L’IDENTITA’ TOSCANA, QUESTIONE DI STORIA E DI SEMANTICA

di REDAZIONE

Negli anni 70 Sergio Salvi ha introdotto il dibattito sul problema delle minoranze etnolinguistiche in Italia e poi delle nazioni senza Stato in Europa. I suoi libri Le lingue tagliate, Le Nazioni proibite e Patria e Matria hanno avuto il merito di svegliare il mondo autonomista. Si è in seguito occupato del disfacimento della ex Unione Sovietica, dell’identità italiana (L’Italia non esiste è uno dei suoi best sellers), di Occitania e di lingua padana. La lingua padana e i suoi dialetti è stato pubblicato nel 1999 quale supplemento ai Quaderni Padani.

Da un po’ si dedica alla sua Toscana. Ha cominciato con La nascita della Toscana ed oggi appare la ristampa de L’identità toscana (Casa Editrice “Le Lettere” di Firenze), uscito qualche mese fa e andato rapidamente esaurito.

Sono pochi, nel panorama di casa nostra, gli studi così accurati e accorati di una Piccola Patria, e in particolare di quella toscana che pure ha una storia straordinaria di indipendenza e sovranità. Per secoli è stata un potente faro di civiltà. Il Granducato era di gran lunga lo Stato più civile e progredito d’Italia. La riforma “leopoldina” del 1786 aveva stabilito – ad esempio – i principi del “giusto processo”, abolendo per prima al mondo la tortura e la pena di morte. Nel 1782 il granduca Pietro Leopoldo (poi diventato imperatore d’Austria) aveva redatto una bozza di Costituzione, cui si è ispirata quella americana, nella quale era fra l’altro statuito: “Un sovrano, anche ereditario, è soltanto un delegato e un impiegato del popolo”. L’ultimo dei suoi successori, Leopoldo II, continua le riforme e si impegna nelle bonifiche in Maremma; il suo governo è bonario e tollerante: sarà ricordato dai suoi sudditi come “Canapone” o “il Babbo”, sorta di straordinaria versione toscana del Bon Roi René di Provenza.

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Con lui termina la narrazione di Salvi, come sempre puntuale e documentatissima, e con il solito pregio di essere di gradevolissima lettura. Prima ancora che uno studioso della storia, Salvi è infatti un affascinante musico della lingua toscana: il suo racconto va giù come acqua fresca, è chiaro e spiritoso. Per questo, invece che essere pane riservato ai cultori di storia locale, il testo è innanzitutto un bel pezzo di letteratura. Va bene per tutti gli amanti di un buon libro e questo spiega il grande successo che ha avuto e quello che avrà.

Salvi è un uomo di sinistra che affronta con serenità e coraggio argomenti che la sinistra ha cavalcato per decenni e di cui sembra ora vergognarsi. Sull’interesse intelligente di Gramsci per le identità locali ha infatti prevalso l’opportunismo di Togliatti, che era più nazionalista di Mussolini, ma assai più ottuso in tema di rifiuto di tutte le differenze culturali e storiche. É una scelta che ha sospinto la sinistra italiana nell’angolo buio della difesa dello statalismo più odioso, quello dei burocrati, dei sindacalisti e del welfare fasullo. Questa sinistra del caviale e della marca da bollo non ama più quelli come Salvi, che non ha mai perso – come dimostra questo libro – le sue radici popolari e il suo amore anche guascone per la libertà.

Un intero capitolo è dedicato a un argomento per cui Salvi mostra da sempre grande interesse: la semantica storica e cioè quello strano fenomeno per cui nomi geografici cambiano di significato e vengono attribuiti a posti diversi e – di conseguenza – per cui stessi paesi si vedono attribuire denominazioni diverse nel corso dei secoli. L’idea è di trattare le diverse denominazioni della Toscana ma l’autore finisce poi per allargare la sua divertente e dotta analisi anche al termine Italia e a quello di Lombardia. Proprio per lo straordinario interesse culturale che questo argomento da sempre riscuote nel mondo padanista, l’intero capitolo “Troppe Italie ma una sola Toscana” viene di seguito riprodotto integralmente con il consenso dell’autore e dell’editore.

AUTORE: Sergio Salvi; TITOLO: L’identità toscana. Popolo, territorio, istituzioni dal primo marchese all’ultimo granduca; EDITORE: Firenze: Le Lettere, 2006; PAGINE: 202; PREZZO: 12,50 Euro

 

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One Comment

  1. toscano redini says:

    Oh! Toscana, mia Toscana,
    così dolce, così bella,
    terra d’arte, di sapienza,
    di soavissima favella

    Terra madre di bei borghi,
    di maremme, di colline,
    che distendi i tuoi ruscelli
    d’appennino alle marine…

    Oh! Toscana, mia Toscana,
    …………………………………

    da una filastrocca d’altri tempi.

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