L’Europa ha deciso, troppo tardi: l’esercito contro gli scafisti. Frontiere chiuse in Germania, Austria e Slovacchia

di BENEDETTA BAIOCCHIcie gradisca

Lo schiavismo è reato sulla carta, in Europa. E la tratta di esseri umani, non contempla ancora l’uso della forza per fermare i trafficanti. Solo ieri l’Unione europea ha deciso che autorizzerà, e non da subito bensì dal prossimo ottobre, l’uso della forza militare nelle missioni contro gli scafisti, con la possibilità di sequestrare e distruggere i barconi per smantellare le organizzazioni che portano i migranti fuori dalla Libia.

La decisione permetterà alle navi della forza Ue di fermare, perquisire e dirottare le imbarcazioni sospettate di trasportare migranti. Si potrà anche procedere ad arresti, a patto di non entrare nelle acque territoriali libiche. I Ventotto hanno convenuto che ci sono le condizioni per passare alla seconda fase dell’operazione Navfor Med lanciata a fine giugno nel Mediterraneo, con quattro navi e un migliaio di uomini, per soccorrere i migranti e contrastare gli scafisti. Basterà, dopo che le stalle sono aperte e i buoi sono scappati?

Le divisioni intanto lacerano la politica del vecchio continente. L’Ue resta divisa sul tema delle quote. La Germania ha riaperto il traffico ferroviario con l’Austria  e a sua volta quest’ultima ha ripreso a far entrare i migranti dall’Ungheria. Per l’Ungheria domenica è stato un giorno da record: 5.809 ingressi, nonostante Budapest abbia adottato misure repressive, come l’arresto per chi entra illegalmente nel Paese.

Secondo un sito magiaro, la Serbia avrebbe spinto verso l’Ungheria circa 25-30.000 migranti prima che i provvedimenti restrittivi entrassero in vigore. Di fronte all’afflusso massiccio di migranti, si moltiplicano i Paesi che ripristinano controlli temporanei alle frontiere usando la deroga prevista dagli accordi di Schengen: dopo l’annuncio della Germania, è stata la volta di Austria e Slovacchia che hanno deciso di tornare a richiedere i documenti ai valichi di confine.

“I controlli temporanei -ha affermato Steffen Seibert, portavoce di Angela Merkel- non sono la stessa cosa di una chiusura delle frontiere. I rifugiati continueranno a venire in Germania e speriamo che ciò avvenga nel solco di un processo ordinato”.

“Tutti i segnali ci dicono -ha sottolineato il vicecancelliere tedesco Sigmar Gabriel scrivendo agli iscritti della Spd- che non saranno 800.000, come previsto dal ministero dell’Interno, ma un milione”. Spinta dai numeri dei flussi, l’Europa cerca una soluzione alla crisi in una riunione dei ministri dell’Interno a Bruxelles.

La Commissione considera giustificato il ripristino dei controlli alla frontiera da parte della Germania per l’emergenza migranti. Fonti comunitarie hanno sottolineato che le norme di Schengen prevedono la possibilità di ripristinare i controlli alle frontiere interne temporaneamente e in caso di situazioni eccezionali e, in questo caso, la Commissione deve esserne tempestivamente informata. I Ventotto, intanto, hanno deciso di autorizzare l’uso della forza militare nelle missioni contro gli scafisti nel Mediterraneo. Il via libera dovrebbe scattare a inizio ottobre e permetterà alle navi della forza Ue di fermare, perquisire e dirottare le imbarcazioni sospettate di trasportare migranti.

A Italia e la Grecia è stato chiesto di presentare il programma per la redistribuzione di 40 mila profughi (24 mila dall’Italia, 16 mila dalla Grecia) decisa a luglio dal Consiglio Ue su proposta della Commissione.

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