L’inchiesta che scuote la Lega e il Piemonte alla vigilia del voto

di REDAZIONE

L’inchiesta della Guardia di Finanza che ha indagato per corruzione, concussione e abuso d’ufficio un esponente della giunta regionale di Roberto Cota, Massimo Giordano, scuote il Piemonte alla vigilia del voto per le politiche. Pdl e Lega fanno quadrato intorno all’assessore, il centrosinistra va all’attacco e, asserendo che ”Cota e’ sulla strada di Formigoni”, minaccia la paralisi in consiglio regionale e invoca un rapido ritorno alle urne. La vicenda colpisce anche l’ex-capo della segreteria di Cota Giuseppe Cortese e sua moglie Isabella Arnoldi, che è portavoce di Giordano. Ma Cortese e’ passato a occuparsi dell’Expo 2015, per cui l’opposizione affonda soprattutto su Cota e assessore.

Giordano, titolare di deleghe cruciali quali la politica industriale e lo sviluppo economico, e’ considerato uno degli uomini forti della Lega in Piemonte. Appena scoppiato lo scandalo ha detto di non avere ”nulla da nascondere ne’ da temere” e ha presentato le dimissioni, che sono state prontamente respinte dal presidente della giunta piemontese. ”Giordano mi ha confermato la sua estraneita’ ai fatti, confermo la fiducia in lui e ne respingo le dimissioni”, ha dichiarato Cota subito dopo il passo dell’assessore. In difesa di Giordano si e’ fatto avanti lo stesso segretario nazionale del Carroccio, Roberto Maroni. ”Stimo Giordano – ha detto Maroni durante il Forum  all’ANSA – i fatti contestati si riferiscono al 2006 e casualmente sette anni dopo, a cinque giorni dalle elezioni, viene fuori questa cosa. Anche oggi si e’ messa in moto la macchina del fango”.

E il segretario del Pdl piemontese, Enrico Costa, commenta che ”bene ha fatto Cota a respingere le dimissioni”. L’umore delle opposizioni e’ ben espresso dalle parole del segretario del Pd del Piemonte, Gianfranco Morgando, che vede ”Cota avviato sulla strada di Formigoni, cioe’ sulla strada di un presidente costretto a rassegnare le dimissioni in una Regione decimata dalle inchieste e dalla crisi politica”. ”Prima Cota lascia – ha affermato Morgando – e prima evitera’ al Piemonte l’agonia della Lombardia”. ”E’ una situazione insostenibile – aggiunge il capogruppo del Pd in Regione, Aldo Reschigna – chiediamo lo scioglimento del Consiglio regionale, le dimissioni di Cota e nuove elezioni regionali”. In caso contrario, il consigliere del Pd Mauro Laus sta preparando 900 emendamenti alle leggi regionali di prossima discussione: ”L’ostruzionismo – afferma, chiedendo l’adesione dei colleghi – e’ l’unico strumento che ci rimane per dare la spallata definitiva al governo Cota”.

Punto di partenza dell’inchiesta una serie di esposti contro il bar Coccia, di proprieta’ del Comune di Novara, per disturbi notturni. Una vicenda iniziata nel 2006, quando Giordano, allora sindaco di Novara, avrebbe cercato di proteggere il locale, secondo l’accusa punto di riferimento del mondo politico leghista e di quel ‘gruppo di potere’ che per i magistrati faceva riferimento al primo cittadino. Un vero e proprio ”sistema di corruzione” – sempre secondo l’accusa – che ha portato le fiamme gialle a perquisire anche l’abitazione di Giordano e quella della sua portavoce, Isabella Arnoldi, e del marito di quest’ultima, Giuseppe Cortese, leghista anche lui, rappresentante della Regione Piemonte nella cabina di regia per l’Expo 2015 ed editore. Un filone dell’inchiesta riguarderebbe infatti il Nord Ovest, quotidiano nato lo scorso autunno. Anche la sua redazione e’ stata perquisita. I soci della societa’ editrice, e’ l’ipotesi investigativa, avrebbero ricevuto dei contributi pubblici dall’assessorato di Giordano. Nell’elenco degli indagati ci sarebbero anche il titolare del bar Coccia, Mario Berti, un imprenditore alberghiero di Orta, Andrea Giacomini, sembra per un’altra vicenda collegata all’erogazione di altri contributi pubblici, e lo stesso direttore generale dell’assessorato, Giuseppe Benedetto. La solita ”macchina del fango”, per la Lega Nord, mentre l’opposizione di centrosinistra ha invocato le dimissioni dell’intera giunta Cota. Ma a spazzare via ”le speculazioni sulla tempistica delle indagini” ci ha pensato il procuratore capo di Novara Francesco Saluzzo, che coordina le indagini affidate ai sostituti procuratori Olimpia Bossi e Nicola Serianni. ”Se abbiamo preso questi provvedimenti oggi – ha sottolineato Saluzzo – e’ perche’ non potevamo ne’ anticiparli ne’ rimandarli”.

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18 Comments

  1. CSS says:

    l’unica domanda che vorrei fare:
    perchè tutte le inchieste giuste o sbagliate che siano vengono fatte sempre prima delle tornate elettorali?

  2. Miki says:

    Pure il bar Soccia. Oh ma son stufosi sti giudici!

  3. Gian says:

    cito le testuali parole del segretario del Pd in Piemonte

    ”Cota avviato sulla strada di Formigoni, cioe’ sulla strada di un presidente costretto a rassegnare le dimissioni in una Regione decimata dalle inchieste e dalla crisi politica”. ”Prima Cota lascia – ha affermato Morgando – e prima evitera’ al Piemonte l’agonia della Lombardia”.

    Il segretario del Pd in Piemonte non si rende conto che così facendo conferma che trattasi di magistratura a servizio della politica, infatti dice che o Cota se ne va o gli arriveranno tanti altri avvisi di garanzia come è successo a Formigoni, fino a che sarà costretto a dimettersi. Bella minaccia!

    Domanda: come fa il segretario del Pd piemontese a sapere che a Cota e compagni arriveranno tanti altri avvisi di garanzia?Sopratutto come fa a sapere che ne arriveranno TANTI QUANTI ne serviranno a far dimettere Cota, così come è successo per Formigoni?

  4. Aquele Abraço says:

    “Punto di partenza dell’inchiesta una serie di esposti contro il bar Coccia, di proprieta’ del Comune di Novara, per disturbi notturni.”
    Una banale storia di sordide rivalità politiche di provincia diventa il pretesto per dare il via a delle perquisizioni basate su illazioni e sospetti tutti da dimostrare alla viglilia delle elezioni politiche.
    Una storia meschina come tante in Italia, simile a quelle in cui un esercente, per invidia e ripicca, sguinzaglia la finanza contro un esercente rivale verso cui serba rancore accusandolo di evasione fiscale, specchio di un paese diviso dall’odio politico sempre più simile alla Russia bolscevica in cui gli espropri sono fatti per mano dei procuratori al servizio del partito.

  5. lucia says:

    io conosco un ragazzo, sindaco di un paese, che è stato accusato di tutte le nefandezze possibili, messo in croce da giornali e sinistroidi, viene infine assolto per non aver commesso il fatto e non gli è arrivata una riga di scuse. unica colpa quella di essere un leghista.

    bisogna che qualcuno faccia notare alle nazioni unite che quì in italia qualcosa di marcio si sta preparando

  6. Franco says:

    “L’occasione fa l’uomo ladro” e quasi sempre “politico” !

  7. Pasinetti says:

    Maroni che è stato pure ministro interni.sulla 7 sta dicendo le stesse parole si Berlusconi su Grillo e cioè che sino tutti dei centri sociali!!!!!! Ma la lega è arrivata a questo punto? Ripete parole cavaliere come un robot ma che pena! Un po’ dignità anche nella fine no???

  8. Attilio says:

    Avviso agli amici critici della Lega. Asteniamoci da ogni commento da ora in poi. Godiamo ci in silenzio l’agonia degli arroganti spocchiosi. Non diamo fiato alle loro stupidate. La macro regione è già zoppa del Piemonte grazie al furbo albanese. Godiamoci in silenzio il finale per qualche ora….

  9. Maurizio says:

    Ripeto; queste inchieste, nella settimana del voto, e parlo di quanto scritto qui associando le “voci” su tangenti alla Lega nell’inchiesta Finmeccanica sono troppo sospette per contenuti oggettivi e tempistica.

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