Se anche il Nord come i Cantoni svizzeri, facesse concorrenza sulle tasse…

 

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Le insidie della concorrenza fiscale fra i cantoni: il punto con Samuele Vorpe(RSI – Alex Ricordi/Fabio Salmina)

di ALEX RICORDI – In Svizzera la fiscalità è uno degli ambiti nei quali si esplicita la sovranità cantonale. Ogni cantone, fatti salvi i limiti imposti dal diritto federale superiore, ha la facoltà di determinare autonomamente tipologie d’imposta e aliquote. Tanta sovranità fiscale si traduce però anche in un mezzo per attirare sul territorio aziende e soggetti facoltosi. Col risultato di alimentare, fra i cantoni, una persistente concorrenza nel campo delle imposte dirette.

Questa concorrenza fiscale, di per sè, non è certo una novità in Svizzera. Ma negli ultimi anni si è anche sensibilmente intensificata. Intanto la Confederazione continua a fare i conti con pressioni dall’estero proprio in materia di fiscalità. Queste concernono anche le holding e le società di gestione, arrivate dall’estero, alle quali vengono accordati statuti speciali sul piano della tassazione: in Svizzera non svolgono generalmente attività commerciali, si limitano a esercitare funzioni amministrative, ma danno complessivamente lavoro a più di 150’000 persone.

Non più accettati a livello internazionale, gli statuti speciali dovranno essere aboliti in Svizzera nei prossimi anni. Le imprese beneficiarie verranno quindi tassate ordinariamente e si imporrà, per forza di cose, la necessità di aliquote tali da scongiurare il rischio di un loro trasferimento altrove. Sull’onda di questa esigenza, “la concorrenza intercantonale è destinata sicuramente ad aumentare”, ci dice Samuele Vorpe, responsabile del centro competenze tributarie della SUPSI.

SEGUE SU: https://www.rsi.ch/news/oltre-la-news/A-colpi-di-fisco-9749770.html

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