GIUSTIZIA E LETTERATURA: PROCESSI NEL MITO E NELLA STORIA

di REDAZIONE

A pochi mesi di distanza dall’uscita di Quant’erano belle le mie guerre!, avvenuta all’inizio del 2012, e dopo la pubblicazione lo scorso anno de Gli errori giudiziari, entra nel catalogo Liberilibri il terzo titolo di Jacques Vergès: Giustizia e letteratura.

L’ottantasettenne Maître Vergès, noto in tutto il mondo come l’avvocato del terrore e irriducibile difensore dei “Già Dannati dal Grande Tribunale d’Occidente”, ripercorre in quest’opera celebri casi giudiziari del mito, della letteratura, della storia, della politica e della cronaca. Artificio e realtà, opera letteraria e opera giudiziaria: il lettore scoprirà una parentela tutt’altro che sacrilega, ma anzi intima al punto tale da favorire la comprensione della psicologia dei protagonisti, spesso alterata e oscura, a partire dalle vittime e dagli imputati, per arrivare ai pubblici accusatori e ai giudici.

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Pagina dopo pagina si susseguono e si intrecciano le tragiche vicende di Antigone e di Barbablù, di Giovanna d’Arco e di Gilles de Rais, di Luigi XVI e dei Calas, dell’architetto e ministro nazista Albert Speer e del Raskòlnikov di Delitto e castigo. Soltanto gli avvocati, afferma Vergès, possono essere al tempo stesso coautori e spettatori del dramma che si consuma durante un processo, una trama che ha un suo svolgimento ma che si rivela sempre priva d’una risoluzione, di un epilogo o di un finale (com’è invece in un romanzo o in un film), perché questo è affidato al cieco destino incarnato dai giudici.

Jacques Vergès (Ubon Ratchathani 1925). Di padre francese e madre vietnamita, nasce in Thailandia. Si laurea in legge e in filosofia, studia storia e lingue orientali alla Sorbona. Nel 1942 si arruola nei reparti del generale De Gaulle; a partire dagli anni della guerra d’Algeria, nella veste di avvocato difensore di terroristi, esponenti di movimenti di liberazione, criminali nazisti e collaborazionisti, è protagonista di celebri processi (da ricordare quelli intentati all’eroina del FLN, Djamila Bouhired, al terrorista Carlos, a Klaus Barbie, il “macellaio di Lione”, a Milos¡evic´, e ai dittatori del Gabon, del Togo e del Ciad). La sua vita avventurosa e per molti aspetti inquietante si è svolta lungo poche coordinate essenziali: diritto inalienabile alla difesa anche per gli “indifendibili”; condanna pronunciabile solo ove la colpevolezza sia accertata al di là d’ogni ragionevole dubbio; necessità di rigorosa vigilanza sul “potere terribile del magistrato”.

AUTORE: Jacques Vergès, TITOLO: Giustizia e letteratura, a cura di Serena Sinibaldi, COLLANA: Oche del Campidoglio, PAGINE: 356, PREZZO: euro 20.00

 

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