L’IDEA INDIPENDENTISTA PER CRESCERE HA NECESSITÀ DI FORNIRE RISPOSTE CHIARE

tanko

di ENZO TRENTIN –  C’è un mondo indipendentista che poggia le proprie rivendicazioni sui princìpi fondanti dell’ONU, ma ignora che alle belle parole non sempre seguono i fatti. Se ciò avvenisse non avremmo, per esempio, il popolo sahrawi che vive in esilio in campi profughi malgrado abbia tutte le risoluzioni ONU a favore della sua indipendenza. Ne ho scritto qui: http://www.lindipendenzanuova.com/lindipendenza-e-un-diritto-ma-senza-accordi-e-untia-resta-un-miraggio/ ; né ci sarebbero i palestinesi che vivono in quella sorta di campo di concentramento che è Gaza, il cui territorio è impunemente e costantemente eroso dagli insediamenti di coloni israeliani.

Altri indipendentisti reclamano l’attuazione del dettato di vari Trattati internazionali fatti propri dalla legislazione italiana, per rivendicare la propria autodeterminazione, e nel far ciò fanno ricorso alla La Corte europea dei diritti dell’uomo ignorando il pensiero di Bartolo di Sassoferrato. Una celebrità solo per i cultori della storia del diritto beninteso, che ciò nonostante tutti dovrebbero conoscere almeno in questa sua coraggiosa confessione che cito a memoria: «Ogni volta che mi si propone un problema giuridico, prima sento quale deve essere la soluzione, poi cerco le ragioni tecniche per sostenerla». E se questo era vero per un simile luminare, figurarsi per il magistrato qualunque. Dunque aspettarsi dal giudice un giudizio asettico, pressoché meccanico, come una macchina in cui si infila il fatto e viene sputata fuori la sentenza, è del tutto fuori luogo. Il diritto cerca di mettere ordine e razionalità nelle vicende, tipizzandole in quadri astratti, ma poi in concreto quel diritto viene maneggiato da un essere umano, con la sua cultura (o incultura), la sua affettività, i suoi principi e, perché no? i suoi pregiudizi. Si spiega così che la parola “sentenza” si ricolleghi a “sentire”, cioè alla stessa radice di “sentimento”, non a “sapere”.

bartoloAltri indipendentisti, ancora, rivendicano il diritto a…, ignorando che un diritto che non è riconosciuto da nessuno non vale molto.

Riproposte ancora una volta queste premesse, debbo affermare che generalmente evito d’invischiarmi in polemiche di sorta, e specialmente nelle discussioni che si accendono in Facebook. Tuttavia, in deroga a questa mia regola, prendendo atto che c’è stato un approfondimento che ha ricevuto decine di condivisioni, centinaia di “mi piace”, e circa 150 interventi, ho apportato il contributo che qui sotto propongo alla riflessione della più vasta platea dei lettori di questo quotidiano per alimentare la discussione:

Barbara Benini: 2 aprile 2017 – ore 12,45  https://www.facebook.com/barbara.benini.12/posts/1177515449037411?comment_id=1178718342250455&notif_t=like&notif_id=1491242191160390

Da un sondaggio in VENETO risulta che l’11% vorrebbe l’INDIPENDENZA, oltre il 70% sceglierebbe AUTONOMIA… Dalla mia esperienza personale risulta che almeno 4 su 5 non conoscono la differenza tra i due termini… il che significa che se “si prepara” una CORRETTA INFORMAZIONE, con un progetto serio e fattibile, il dato potrebbe anche triplicare… Se riusciamo ad organizzarci come “si deve”, lavorando in tanti, costantemente costruttivamente, uomini e donne di qualsiasi estrazione sociale – o politica -, (che rappresentano diverse categorie di persone e tutte dovrebbero essere coinvolte)

Se vogliamo provare… considerando che l’invasione selvaggia e le rapine quotidiane da parte dello stato italiano attraverso tasse e accise e leggi assurde non si fermeranno… Auspico che si crei una squadra FORTE per le prossime regionali 2020. Così da poter fare il famoso referendum popolare su un AUTOGOVERNO.

Trentin: PREMESSO CHE SPERO DI NON DOVERMI PENTIRE D’ESSERE INTERVENUTO IN QUESTO POST CON INTENTO COSTRUTTIVO… Barbara Benini, ha aperto la discussione sollecitando la formazione di un organismo collaborativo che dia corpo ad un “progetto per l’indipendenza”.

Scorrendo i vari interventi ho tratto la sensazione che ci sia una ridondanza di significati e di visioni risolutive. Per esempio: Barbara Benini afferma che ci vuole una corretta informazione, e che non c’è molto tempo da qui al 2020 (anno di elezioni regionali in Veneto) per preparare un “progetto indipendentista”.

L’interpretazione che ho dato io è che si voglia un “progetto” per concorrere alle elezioni regionali (cosa più che lecita), che tuttavia è cosa diversa da un “progetto che indichi QUALE indipendenza”. Ovverosia: quali vantaggi avranno i veneti dall’autodeterminazione?

Uno Stato indipendente del Veneto dovrà assolvere a molti compiti. Come saranno svolti tali compiti per il cosiddetto “bene comune” che giustifichi un miglioramento della situazione attuale, e quindi il voto a favore di chi vorrà candidarsi alla guida dell’autodeterminazione?

Faccio un solo esempio, tra i tanti possibili:

1. Il Veneto ha 1.293.133 di pensionati, su una popolazione di 4.937.854 abitanti.
2. Le pensioni erogate sono 1.809.632.
3. I pensionati sono il 26,2% della popolazione della regione.

LE PENSIONI ITALIANE SONO TASSATE CENTO VOLTE QUELLE TEDESCHE (di Roberto Reale – testo in https://www.facebook.com/groups/1011216088931339/)

2.4.2017 – Secondo uno studio della Confesercenti, le tasse sulle pensioni in Italia sono follemente più alte che nel resto d’Europa: su una pensione di 1.500 euro lordi (tre volte il minimo, circa 20 mila euro all’anno) si pagano in Italia 4.000 euro di imposte contro 39 euro in Germania (cento volte di meno!!), 1.900 in Spagna, 1.400 in Gran Bretagna e 1.000 in Francia. E in quattro Paesi – Ungheria, Slovacchia, Bulgaria e Lituania – le pensioni sono addirittura esenti da tasse. Lo studio ha effettuato simulazioni su due tipologie di assegni (applicabili a 16,5 milioni di pensionati italiani): 1,5 volte il minimo (750 euro lordi al mese) e 3 volte il minimo (1.500 euro lordi al mese). Sono stati presi in considerazione pensionati fra 65 e 75 anni senza carichi di famiglia, residenti a Roma (con relative addizionali regionali e comunali). Un pensionato italiano che prende 750 euro al mese è l’unico a pagare le tasse (il 9,17%), mentre un “collega” francese, tedesco, spagnolo e inglese non paga nulla. Chi prende 1.500 euro al mese, in Italia paga comunque il doppio (20,73%) di imposte rispetto alla Spagna (9,5%), il triplo rispetto al Regno Unito (7,2%) e il quadruplo rispetto alla Francia (5,2%). In Germania la stessa fascia di reddito è praticamente esentasse (0,2%).

NATURALMENTE non saranno i Consiglieri regionali veneti (sedicenti indipendentisti) che potranno risolvere la questione delle pensioni. Ciò nonostante, convincere della bontà di un “progetto indipendentista” il 26,2% della popolazione veneta, non sarebbe cosa da perseguire sin d’ora? E trovata una soluzione a questo problema, come ad altri inerenti, non sarebbe cosa da perseguire sin d’ora per ottenere quella CORRETTA INFORMAZIONE che è oggetto degli auspici di Barbara Benini? S’intende che questa non vuole assolutamente essere una provocazione, bensì il suggerimento per una corretta impostazione del problema sollevato.

Benini: Certo, corretto l’esempio dell’INPS come ci sono altri temi importanti… io non sono economista e mi limito a “creare coscienza veneta”. Mi è stato riferito che l’INPS veneta è in utile per quanto si versa e si distribuisce attualmente. Di fatto si devono garantire almeno gli stessi servizi e trattamenti… il valore aggiunto lo troviamo subito dal disavanzo che il Veneto attualmente ha con Roma di circa 20 miliardi… pertanto si dovranno distribuire le risorse al sociale, potendo non tassare pensioni (già tassate all’epoca) e tutelare fasce più deboli… bisogna sicuramente sviluppare tutti i punti principali e adeguare a quanto giustamente debba essere… ovvio che vitalizi, doppie pensioni anche a due cifre non hanno senso, come le pensioni d’oro… riducendo solo le ultime voci si crea un disavanzo ulteriore… Urge un’assemblea costituente che valuti tutti i settori, impostando con onestà e logica tutto il sistema… è ovviamente un mio semplice pensiero dettato dalla logica dei fatti… grazie dei consigli, per me son sempre ben accetti se sono naturali giustificati e pertinenti

Trentin: I sondaggi che citi nella partenza di questa discussione sono da prendere con il beneficio d’inventario, perché tutti i sondaggi sono eterodiretti. Se, come dici, sono quelli forniti da Antonio Guadagnini & Co. NON possiamo ignorare il fatto che il predetto Consigliere regionale è sodale di Luca Zaia, il quale sproloquia di indipendenza del Veneto, ma opera per l’AUTONOMIA del Veneto.

Va bene laddove scrivi: «Urge un’assemblea costituente che valuti tutti i settori…»; ma chi la promuove? Chi sarà chiamato a farne parte? Quali titoli (non intendo solo i titoli accademici) dovrà avere per accedervi?

Un po’ carente mi sembra il discorso: «il Veneto attualmente ha con Roma di circa 20 miliardi…». Infatti per avere lo stesso residuo fiscale si dovrà mantenere la stessa persecutoria imposizione, e allora come avverrà il rilancio dell’economia?

Sul: «Mi è stato riferito che l’INPS veneta è in utile per quanto si versa e si distribuisce attualmente…», con l’indipendenza non credo potrà esistere un’INPS veneta. L’istituto rimarrà italiano, i soldi da esso incamerati, PURE. Secondo quali accordi pagherà le pensioni ai cittadini di un altro Stato? E l’equivalente veneto (indipendente) dell’INPS, opererà con le stesse norme di quello italiano? Oppure come sarà configurato? Quali garanzie offrirà? Che oneri richiederà? A carico di chi saranno tali oneri?

Ora una precisazione; e sia detta con tutto il rispetto: io non ho alcun interesse a dare “Consigli” a te o a chiunque altro. Il mio era il suggerimento che si dà a una discussione per risolvere i problemi connessi all’autodeterminazione. L’intento è di procurare un vantaggio competitivo alla causa indipendentista.

Coloro che hanno in animo di candidarsi a cariche pubbliche (e qui volutamente sorvolo sulla questione che sarebbe molto ampia), HANNO IL DOVERE di formulare proposte credibili a soluzione di OGNI ASPETTO riguardante l’indipendenza, perché è ora di smetterla di concedere la fiducia e il voto a seguito di promesse. TUTTI I POLITICI vanno giudicati per quello che fanno, non per quello che dicono.

Infine, laddove scrivi: «e mi limito a “creare coscienza veneta”…», per ottenere ciò è necessario usare un linguaggio che NON possa essere travisato o equivocato. Per creare tale coscienza è indispensabile fare INFORMAZIONE DOCUMENTABILE.

Benini: io faccio l’arredatrice e gestisco un’azienda, non ho mai fatto politica partitica e non so tutto (anzi ghe ne’ asse’ da saver, de tutto de più) e cerco di informarmi… quando posso, di fatto se l’INPS chiudesse domattina e saltasse tutto il sistema per intenderci, il Veneto dovrà arrangiarsi comunque, pertanto meglio studiare qualcosa già da ora. (che se è vero che c’è un disavanzo di 20 miliardi non vedo neanche grossi problemi, calcolando che ci sono “sprechi” anche in Veneto da tagliare). Per l’assemblea costituente si parte da delle bozze “sulla ragione della logica” per perfezionarla a quello che dovrà essere… si cerca di costruire, di seminare di porre… e comunque si cercherà di coinvolgere più gente competente possibile per la migliore riuscita… tra non molto verrà resa anche pubblica la presentazione di intergruppi, confederazione di sigle che sono in accordo sul preparare “il Veneto indipendente” del dopo, oltre che del come arrivare (tramite referendum autogestito)… buon proseguimento.

La discussione, dopo altri tre stringati post (che non sono entrati nel merito) si è esaurita a questo punto. Ora noi tutti dobbiamo prendere atto dell’onestà intellettuale di Barbara Benini. Ammette di non essere una tuttologa, di non avere le risposte per il caso sopra affrontato, né per tutti gli altri. Tuttavia insiste cocciutamente su un dato economico (il residuo fiscale) tutto da dimostrare, e rimanda ad un immediato futuro le soluzioni che potranno scaturire dall’ennesimo tentativo di coalizione di soggetti indipendentisti veneti. Staremo a vedere!

chiavegatoPer intanto notiamo incidentalmente che Barbara Benini è moglie di Lucio Chiavegato. Una personalità che a differenza degli yes-man che i partiti politici infilano nelle istituzioni a qualsiasi livello, assume le proprie responsabilità e partecipa in maniera compulsiva alla vita politica. Infatti, nel tempo, è stato tra l’altro:

 

  1. Componente del direttivo LIFE (Liberi Imprenditori federalisti Veneti).
  2. Presidente dell’estinto partito indipendentista Veneto Stato.
  3. Esponente e candidato di svariati movimenti e partiti indipendentisti.
  4. Animatore di un presidio stradale del movimento “9 Dicembre Forconi”.
  5. “Ospite” (Tsz!) delle galere dello Stato italiano per mezzo della magistratura bresciana che ha avviato il caso del cosiddetto TANKO II. Un processo che è ai suoi esordi, e che al momento appare come un processo alle idee, constatato che al momento non sono noti atti di violenza di nessun tipo.

 

Insomma, è più che lecito che qualcuno voglia candidarsi a qualcosa, ma gli elettori devono sapere esattamente, e con prove documentali, il motivo per cui votare. O no?

 

 

 

 

 

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4 Comments

  1. Castagno 12 says:

    L’idea Indipendentista, per crescere ha bisogno: — che venga diffusa la conoscenza delle cause e dei nefasti progetti che stanno a monte dei problemi fondamentali che i Media tacciono
    — che si denunci il marchingegno EMISSIONE DI VALUTA CHE GENERA DEBITO / BANKITALIA PRIVATA / ASSENZA DI SOVRANITA’ DEL POPOLO (vedi la Costituzione e la gabbia UE dalla quale NON SI CHIEDE DI USCIRE)
    — che gli Indipendentisti agiscano nel quotidiano, CONTRO E NON A VANTAGGIO DEL SISTEMA.
    Questo ultimo punto fa parte della FANTAPOLITICA.: non si può pretendere nè aspettare qualcosa da una popolazione fatiscente, in disarmo.
    .
    Ma Voi continuerete a cercare “risposte chiare”, cioè NIENTE.
    ALBERTO PENTO continuerà a non tollerare le mie denunce che non può contestare, ma lo disturbano perchè dovrebbe AGIRE.
    Lucio Chiavegato, che doveva fermare l’italia tutta, SI E’ FERMATO LUI.

  2. Colono Padano says:

    Non voglio deviare dal discorso indipendenza, ma non posso ignorare la sbrigativa affermazione anti israeliana (non voglio dire anti-semita) dell’autore che, come dice bene Pento, farebbe meglio, per lo meno, ad informarsi.
    Questo sarebbe un buon punto di inizio per capire di cosa stiamo parlando :
    http://www.ilfoglio.it/gli-inserti-del-foglio/2017/01/23/news/israele-colonie-reportage-insediamenti-cisgiordania-ebrei-illegali-116463/

    Come premessa ad ogni strategia indipendentista o presunta tale, a mio modo di vedere, si devono avere due punti fermi :

    1) bisogna smetterla di rivolgere attenzione o coltivare speranze nei confronti del circo di via Bellerio; come la storia recente e meno recente ha dimostrato, si tratta di collaborazionisti dello stato italiano il cui interesse reale non va al di lá del proprio ego o al massimo di quello dei propri cerchi e cerchietti magici;

    2) bisogna restare FUORI dalla putrefatta politica italiana immersa nella brodaglia tricolore con o senza sfondo nero – si deve agire concretamente con atti di DISOBBEDIENZA CIVILE ORGANIZZATA da un Movimento o da una confederazione di Movimenti indipendentisti APARTITICI e APOLITICI che abbiano come UNICO oggetto sociale la liberazione delle colonie padane e la costituzione di nuove realtá nazionali, oggi identificabili con le regioni ma definibili solo dopo consultazione popolare sul modello della Svizzera dove il popolo detiene la sovranità delle decisioni politiche dello stato: può esprimersi in ultima istanza su tutte le leggi e deve pronunciarsi su qualsiasi emendamento o revisione costituzionale.

    L’ultima volta che ho avuto lo stomaco e la stolta idea di sporcarmi le mani con la politica italiana è stato quando ho avuto la malaugurata idea di votare alle consultazioni organizzate dallo stato occupante nel 2013, considerando che da almeno 15 anni mi rifiutavo di contribuire a mandare a Roma dei leghisti votando alle politiche nazionali italiche dato che, al di lá delle vuote chiacchiere, il risultato era che gli omini verdi finivano sempre per fare comunella con il nemico e trarne vantaggi, potere e visibilità personali. Il mantra della nomeclatura belleriana era ed è qualcosa di simile : votate votate votate ad ogni costo perché piú parlamentari abbiamo, piu forza avremo per combattere per gli interessi della Padania”. Infatti la storia ha dimostrato esattamente il contrario.

    Al seggio quella votla ho quindi rifiutato come sempre la scheda per il voto politico nazionale ed ho ritirato solo quella per il voto regionale, Alla domanda del presidente del seggio sul perché del mio gesto, ho risposto che non ero italiano, ma lombardo-veneto, e che non riconoscevo lo stato italiano. Dopo un breve “scambio di battute”, espressioni sconvolte degli italiani presenti e l’interesse del questurino pelasgico presente fuori dal seggio, con la mia scheda in mano, mi sono voluto violentare ed ho deciso di dare, per l’ultima volta, fiducia ad un leghista.

    Maroni è stato eletto, sono trascorsi quattro anni e noi delle colonie padane siamo ancora piú sudditi dello stato italiano di quanto lo fossimo nel 2013.
    Ancora oggi mi insulto per essere stato cosi idiota, quel giorno avevo deciso che sarei rimasto a casa perché ovviamente non credevo alle panzane elettorali di Maroni, avevo gia rinunciato alla tessera da anni perché era talmente lampante che quelli del circo di via Bellerio usavano lo Statuto e l’art.1 per raggirare i coloni di Padania e fare marchette con lo stato italiano. Poi peró il cuore mi ha tradito, ho ceduto alla tentazione ed ho votato, contribuendo cosí all’ennesima truffa e tradimento ai danni dei coloni padani da parte di quegli individui che ancora oggi hanno la faccia di tolla di vivere su uno statuto di cui non sono degni.
    Colpa mia.

    Questo per dire che l’unica briciola di libertà per noi sudditi delle colonie padane è, ad oggi, il non voto. Il voto è utilizzato da qualsiasi partito per il mantenimento dello status quo, cioè della palude pelasgica infestata da parassiti, ladri e mafiosi. Il non voto fa molta piú paura ai politici ed al sistema italia di qualsiasi vero o finto voto di protesta. Il non voto è il rifiuto per lo stato in quanto tale.

    Ma ingenuità dopo ingenuità, oggi i militanti che credevano di lavorare per un ideale grandioso, si ritrovano un Movimento ed un leader che hanno abbracciato pubblicamente lo stato italiano e ne riconoscono l’unitá e la legittimità, in totale spregio dello Statuto che, da codardi quali sono, non hanno il coraggio di modificare di conseguenza. Non si sa mai, anche i militonti nel loro piccolo potrebbero svegliarsi ed incazzarsi. Certo che ce ne vuole per certi militonti prima che abbiamo un moto di disgusto e si ricordino chi sono, come sono costretti a vivere dallo stato italiano e perché sono diventati leghisti.

    NON SERVE UN PARTITO – tantomeno quello dei clown verdi che ultimamente sponsorizzano a pieni polmoni il tricolore – per aggregare i coloni di Padania e iniziare una vera DISOBBEDIENZA CIVILE che porti alla liberazione delle colonie padane. Ció che serve è un esempio clamoroso da seguire. Gandhi é l’esempio.
    Il Capo, quello vero di una volta, l’Umberto) ha avuto la possibilitá di essere il Gandhi padano in piú di una occasione, ma si è sempre tirato indietro. Noi non capivamo il perché allora. Ma molti non capiscono neppure oggi dopo cosi tanti anni ed occasioni sprecate volontariamente e continuano a credere che Salvini stia “lavorando” per il bene delle colonie padane, come sarebbe pagato per fare almeno finché non avrá le palle per chiedere la cancellazione l’articolo n.1 dello Statuto, nel quale non crede per sua stessa ammissione : tappatevi il naso e trattenete i conati di vomito
    https://www.youtube.com/watch?v=cvnl29W478k

    Al di lá delle fregnacce che racconta questo fancazzista, il problema della Padania, il cancro che divora noi, le nostre famiglie, le nostre terre, i nostri beni è l’italia e quindi l’assoluta e prioritaria necessità e quella di liberarci da questo cancro. E chiunque dica il contrario o tenga il piede in due scarpe, state pur tranquilli che costui non é dalla vostra parte se siete dei coloni di Padania, sudditi dello stato italico.

    Che cosa ci vorrebbe per organizzare una Marcia del Sale in Padania? Nulla per chi avesse la visibilità di un Salvini qualsiasi. Ma lui preferisce usare la sua notorietà, acquisita grazie al sacrificio di tanti militanti indipendentisti, per promuovere l’italia unita! AVETE CAPITO? E allora voi militonti, che ancora rimirate la tesserina che avete in tasca con tutti quei bei Soli delle Alpi e credete di far parte di un Movimento di liberazione, provate a chiedere al vostro segretario che, invece di sventolare il tricolore sotto il Po, organizzi una Marcia del Sale dando il via alla VERA DISOBBEDIENZA CIVILE PADANA.
    Non lo farete vero? Le insulse parole del venditore di felpe e t-shirts le avete e le abbiamo giá sentite tutte.
    Ve lo immaginate Salvini che da il via alla disobbedienza civile e fa dichiarazioni come queste :
    “E’ l’unico messaggio che desideravo lasciarvi prima di iniziare la marcia o di essere imprigionato. Mi auguro che non vi sia alcuna interruzione e alcun abbandono della guerra che comincerà domani mattina, o anche prima, se sarò arrestato prima di allora. Attenderò con ansia la notizia che per ognuno dei miei compagni arrestati dieci nuovi volontari hanno preso il loro posto. Io credo fermamente che in India vi siano uomini in grado di portare a termine l’opera che oggi io inizio. Ho fede nella giustezza della nostra causa e nella purezza dei nostri mezzi, E quando i mezzi sono puri, non può mancare la benedizione di Dio. E quando si uniscono questi tre elementi, la sconfitta è impossibile.”
    Mohandas Karamchand Gandhi

    Se siete patrioti padani e perseverate nel militare e votare un fu-Movimento indipendentista e rivoluzionario, ormai partito italiano uguale agli altri, ma con l’aggravante della truffa ideologica di chi si dichiara indipendentista per Statuto ed invece sbatte in mano ed in faccia ai propri militanti un lenzuolo tricolore, siete complici del collaborazionismo e del tradimento storico di questa gente. Non potete fingere di non sapere oppure turarvi naso ed orecchie, perché dovrete prima o poi rendere conto alle vostre coscienze e, se Dio volesse, il giorno dopo la liberazione potreste essere chiamati a rispondere del vostro tradimento.

    Da parte mia ho giá scelto tempo fa : non voglio essere complice di chi tradisce la mia gente e la mia terra con il nemico .

    “Se non riescono a distruggere il desiderio di libertà non possono stroncarti. Non mi stroncheranno perché il desiderio di libertà e la libertà del popolo irlandese sono nel mio cuore. Verrà il giorno in cui tutto il popolo irlandese avrà il desiderio di libertà. Sarà allora che vedremo sorgere la luna”
    Robert Gerard Sands

    Sprofondi l’italia.
    PADANIA LIBERA.
    GOD BLESS AMERICA

  3. Trentin scrive: “… né ci sarebbero i palestinesi che vivono in quella sorta di campo di concentramento che è Gaza, il cui territorio è impunemente e costantemente eroso dagli insediamenti di coloni israeliani.”
    Mi dispiace Trentin ma non è vero che il territorio “palestinese” è impunemente e costantemente eroso dagli insediamenti di coloni israeliani. Dovresti informarti meglio sulla questione: http://www.filarveneto.eu/forum/viewtopic.php?f=197&t=2271 me despiaxaria sa te fusi antisemita e antixraelian.

    • ENZO TRENTIN says:

      In realtà avrei dovuto specificare traendo dal «Post»: «Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione che chiede al governo di Israele di “interrompere ogni attività” nei propri insediamenti nei cosiddetti “territori occupati” palestinesi e a Gerusalemme est, dove complessivamente vivono circa 630mila persone, definendo l’occupazione “senza validità legale” e rischiosa per il processo di pace. 14 paesi membri su 15 del Consiglio hanno votato a favore della risoluzione, che è anche passata grazie alla decisione degli Stati Uniti di astenersi. Per passare il provvedimento aveva bisogno di almeno 9 voti a favore e di nessun veto dei membri permanenti del Consiglio, cioè Stati Uniti, Francia, Russia, Regno Unito e Cina…» http://www.ilpost.it/…/risoluzione-onu-insediamenti…/

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