L’ex terrorista col reddito di cittadinanza. Ma la pensionata con la fedina penale pulita non arriva a 500 euro al mese

aldo moro

di CASSANDRA – Magari vi è sfuggita la notizia bomba. Più bomba di così… L’ex terrorista Raimondo Etro ottiene il reddito di cittadinanza e a Radio 24 afferma: “Polemiche? Non sono stato fucilato e ho scontato la mia pena. Ho approfittato di una legge dello Stato. Non ho appoggi dalla sinistra al caviale e Rolex come altri ex terroristi”.

Leggiamo le sue dichiarazioni.

“Ho già ritirato la carta del reddito di cittadinanza. Io non vedo dove sia il problema. Sono iscritto da anni come invalido al centro dell’impiego in cerca di una attività. Nessuno mi ha mai chiamato per un lavoro, anche perché a 62 anni non ho molte speranze. Non avendo altre possibilità di sopravvivere, se non attraverso alla vendita on line di libri usati, ho approfittato di una legge del Governo. Ho fatto la richiesta che è stata accettata. Così, a ‘Uno, nessuno, 100Milan’ su Radio 24, Raimondo Etro, ex terrorista condannato in via definitiva a 20 anni e 6 mesi di carcere per concorso nella strage di via Fani e nell’omicidio del giudice Palma, commenta le polemiche per aver ottenuto il Reddito di cittadinanza.

“Le polemiche sono per il mio passato? Ognuno di noi ha un passato e visto che non siamo stati fucilati senza processo, in qualche modo ci siamo dovuti reinserire nella società. Qualcuno lo ha fatto in modo bizzarro, lavorando per strutture dello Stato. Alcuni si sono fatti strada nel mondo della cultura, della politica, mentre altri vanno in giro a presentare libri e rivendicare il loro passato.  – continua a Radio 24 – Io non ho fatto altro che scontare la mia pena, in 16 anni non ho mai trasgredito la più piccola regola. Poi mi sono ammalato e mi sono iscritto all’Inps in cerca di una occupazione. Non ho più avuto rapporti con gli ex compagni e nemmeno con la sinistra al caviale e Rolex che ha accolto tanti ex brigatisti o altri di destra come Mambro e Fioravanti che lavorano per il partito Radicale. I familiari delle vittime hanno tutte le ragioni di protestare, ma questa mi sembra una polemica fatta da giornalisti in cerca di visibilità. Se avessi altra possibilità non avrei chiesto il reddito di cittadinanza. Ieri ho ritirato la tessera alle poste e sarà valida dal 1 maggio. Mi hanno caricato 780 euro: il massimo per un singolo”.

Per carità, la legge è la legge. Ma ci sono leggi giuste, e leggi che non lo sono. Perché qualcuno deve spiegare alla pensionata che non ha mai preso una multa nella sua vita, perché la sua minima non tocca magari i 500 euro al mese, dopo una vita di madre, sposa e lavoratrice saltuaria. E qualcuno deve spiegare perché un invalido civile, che ha perso la sua totale normalità fisica sul lavoro, non arriva ad un assegno cos alto come il reddito di cittadinanza.

Italia, Paese matrigno.

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