Il libro di Ciambetti e Lovat: Il rischio della libertà. L’indipendenza in Europa

copertina libroRoberto Ciambetti, presidente del consiglio regionale del Veneto e Davide Lovat, insegnante ed esperto in diritto, hanno dato alle stampe “Il rischio della libertà”, un percorso di testimonianze sull’autodeterminazione e l’indipendenza in Europa.

 

Il volume è stato realizzato anche grazie alla collaborazione Si ringrazia l’Ong ICEC (International Commission of European Citizens) per i preziosi contributi e le testimonianze provenienti da diverse realtà del continente europeo che hanno permesso di inquadrare in un panorama internazionale la questione affrontata nel presente testo, dimostrandone la stringente attualità. I due autori, nel testo, ringraziano anche le associazioni VENETI NEL MONDO e COMITATO 1866 per aver aiutato a calare la questione nella realtà attuale del Veneto.

ciambettiTra i brani scelti nel frontespizio per andare subito al cuore del problema si cita “Il profetico discorso pronunciato da papa Giovanni Paolo II all’Assemblea Generale dell’ONU nel 1995”. Infatti “rappresenta un cardine del pensiero sulla globalizzazione e sul modo di organizzare la convivenza tra popoli, sulla base del riconoscimento del diritto di autodeterminazione, in questa nuova era della Storia che presenta grandi opportunità e cela alcuni rischi molto pericolosi. Partendo dall’analisi di quel testo, i due autori sviluppano i contenuti per delineare una riflessione antropologica, storica e politica che offra al lettore una visione presente e futura del mondo globalizzato antitetica al “pensiero unico mondialista e progressista” che, fin dagli anni successivi a quel discorso, viene imposto in Occidente come l’unica forma di pensiero politicamente corretto, denunciando così una pericolosa vocazione totalitaria. Lo spirito profondamente popolare e in difesa dell’esercizio pieno della democrazia che anima l’impegno dei due autori, ciascuno nel suo ambito, ha coinvolto nel presente lavoro anche rappresentanti istituzionali di altri popoli d’Europa che testimoniano l’esistenza di un radicato spirito europeista alternativo al pensiero unico attualmente dominante, uno spirito di libertà diffuso in tutto il continente, dove diversi popoli chiedono di vedere riconosciuto il loro diritto naturale di autodeterminarsi, esattamente come chiede di poter fare il popolo veneto nel ricorrente 150° anniversario della sua annessione all’Italia. Davide-Lovat

 

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2 Commenti

  1. Milziade says:

    Presidente Ciambetti

    Sono proprio curioso di leggermi il libro.
    Ma dov’è la coerenza di pensiero se si continua a vivere dentro la Lega?
    La via tracciata da papa Giovanni Paolo II nel suo discorso all’ONU chiarissima in ogni punto dovrebbe essere praticata o almeno manifestata con forza, da chi ha importanti incarichi politici.
    Sono stanco di parole, basta correre dietro al nazionalista Salvini, basta ridicola autonomia di Zaia,
    Catalogna ci vuole e…….INDIPENDENZA INDIPENDENZA INDIPENDENZA

    • Ric says:

      Il fine giustifica i mezzi ma , questi ultimi debbono necessariamente avere “strumentazione” adatta .
      Se un dentista cava un dente ad un paziente con la tenaglia che usa il fabbro, c’è il rischio serio che lo mandi al creatore .
      A scuola , parlando di Silvio Pellico che scrisse “Le mie prigioni ” ci facevano sapere quanto fosse efficace per il popolo la lettura di quel libro per una presa di coscienza dal valore superiore rispetto ad altre forme.
      Pertanto ed a maggior ragione , i signori , con sensibilità e credo indipendentista e libertario , che coprono ruoli di visibilità a qualsiasi titolo , fanno azione virtuosa se , con la contribuzione di strumenti adatti , (ed un libro parzialmente lo è “verba volante scriptum manent “ ) offrono
      al vasto auditorium di coloro che a vario titolo ne riconoscono capacità e specchiata stima , elementi per approfondimento e stimolo .
      È strategia ad un livello diverso semplicemente perché il problema appare semplice , ma non lo è ; e soprattutto non tutti lo intimizzano allo stesso modo , perciò occorre “ l’arte del far capire bene bene” .
      Per tutti coloro che hanno il “nervo scoperto “ e la sensibilitá di vivere e sentire il problema è certamente più sbrigativo “andare al dunque” anche se con enormi difficoltà in quanto la questione che ostacola l’indipendenza è tenuta in piedi , non tanto e non solo dal mostruoso potere che la avversa , ma, come se non bastasse , dal sodalizio non palese delle anime belle che , per “svariati motivi” , a loro insaputa , parteggiano spesso inconsapevolmente col nemico , mostrando soprattutto nei momenti cruciali una sorta di sindrome di Stoccolma che è , per chi non lo sapesse , una forma di infatuazione per il proprio carnefice .
      Ecco che allora siano benedette tutte le strade , tutti quegli strumenti , tendenti a fornire “alle anime belle” chiavi di lettura per una “diversa abilità “ che pervenga all’alta finalitá di percepire profondamente .
      Concludo , non basta fare , come non basta leggere , occorrono entrambi ma , sicuramente occorre capire bene tutto , ma proprio tutto , pena il fallimento dell’obbiettivo che immagino stia a cuore .

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