Libia, bel suol di dolore. Ovvero, dei responsabili della morte di Failla e Piano

libiadi MARCELLO RICCI – La Libia occupa la parte centrale del Nord Africa ed è per superficie il quarto paese del continente e il diciassettesimo del mondo. Ha una posizione strategica molto importante e legami con l’Italia. Dal dominio romano, passando per quello bizantino si giunge al governo Giolitti del 1911-12 che l’occupò e attraverso vari passaggi divenne nel 34 Governatorato Italiano e gli abitanti divennero cittadini italiani libici. Nel 1951, diventa Regno Unito di Libia (Re Idris) e resta tale sino al 1969. Negli anni 50 furono scoperti i primi giacimenti di petrolio e la rivoluzione del ’69 dei militari portò al potere Mu’ammar Gheddafi che statalizzò i giacimenti.

Tuttavia l’intelligente politica dell’ENI riuscì a stringere, dopo una profonda crisi rapporti vantaggiosi con il nuovo governo libico. Il nuovo corso di proficui accordi commerciali tra Italia e Libia, culminato con la venuta a Roma di Gheddafi, non piacque alle sette sorelle che non hanno mai accettato l’ottava (ENI). Francia, Inghilterra e Usa, per interessi economici, hanno ucciso Gheddafi e promosso la primavera araba. Il seguito è noto, la destabilizzazione politica, l’invasione di migranti, l’Isis, l’avvento di bande criminali indipendenti, autonome e l’una contro l’altra. L’anarchia. Il rapimenti di cittadini stranieri (italiani) e il mercato dei riscatti milionari. L’Italia paga. E’ storia il riscatto per le due cooperanti.

Quanto detto per capire l’attuale vicenda dei quattro tecnici italiani, di cui due uccisi e due liberati o lasciati o riusciti a fuggire. Qualche verità… E’ la premessa per discutere del riscatto in caso di rapimento. Se il riscatto non c’è, fallisce l’industria dei rapimenti. Pagando, la si incrementa. La Libia è nel caos e USA, Inghilterra e Francia, dopo essere responsabili del marasma imperante in Libia e nel Nord Africa, vorrebbero spingere l’Italia a invaderla con un corpo di spedizione che i governi libici dichiarano di non gradire. Matteo Renzi ha saggiamente declinato l’invito. Ci si chiede se dietro tutto questo il fortunato rientro dei due e la drammatica fine degli altri non vi sia la mano dei “servizi” che hanno tutto l’interesse a indebolire le posizioni e gli accordi che l’ENI ha ottenuto.

“L’argent fait la guerre “. Parigi e umane.
E’ importante che le autopsie siano eseguite in Italia. I proiettili potranno svelare.  Londra , come sempre, di fronte a rilevanti interessi economici non considerano ostacolo le vite.

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