Licia Cossetto, una donna di valore che ha sempre combattuto

di DANIELE VITTORIO COMERO

Oggi, martedì 8 ottobre 2013, ci sarà l’ultimo saluto a Licia Cossetto a Ghemme, in provincia di Novara. Il Sindaco del Comune giustamente ha voluto che fosse un saluto solenne, allestendo la camera ardente nella chiesa comunale di San Rocco nella piazza del Castello e proclamando il lutto cittadino. Sono attese tante associazioni e rappresentanti delle popolazioni istro-venete.

Licia, per chi non la avesse conosciuta, era un personaggio di grande rilievo, nata il 1 agosto del 1923 a Santa Domenica di Visinada, un villaggio rurale dell’Istria, attualmente in Croazia. Come tanti altri coetanei ha vissuto in pieno la seconda guerra mondiale, ma lì c’è stato uno scontro che ha avuto una durezza inusitata dopo l’8 settembre del 1943, che ha colpito tutte le popolazioni del confine orientale: i giuliani, i dalmati, i fiumani e gli istriani.

I libri di storia, purtroppo ancora oggi, non raccontano o raccontano per sommi capi questa importante parte della storia italiana, la tragedia delle Foibe, per i soliti motivi di “partigianeria politica” che non è il caso di affrontare in questo momento.

Donna di carattere, che ha combattuto dal dopoguerra fino ad oggi, per avere il riconoscimento ufficiale dei crimini che sono stati commessi alla sua famiglia, con l’infoibamento della sorella Norma, del padre e di numerosi altri parenti. Per questo è diventata il portabandiera della causa degli istriani e delle altre popolazioni del confine. Dopo l’esodo forzato del 1947, ha vissuto a Novara, Milano e infine a Ghemme, paese natale del marito Guido.

E’ morta sabato 5 ottobre, esattamente a settant’anni dall’assassinio della sorella, mentre si recava a Trieste per la solenne cerimonia di commemorazione che si è poi tenuta davanti al cippo dedicato a Norma nella via che le è stata intitolata. Voleva esserci, anche per vedere tutti gli amici, i parenti e partecipare al pellegrinaggio del giorno successivo nel cimitero di Santa Visinada, con il ritorno alla terra natia, l’incontro con la comunità istro-veneta ancora presente nel territorio.

In tanti anni di tenace lotta è riuscita ad essere un esempio per il suo popolo, non solo per i risultati raggiunti con le medaglie al merito civile che il Quirinale a partire dal 2005 ha riconosciuto a molti infoibati, ma soprattutto per essere stata equilibrata, non ha mai insegnato ad avere odio, ma rispetto per tutti, dicendo a testa alta le proprie idee.

A ben vedere ha avuto anche un altro grande pregio, quasi introvabile di questi tempi: non ha mai piegato la verità alla convenienza politica, a costo di perderci. Se c’era da scegliere tra il suo popolo e gli interessi della politica, lei non aveva dubbi e cacciava i mercanti dal tempio, la gente lo sapeva e per questo la rispettava.

A volte era burbera, di poche e misurate parole, che sapeva usare con accortezza e parsimonia, come era stata abituata dalle suore tedesche di Gorizia, affinandosi nei tanti anni di insegnamento nella scuola. Infatti, in tutte le sue conferenze ha sempre saputo arrivare subito al dunque, in pochi minuti, facendosi capire bene da tutti, soprattutto dai giovani.

Se ne è andata una grande Donna, una combattente indomabile, che aveva una parola sola, che aveva ben chiaro quale fosse il suo compito nella storia italiana.

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10 Comments

  1. Pierre says:

    Condoglianze per la famiglia e gli amici di Licia Cossetto. Che riposi in pace.

    La tragedia delle foibe deve essere ricordata e deve servire come lezione. Ma la storia diventa propaganda quando si omettono elementi della storia.

    Le ex province nord orientali erano delle terre miste. In Venezia Giulia (Gorizia, Trieste, Istria e Fiume), nome creato da un glottologo goriziano, Graziadio Ascoli nel 1863, era una zona multienica. Nel territorio di Gorizia, gli sloveni era la maggioranza relativa (45%) mentre gli italiani (35%, ai quali eano assimilati i friulani) erano maggioritari solo a Gorizia e nei comuni ad ovest della città. In Istria, i croati erano maggioritari (45%) mentre gli italiani (35%) erano maggioritari sulla costa occidentale della penisola, in particolare a Pola. Solo a Trieste, gli italiani erano maggioritari sia nella città (+80%) che nel territorio (50%). Anche a Fiume (che era sotto i dominion ungherese), gli italiani erano maggioritari ma di poco.

    La tragedia di queste terra sta quindi nello scontro tra nationalismi e irredentismi antitetici.

    Per capire le foibe, bisogna capire che per tutto il periodo fascista, gli “allogeni” slavi furono le vittime di una brutale politica di snazionalizzazione.

    L’odio che causò gli eccidi delle foibe nacque sotto il fascismo ma le radici erano ben piantate nei nazionalismi dei decenni precedenti.

    Aggiungerei anche che la piccola minoranza italiana che è rimasta in Slovenia e in Croazia è comunque ben trattata, mentre gli sloveni di Gorizia e Trieste esercitano anche loro certi diritti come quello alla scuola nella loro lingua. Speriamo che l’abolizione delle frontiere politiche abolisca anche la frontiera tra le genti e dentro le genti.

  2. Fabrizio says:

    Caro Luigi,quel qualcuno che ha portato e tenuto tutto il tempo delle esequie della cara Licia sono io,grazie x averlo notato,questo e’ stato un mio gesto di eterna gratitudine a una GRANDE DONNA,e a tanto amor patrio che ha sempre avuto e che anch’io ho sempre avuto, poi ho voluto che il nostro caro tricolore vegliasse x tutto il momento dell’ultimo saluto a Licia…

  3. Luigi Facci says:

    Ho partecipato alle esequie di Licia Cossetto, cara amica e indimenticabile persona, sorella della martire Norma, trucidata e infoibata in Istria nel 1943. Tutta la famiglia Cossetto subì la violenza antiitaliana. Solo Licia si salvò.
    Nella sua lunga vita volle mantenere vivo il ricordo di quei fatti, che il cinismo della politica italiana e la viltà di molti uomini politici nascosero alla gran parte degli italiani.
    Solo in anni recenti lo stato Le consegnò la medaglia che riconosceva il sacrificio della sorella Norma.
    All’uscita del feretro, sul sagrato della chiesa di Ghemme in Piemonte, sotto un pallido sole, c’erano i labari delle Associazioni degli esuli Istriani Fiumani e Dalmati e una bandiera italiana listata a lutto, che qualcuno aveva portato.
    Mi ha colpito il pensiero che quella era la vera bandiera italiana, diversa da tante altre, che spesso si vedono issate non per italianità ma a sostegno di questa o quella fazione politica. Quella bandiera portava l’ultimo saluto ad una dei tanti che pagarono la loro italianità con la vita, l’esilio e il dolore, che pagarono per tutti gli italiani e che lo stato umiliò, nascondendo e sottacendo per tanti anni la loro immane tragedia.
    Va in pace Licia.

    Novara 8 ottobre 2013

    Luigi Facci

  4. Luciana says:

    Onore a Licia Cossetto. Sola contro tutti!
    Luciana

  5. Salice triestino says:

    Spiace leggere articoli del genere su questa testata. Gli italiani cadono proprio come pere in questi tranelli purtroppo! Ed i neofascisti se la ridono.
    E basta con questi “giuliani”, che non esistono!

    • Luigi Romagnoli says:

      Abbi almeno il rispetto per la morte di fronte alla quale è richiesto il raccoglimento.Se non sai farlo, oltre che noi e Licia non rispetti nemmeno te stesso.

  6. Esuli Amici di Licia says:

    Città d’Italia che hanno onorato la giovane studentessa Norma Cossetto, Martire delle Foibe
    torturata, seviziata ed infoibata ancora viva dai comunisti locali
    Un sentito ringraziamento a tutte le Amministrazioni per la lodevole iniziativa alla Memoria
    ABETONE (Pistoia) Scuola Norma Cossetto
    BOLZANO Parco in Memoria di Norma Cossetto Medaglia d’Oro al Valore
    CALALZO (Belluno) Sala Consiliare in onore di Norma Cossetto
    CAMPELLO SUL CLITUNNO fraz. di Pettino (Perugia) Via Norma Cossetto
    CASTELLABATE fraz.. San Marco (Salerno) Via Norma Cossetto
    DUE CARRARE (Padova) Piazza Norma Cossetto – Martire delle Foibe
    FANO (Pesaro Urbino) Via Norma Cossetto-Martire delle Foibe (1920-1943)
    FOSSANO (Cuneo) P. Norma Cossetto – Vittima delle Foibe (1920-1943)
    GHEMME (Novara) Parco Norma Cossetto
    GORIZIA Via Norma Cossetto – Martire infoibata (1920-1943)
    GRUMOLO DELLE ABBADESSE (Vicenza) Piazza Norma Cossetto
    L’AQUILA (fraz. Cansatessa) Via Norma Cossetto
    LEGNAGO (Verona) Via Norma Cossetto
    LIMENA (Padova) Biblioteca Norma Cossetto
    MUGGIO’ (Monza e Brianza) Piazza Norma Cossetto
    NARNI (Terni) Via Norma Cossetto – Martire delle Foibe (1920-1943)
    PADOVA (Università) Ricordo degli Esuli e di Norma Cossetto
    REGGIO CALABRIA Parco Norma Cossetto
    ROMA Scuola Norma Cossetto (promessa delibera dal 2010)
    ROVIGO quart. Tassina via cossetto n.
    SAN GIORGIO IN BOSCO (Padova) Atrio di Villa Bembo – Norma Cossetto
    SANT’ANTIOCO (Carbonia/Iglesias) Via Norma Cossetto
    TERAMO fraz. Piano d’Accio Via Norma Cossetto
    TRIESTE Via Norma Cossetto
    VERBANIA (Verbano-Cusio-Ossola) Parco Norma Cossetto (Medaglia d’Oro al Merito Civile)
    VILLA SANT’ANGELO (L’Aquila) Vicolo Norma Cossetto
    VILLASANTA (Monza e Brianza) Via Norma Cossetto

  7. giovanni ghiglianovich says:

    un anonimo Istriano ha scritto dopo l’Esodo:

    “le candele per noi accese/ si stanno spegnendo ad una ad una/ la notte giunge ormai/ nè ci sarà l’alba/
    Un giorno, forse/ si racconterà di un popolo/ che per vivere libero/ andò a morir lontano/ Lontano dal proprio mare/ e da
    una terra rossa/ che vista dall’alto/ sembra un cuore
    insanguinato”

    Questo vale per Licia Cossetto e per tutto gli Istriani
    Fiumani e Dalmati che sognavano la Patria.

  8. carlo montani says:

    Onoriamo Licia Cossetto, assieme a Norma, combattenti per l’italianità dell’Istria, allora e sempre.
    Ricordiamo che il Presidente Ciampi conferì a Norma la Medaglia d’Oro al Valore per l’eroico comportamento tenuto davanti ai suoi aguzzini rifiutandone le richieste di collaborare, passando dalla loro parte.
    La Medaglia venne consegnata a Licia il 10 febbraio 2006, Giorno del Ricordo ed anniversario del Diktat.
    Il Presidente chiese a Licia se fosse contenta del riconoscimento: lei, pur ringraziando, rispose negativamente, a causa del lungo e colpevole silenzio che si era voluto stendere sulla tragedia di un intero popolo.
    Norma Cossetto: presente! Licia Cossetto: presente!

  9. Valentino says:

    Si è spenta Licia Cossetto, sorella di Norma
    Domenica 5 Ottobre 2013

    (ASI) Una morte improvvisa ed assurda. Improvvisa, perché giunta in un momento inaspettato, proprio quando ella si stava recando alle celebrazioni del settantesimo anniversario del martirio della sorella Norma. Assurda, se pensiamo al giorno che il destino ha scelto per il suo decesso: il 5 ottobre, data presunta (ancora è difficile identificare se il 4 o il 5 ottobre) del barbaro assassinio della sorella. Era in macchina, a Latisana. Un malore fulminante, la stronca. Licia, un coraggio da leonessa, in tutti i tempi. Portava con sé da sempre la fine orribile della sorella. Era testimone non solo del martirio di una povera studentessa istriana all’Università di Padova di 70 anni fa, ma dello struggimento e della sofferenza della Venezia Giulia intera. Sempre si è adoperata affinché si conoscesse la verità. E non solo quella relativa alla foiba di Villa Surani, bensì quella dell’esodo intero, della trasmigrazione e del dissolvimento di un popolo radicato nella sua terra, da millenni.
    Il 22 dicembre 2005 il Presidente della Repubblica in carica Carlo Azeglio Ciampi conferiva la Medaglia d’Oro al Valor Civile alla sorella Norma. Probabilmente, per Licia, sarà stato il giorno più bello, dopo decenni di dolore. Un riconoscimento che è arrivato, seppur così tardivo. E’ giunto anche il Giorno del Ricordo dell’Esodo Giuliano – Dalmata, dal 2004. Tardi, ma ora, possiamo ricordare.
    Stava andando “al fronte” Licia. Voleva esserci per l’ultima battaglia dopo 70 anni. Era intenta a commemorare la sorella, probabilmente con uno spirito ancora più vivo. Per uno scherzo del destino, si è fermata prima. Il suo operato, di diffusione, amore e voglia di infondere la verità, non si spegnerà mai, tuttavia.
    Valentino Quintana per Agenzia Stampa Italia

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