L’EUROPA PUO’ ANDARE OLTRE DESTRA E SINISTRA?

europadi MARIO DI MAIO – Indipendentemente dall’epilogo che avrà, la  Brexit è il primo eclatante esempio di sovranismo da “delusione” nonostante i privilegi invidiabili che avevano accompagnato l’ingresso e la partecipazione a Cee ed Ue della Gran Bretagna.

 E finora l’esperienza ha dimostrato che per superare la sostanziale dittatura che caratterizza l’attuale U.E. non esistono molte strade da percorrere per ovviare all’inconveniente.
D’altra parte una qualche alternativa va cercata perché il forte mal di pancia che accomuna la quasi totalità delle popolazioni del vecchio Continente non è dovuto all’abbassamento del tenore di vita raggiunto o eventualmente raggiungibile ma all’adozione di stili di vita estranei e all’imposizione di obiettivi discutibili e/o non condivisi o percepiti come scarsamente condivisibili.
Ma all’interno della Comunità sono fortemente accentuate le divergenze tra le diverse forze politiche (e non solo fra Stato e Stato) sui temi “cardine” che da sempre caratterizzano le campagne elettorali (rapporti intracomunitari, tra alleati atlantici, con i Paesi terzi, con quelli islamici etc.)
Finora le forze politiche hanno  costruito simulacri di compattezza e comunanza di ideali sfruttando al massimo le categorie “destra” e “sinistra” anche con simpatiche varianti del tipo di “sinistra centro” ma di fronte alla categoria “sovranismo”  non bastano più.
Per raggiungere nel parlamento europeo una maggioranza credibile, piaccia o no, occorre accordarsi sulle concrete cose urgenti da fare (che non sono poche) e limitare le chiacchiere.
Fortunatamente molti personaggi che finora hanno “imperversato” in Europa non si ricandideranno più e i nuovi eletti sicuramente avranno altrettanto nuovi spazi di libertà per modificare il “Baraccone” che ha sede a Bruxelles e Strasburgo.
Auguriamoci ne facciano buon uso.
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One Comment

  1. caterina says:

    Comincino intanto a dare un taglio alle spese anche loro, in primis finendo di fare spola e continui traslochi da Bruxel e Strasburgo… e possibilmente dando un taglio anche a infinite commissioni esercitandi che si occupano della misura delle vongole… le cose prtinenti a circoscritte zone le lascino gestire da chi le ha sempre fatto con indicazioni di masssima per la salute… e semmai vigilino su importazione di merci scadenti da paesi che hanno normi che dovrebbero dare sicurezza ..perche’ olio che in Italia si compra a cinque euro al litro, col benestare europeo e altrettanto il miele scontato rispetto a quello prodotto da alveari postati a seconda delle fioriture in Italia, cito questi perche’ sono prodotti che consumo giornalmente, non possono essere favoriti a scapito dei prodotti similari con diciture subdole ma con differenze di qualita’ e sicurezza… Non parliamo poi degli elettrodomestici prodotti in Cina mimetizzati dietro marchi simili ai nostri… Ci sono ammaccature nascoste che si rivelano dopo qualche giorno…non c’e’ problema, te lo cambiamo… Ma il tempo costa e il disappunto pure…
    A che serve il baraccone europeo? Sinceramente non lo saprei… Si occupasse di grandi infrastrutture ferroviarie, aereo, navali…porti e tunnel compresi… E favorissero piuttosto tutte le realta’ di nuove aggregazioni di popoli antichi che aspirano a gestirsi come saprebbero far meglio rispetto al centralismo degli stati… E gia’…hanno inventato delle commissioni per questo scopo… che fanno? Zitti e ..mosca! Solo per il Kossovo dopo anni si sono pronunciate… Per la Repubblica Veneta? Tutto Ok! Risultati referendum approvato: auguri!… e la Catalogna? Zitti e mosca… Solo l’Estonia se n’e’ fregata e e’ andata avanti per la sua strada… ma si sa, e’ l’estremo nord ovest della Grande Russia poi martoriata URSS…

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