L’incertezza del governo rimette in fuga in capitali in Svizzera

soldi in svizzeradi ANGELO VALENTINO – La Svizzera conferma. I capitali italiani tornano in Svizzera. Nonostante il segreto bancario sia cambiato. Lo dice la Tv Svizzera, costola della RSI. Il titolo dice tutto. “L’incertezza riporta in Svizzera capitali italiani”.  nel vicino “porto sicuro” Svizzera, soprattutto in Ticino.

“È vero che l’esecutivo appoggia l’appartenenza all’euro e ha promesso di non tassare i risparmi dei cittadini, ma lo scontro con l’Unione europea sul bilancio del paese altamente indebitato preoccupa la popolazione”.

Ed ecco la testimonianza: “Riceviamo richieste di informazioni su come si apra un conto, su come si investa e su quali alternative esistano agli investimenti in euro e in titoli di Stato italiani”, spiega alla Reuters il direttore dell’Associazione bancaria ticinese (ABT) Franco Citterio. Un fenomeno osservato dagli istituti già in altre crisi italiane: non appena cresce l’incertezza confluiscono più soldi in Svizzera.

Che allarma sono la tenuta delle banche e il debito pubblico fuori controllo. “Numerosi clienti stanno diventando nervosi per la situazione in Italia. Diversi hanno cominciato a trasferire i loro soldi in Svizzera”, afferma Fabio Poma, direttore di WMM Group con sede a Lugano. “La maggior sicurezza che uno può avere al momento è portare il proprio denaro all’estero. Così la gente ha la possibilità di investire in altre valute. In Italia è un po’ difficile”. Qualcuno ha voluto poi convertire gli euro in franchi svizzeri. Insomma, le banche ticinesi stanno riprendendo quota. Tanto che nei primi sei mesi dell’anno, i crediti degli italiani ” sono aumentati del 5% circa a 13,7 miliardi di dollari”.

D’altra parte con il prelievo forzoso del 1992, e un governo senza certezze, tutto proclami e annunci, i capitali prendono la via della Svizzera, un “materasso” che non teme confronti.

 

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One Comment

  1. caterina says:

    fanno bene fin che un Governo osteggia grandi opere che impiegherebbero lavoratori e capitali per uno sviluppo che in pochi anni ci vedrà scavalcati dai cinesi… noi qui a fermare tunnel e con la Francia e con l’Austria per far circolare treni merci a passo d’uomo e i cinesi che progettano una linea Cina-Amburgo, essendo arrivati già fino al Mar Caspio da dove proseguire su binari col passo che vige in Europa… noi come ci colleghiamo con questa linea che trasporterà a grande velocità merci e passeggeri se dobbiamo andare a passo d’uomo sul Brennero a corrente alternata o siamo fermi al Fréjus perché la pianura padana con tutte le sue industrie non conta niente?…assurdo fermarsi per i no-tav che forse aspirano solo a tornare alla pastorizia…

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