSTENERE IL SISTEMA.
    E quando rimprovero l’uso della carta di credito, spiegando che NASCONDE L’INESISTENZA DELLA VALUTA, significa che io NON POSSIEDO LA CARTA DI CREDITO.
    Per cortesia, ci vuoi dire cosa fai tu, oltre allo scrivere ? Grazie.
    Può essere definito LEADER chi porta a casa risultati concreti.
    Ma chi raccoglie firme, per richieste fino ad ora inevase, ha solo avuto una iniziativa. STOP !
    Tu continua a pensare quello che ti pare, ma la realtà è questa.

  2. Adriano says:

    Mi sembra che l’unico il quale abbia rinunciato a vitalizi sia l’avvocato Morosin. Qualcuno può darmi conferma di ciò? Grazie

  3. Carlo De Paoli says:

    Ancora sull’indipendentismo veneto che non decolla.

    Che sia perché abbiamo troppi “movimenti indipendentisti”, a decine, forse, e la gente non sa su quale poter fare riferimento senza il pericolo di cadere nella grinfie di un qualche partito filo-romano?
    Di questi tempi tutto è possibile: se persino a Roma abbiamo politici “bancarottieri fraudolenti” che vengono votati, dai loro, a mani basse con percentuali, si direbbe, bulgare, e che per arrivare a quelle posizioni hanno camminato sui cadaveri sanguinolenti di migliaia di risparmiatori che ancora aspettano sepoltura -risarcimento- si comprende l’esitazione, che è anche la mia, ad abboccare a queste formazioni di autonomisti.

    • Stefania says:

      L’accostamento tra bancarottieri fraudolenti e politici che hanno cavalcato la parabola indipendentista non è pertinente.
      Altra cosa è discutere sulla fiducia. Sulla coerenza. Sulla capacità di vedere un progetto. Leader senz’altro ancora cercasi!

      • caterina says:

        e purtroppo non è solo questione di leader, che a dire il vero non mancano per fortuna….ma occorre anche una barca di soldi per sostenere attività e iniziative e diffusione….e i media sappiamo bene che stanno sempre con chi li foraggia… è questo il punto critico non contando su grandi mecenati che oggi non esistono più perche’ chi ha soldi pensa solo a come salvarli o a come e dove farsene di più…

        • Castagno 12 says:

          Oh CATERINA, cosa ti succede ?
          Scrivi ” … i leader, che a dire il vero non mancano … ”
          Se ci sono veramente, PERCHE’ FANNO GL’IMBOSCATI ?.
          Però, se consideri LEADER quelli che non portano a casa alcun risultato, allora hai ragione tu, CE NE SONO TANTI !

          • caterina says:

            per me leader è chi ha elaborato un progetto che viene condiviso e si adopera con tutte le sue forze per realizzarlo… noi Veneti siamo evidentemente più fortunati sotto questo aspetto e legittimamente possiamo sperare di arrivare alla meta… prima o poi… ma i risultati non piovono dal cielo… se vuoi collabora anche tu!… ti avverto che non basta scrivere sui siti…

  4. giancarlo says:

    La verità è che il popolo italiano è tutta un’invenzione e come tale si comporta.
    Ciò che vale oggi viene sotterrato domani. Ciò che ti favorisce oggi viene elevato al cielo per essere poi sprofondato allor quando non riesce più a darti nulla.
    I politici italiano sono né più né meno che “italiani”.
    Vanno a fare politica perché conviene. E’ un affare economico da non lasciarsi sfuggire.
    Ecco perché oggi, ma anche non molto tempo fa non abbiamo più statisti ma semplici bacia poltrone.
    La politica viene vista solo come un mezzo per sbarcare il lunario, solo che è molto remunerativa ed appagante. Se dovessimo ascoltare tutti i discorsi dei politici, specie nel passato non faremmo altro che risentire quello che dicono ancora oggi. Solo, i problemi sono sempre gli stessi e non vengono risolti.
    Ma un paese che si regge su una classe politica fallita e fallimentare….dove volete che vada se non verso un DEFAULT già avvenuto, ma che si vuole posporre il più a lungo possibile.
    Quando il Q.E. di Mario Draghi finirà….e finirà prima o poi e le agenzie più importanti al mondo dichiareranno il debito pubblico italiano spazzatura…allora chi salverà l’italia ??
    I politici avranno già portato i nostri soldi ( non i loro) all’estero e a noi rimarranno le macerie.
    Ebbene dico che preferisco le macerie e la libertà a potermi risollevare in un VENETO libero, indipendente e sovrano al 100%. Allora, solo allora ci potrà essere un nuovo inizio e un nuovo modo di fare politica.
    La politica deve essere un servizio al cittadino e non viceversa come ora.
    WSM

  5. caterina says:

    Tutto ben detto, che va giustamente rilevato… così si capirà’ finalmente perché Plebiscito.eu a suo tempo escluse dalla eleggibilità nei suoi organi, Consiglio dei dieci e parlamentari, tutti coloro che ricoprivano o avevano ricoperto cariche in organismi politici pubblici… e non per mancanza di stima, ma per il semplice fatto che non sarebbe stato credibile di tenerci all’indipendenza se continua ad essere in qualche modo foraggiato dal governo di Roma…

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