Life Treviso mai andata in sonno: siamo pronti allo scontro

di DANIELE QUAGLIA*

In riferimento all’articolo del 27 maggio 2013 a firma Gianluca Marchi dal titolo “Il ritorno della LIFE “antagonista” di uno Stato forte con i deboli”  tengo a dire che LIFE non è mai andata progressivamente in sonno, quel periodo definito sonno si riferisce al periodo in cui “L’indipendenza” ancora non esisteva e non c’erano media e testate disposte a diffondere la cronaca di quello che stava succedendo.

E’ vero che LIFE ha subìto un drastico ridimensionamento ma questo è dovuto esclusivamente al fatto che LIFE, ritenendo la libertà il bene più importante, non usa sistemi di coercizione per il rinnovo dell’iscrizione, come invece usano fare sindacati e tutte le associazioni datoriali che al momento dell’iscrizione fanno sottoscrivere, agli interessati, una delega per il rinnovo automatico dell’iscrizione che tramite l’INPS sarà riscossa nascosta tra i contributi. La Sezione LIFE sopravvissuta a questa naturale selezione è stata quella di Treviso che non si è mai addormentata, anzi! Nel silenzio più assoluto, LIFE Treviso ha portato avanti una battaglia epica contro la Camera di Commercio e il “diritto camerale”, una sorta di pizzo che ogni imprenditore è obbligato a versare alla Camera di Commercio, in cambio di niente per il solo fatto di esistere. Dopo un percorso giudiziario arrivato fino alla cassazione, LIFE Treviso ha subìto tre discutibilissime sentenze negative ed è stato condannato alla soccombenza delle spese legali per decine di migliaia di euro.

Nel 2005, per contrastare i pignoramenti, LIFE Treviso, aderisce all’Autogoverno del Popolo Veneto, dichiara la sua sede territorio sotto tutela delle Autorità di Autogoverno, interdetto a tutti i funzionari dello stato italiano. Il 13.11.2006, il sottoscritto invia una diffida allo Stato Italiano nella persona del suo Presidente Napolitano con invito ad abbandonare, entro 90 giorni, il territorio delle Venezie, illecitamente annesso ed oggi indebitamente occupato dallo stato italiano. Trascorsa senza esito la diffida, LIFE Treviso ed il sottoscritto citano in giudizio nel 2007, presso il tribunale di Venezia, Napolitano e Prodi quali rappresentanti di una entità statuale che occupa in maniera illecita il territorio appartenente al Popolo Veneto. La sentenza avviene il 20 febbraio 2008 ed il Giudice Monocratico dr Zacco, dichiara il difetto assoluto di giurisdizione delle autorità italiane, sentenza che ci consente di adire direttamente alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo dove il sottoscritto e LIFE Treviso, il 2 giugno 2008 depositano un ricorso contro lo Stato italiano, in termini brevi, per occupazione indebita del territorio appartenente al Popolo Veneto.

Nel frattempo LIFE Treviso respinge fisicamente due tentativi di pignoramento da parte di ufficiali giudiziari italiani fino al 2009. Il 25 gennaio di quell’anno LIFE Treviso organizza con la sua struttura e con le proprie risorse, per conto dell’Autogoverno, le libere e democratiche elezioni del Popolo Veneto, comunicate preventivamente a 1993 comuni dei territori ex Lombardo-Veneto, autorità occupanti italiane, ONU, Segreteria del Presidente USA, Commissione Europea , ecc…. Uomini di LIFE Treviso entrano a fare parte dell’Autogoverno del Popolo Veneto che si prefigge immediatamente tre progetti che, a rigor di diritto internazionale, rientrano nelle facoltà di un Popolo in regime di Autodeterminazione: 1) Creazione di un proprio corpo di Polizia (Po£isia Nathiona£e Veneta): 2) Un codice fiscale veneto per dare la possibilità ad aziende e cittadini di versare le tasse alle proprie istituzioni; 3) Targhe venete da applicare alle auto dei Veneti.

Il progetto che ha avuto la più veloce realizzazione è stato quello della Polisia presentata ufficialmente al pubblico ed alla cronaca nel corso del pignoramento in sede LIFE Treviso, dichiarata territorio a tutela dell’Autogoverno del Popolo Veneto, il 26 giugno 2009. Da allora c’è stato l’intervento della magistratura italiana, perquisizioni DIGOS con inevitabile comica “scoperta di armi legalmente detenute”, 8 avvisi di garanzia nei confronti dei promotori della Polisia Nathiona£e Veneta per costituzione, a loro dire, di banda paramilitare. Il tutto miseramente finito nel nulla anche grazie a Calderoli che nel frattempo ha abrogato la norma inerente la costituzione di banda paramilitare. Da allora LIFE Treviso ha continuato la sua ordinaria amministrazione, accumulando qualche altro avviso di garanzia e collaborando con l’Autogoverno per arrivare fino all’altro ieri, quando dopo 5 anni, la Corte Europea di Strasburgo ha inviato la sua risposta al nostro ricorso: irricevibile. Senza la possibilità di conoscere la precisa motivazione del rigetto e negandoci qualunque possibilità di impugnare la decisione della Corte. LIFE, in questo caso LIFE Treviso ha percorso tutte le strade democratiche, possibili ed immaginabili, per rivendicare una giustizia contro l’oppressione selvaggia di uno Stato nemico ma ha sempre trovato, dentro e fuori i confini di questo Stato immondo, la stessa logica mafiosa di negazione del diritto.

Forse, il progetto di combattere questo Stato con le armi del diritto e della democrazia, oltre ad essere troppo ambizioso è risultato un sogno per idealisti che credono nella giustizia in termini assoluti senza considerare i fattori umani devianti. Allora ben venga Lucio Chiavegato, uomo pratico: noi abbiamo dimostrato che giustizia ed equità, sono per i governanti semplicemente dei concetti elastici che chi dispone del potere può adattare a seconda delle esigenze politiche o non. Ora siamo pronti allo scontro! Sta a noi prendere il loro posto, comportarci alla stesso loro modo e fare della Giustizia la nostra giustizia. LIFE Treviso non si è mai appisolato

*Presidente LIFE Treviso

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

7 Comments

  1. claudio says:

    E’ possibile avere un link ad una copia della lettera inviata a Strasburgo che è stata dichiarata “irricevibile”?

  2. Albert Nextein says:

    Ecco lo scontro secondo il mio modesto avviso.
    Una protesta fiscale ben organizzata di almeno 150mila contribuenti.
    Se Life riesce ad organizzare una cosa del genere in Veneto, ed a far in modo di assistere , quantomeno preparare, gli aderenti alla protesta in modo tale da infondere quella dose di coraggio necessaria, ebbene in tal caso lo scontro sarà vinto.
    Vinto, perché altri protestatari seguiranno, in Veneto ed anche in Lombardia, dopo aver visto che ci sono dei coraggiosi, non pochi già dall’inizio, che lottano senza timore.
    Lo stato ladro centrale ha bisogno di sempre più soldi.
    Questa è la sua debolezza.
    Le armi non servono.
    Basta non pagare più tasse, tutti insieme appassionatamente.

    • daniele quaglia says:

      è il mio sogno da sempre, nutro ancora speranze sulla sua realizzazione, ma la realtà purtroppo è diversa. Stiamo organizzando una class action da portare in corte costituzionale contro l’IMU: Qui in ufficio LIFE dovrebbe esserci la coda di gente che aderisce e vuole sapere …. ma noin c’è nessuno che bussa.
      Adesso la RAI sta arruolando giovani per scovare chi non paga il cànone e tutti sono preoccupatissimi, qualcuno è già andato a pagare e altri lo faranno.
      Hanno il terrore per 120 € non pagati, figurarsi se sono disposti a non pagare cifre più importanti.
      Chi non paga lo fa perchè non ha i soldi e non perchè ha il coraggio di sfidare lo stato.
      Il nemico è chiuso dentro i suoi uffici e li si crede al sicuro, lì dobbiamo andare, dove meno se lo aspetta.
      Come LIFE ha sempre fatto e da un bel po’ non fa più. Senza violenza, pacificamente riusciremo a turbare profondamente il riposo dei nostri parassiti

      • Dan says:

        Certo che se questa crisi nera non è neanche sufficiente a sfanculare i 120 euro del canone allora si possono fare i proclami che si vogliono ma non si giungerà mai a niente.

        Si può essere “pronti allo scontro” finchè si vuole ma se le forze umane sulle quali si deve fare affidamento sono titubanti fino a questo punto allora sarà sempre e solo uno scontro al massimo dialettale.

        Sarebbe stato interessante poter raccogliere parole e pensieri sinceri dei veneti dopo il giro di walzer della digos presso la Polisia Nathionale in modo da capire quanti hanno aumentato il livello di incazzatura e quanti invece solo il grado di fatalità della vita.

        Date queste premesse il nemico non ha bisogno di uscire dai propri uffici perchè sostanzialmente non si sente minacciato in alcun modo e della carta bollata, la sua carta bollata, ci si pulisce il sedere.

      • Albert Nextein says:

        Io non sono veneto, ma sono molto interessato a questa class action anti-imu.

  3. Gianni says:

    Mi interesserebbe un incontro,non per un aiuto ma per poter maggiormente condividere i Vs programmi.

Leave a Comment