L’evoluzione dell’Italia? Direi di male in peggio

di GIAN LUIGI LOMBARDI CERRI

Ho detto e scritto più volte che l’Italia è l’unico Stato al mondo ad albergare in se tre ideologie esiziali: 1) il marxismo (lo Stato è tutto, l’individuo è nulla e chi guadagna denaro è, per definizione, un ladro); 2) il meridionalismo ( sono sempre gli altri che devono pensare  a risolvere i miei problemi, avendo il singolo esclusivamente diritti); 3) il cristianesimo non di Cristo, ma di Roma . Roma deve essere sempre e solo padrona , e quindi detenere il potere totale senza discussione alcuna, vivendo in qualità di “capoccia” sulle spalle altrui. Ricordare sempre che il successore di Cristo è stato ucciso a Roma (tanto per cambiare).

Tutto questo unitamente al principio  “è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago…” nella sua interpretazione tipicamente romana, che ha, come unica eccezione, i ricchi amici del potere). Queste tre filosofie sono coesistenti ahimè solo in Italia  e non  negli altri paesi. Ed è per questo che solo qui si è generata una miscela esplosiva.

Alcuni esempi: USA: ha solo (ed in parte) la filosofia del cristianesimo di Roma; Francia: ha insieme il marxismo e (in parte ) il cristianesimo di Roma; Germania: ha solo (ed in parte) il cristianesimo di Roma; Svezia: solo un marxismo discretamente annacquato; Norvegia : solo un socialismo abbastanza tiepido. E via discorrendo. Ecco perché, mentre negli altri paesi il ‘68 ha fatto i suoi disastri, ma è passato, in Italia permane e si rinvigorisce, poichè il modo di pensare dei tre cavalieri dell’Apocalisse è in buona parte entrato nel DNA dei cittadini. I suddetti cavalieri hanno inculcato ed inculcano negli individui due fondamenti micidiali:

– il principio che una persona ha sempre diritti e mai doveri;

– il principio che chi ha soldi li DEVE dare agli altri perché li ha in temporanea dotazione (fino a quando chi comanda non decida per un’altra destinazione).

e infine

– il principio che nessuno è responsabile della parte negativa del proprio operato (poiché questa è solo colpa della società), mentre per la parte positiva ha meriti ( e quindi diritti) nettamente superiori al loro reale valore.

Quale si può ipotizzare il destino di questo Stato? Semplice! Aumentare le tasse continuamente per tappare i buchi di un bilancio gestito da incapaci, privando i cittadini di tutto , addossandone le colpe a qualcuno che possa risultare pericoloso per il regime. Sino a quando? Non lo so, ma certamente sino al punto che la gente ridotta alla fame impugnerà le armi e comincerà a far funzionare le ghigliottine. Così come è sempre avvenuto nella storia dei popoli. Si può fare qualcosa per evitare questa catastrofe ? Certamente, anche se dubito che chi detiene il potere abbia voglia e capacità di farlo. Ed è quello che si fa in ogni azienda disastrata, che possiamo così riassumere:

1.- Tagliare senza remissione le spese superflue

2.- Installare controlli, il più possibile indipendenti, sull’operato di politici e burocrati.

Non si è mai visto che un corpo, come quello dei giudici, controlli se stesso.

3.- Verificare periodicamente ( a stretto periodo)la funzionalità di Leggi e Regolamenti, specie quelle che abbiano dimostrato la loro dannosità o invalidità.

Abbiamo Leggi che risalgono nientemeno che al tempo del fascismo e di cui i cosiddetti antifascisti approfittano continuamente.

Con il tasso di evoluzione attuale qualunque tipo di regola va semplificata e sostituita o aggiornata al massimo ogni dieci anni con la supercollaudata procedura delle realeases.

4.-Imporre a tutto ciò che è pubblico il solito stile di budget che preveda annualmente riduzione costi e aumento dell’efficienza misurabile ,detta efficienza, con parametri oggettivi.

E’ impensabile che tutti i settori della pubblica amministrazione non rispondano mai a nessuno e di niente e quelle poche volte che un tribunale ne riconosce la colpa a pagare siano collettivamente i cittadini. Mi si dirà, ma come si fa a valutare se(ad esempio)la politica di asili per l’infanzia   può essere affrontata basandosi solo sul binomio  costi-rendimenti? Semplice si propone un progetto definendo obbiettivi e costi e sottoponendo tale progetto , in tutti i suoi dettagli, a referendum popolare. Anche in questi casi almeno i risultati possono essere rigorosamente misurati. E i proponenti del progetto o addirittura i firmatari dovranno essere resi responsabili pienamente del successo o dell’insuccesso di detto progetto.

Nei giorni scorsi il democratico popolo svizzero ha negato alle musulmane di indossare il burka e ha contemporaneamente negato ai pacifisti di eliminare l’esercito di popolo. E queste decisioni saranno rigorosamente applicate senza che qualche furbastro, attraverso una Legge trucco ristabilisca quello che il popolo ha respinto.

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4 Comments

  1. marco preioni says:

    Caro Lombardi Cerri,
    apprezzo la tua ottima analisi delle cause del degrado morale, sociale ed economico della popolazione che risiede entro i confini politico-amministrativi della repubblica italiana.
    Vorrei unire ai tuoi suggerimenti anche uno modesto mio. Propongo che nei programmi scolastici venga reso obbligatorio e sia materia di verifica e di valutazione la conoscenza del testo della teoria e leggi della stupidità umana scritto da Carlo Maria Cipolla. Ritengo che la conoscenza di questa opera sia basilare per la formazione di ogni cittadino.
    Con viva cordialità. Un abbraccio dal tuo collega Marco Preioni.

  2. fabio ghidotti says:

    “…chi guadagna denaro è per definizione un ladro…”
    “…una persona ha sempre diritti e mai doveri…”
    Mi spiega l’autore dell’articolo come possano essere, questi due “principi”, parte della stessa ideologia?
    E poi c’è ancora qualcuno che si dispera perchè non capisce perchè non nasca in Lombardia un movimento separatista convincente? Ma se perfino una firma ben nota come quella dell’articolista s’è ridotta a usare il cervello in questo modo!

    • lombardi-cerri says:

      La prima definizione la troviamo continuamente , palese o surrettizia in tutti i discorsi marxisti, mentre la seconda nei discorsi e nelle richieste meridionali.
      Sono principi concomitanti come quelli connessi al catto-comunismo.
      Scusi, ma lei da che pianeta arriva ?

  3. pippogigi says:

    Gli Svizzeri sono sempre un esempio ed un modello da imitare. La democrazia diretta, alcuni cantoni e semicantoni che si riuniscono per decidere tutti insieme in piazza su alcuni provvedimenti (come l’Althing dei vichinghi islandesi del secolo X, il più antico esempio di democrazia nell’europa.). Immaginiamoci i valsusini chiamati a decidere loro e solo loro sulla TAV.
    Aggiungo solo che questa mattina ho visto una rassegna stampa: l’italia è l’unico paese che ha aumentato le tasse e non ha programmato una drastica riduzione della spesa pubblica. E’ tutto detto, Berlusconi buonanima aveva detto una sola cosa giusta in questi anni: possibile che con una spesa pubblica di 800 miliardi di euro non si trovino 10 miliardi (dicesi dieci), pari allo 0,2% della spesa pubblica per evitare l’aumento dell’Iva e poter eliminare l’IMU? Infatti Letta ha aumentato l’Iva, ha aumentato l’acconto Irpef al 103% e reintrodurrà l’IMU e la service tax con aumenti rispetto alla TARES e l’IMU odierna.

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