L’Europa è una bomba e la Francia può essere l’innesco

di FABRIZIO DAL COL

Gli europeisti convinti se né facciano una ragione: quella che vogliono a tutti i costi non è l’Europa dei popoli, ma la fusione economica di un insieme di Stati che, in accordo tra loro, hanno invece deciso di realizzarla imponendo alle popolazioni la crisi finanziaria che loro stessi hanno prodotto, e tutto ciò per carpire, attraverso i trattati, ai cittadini di ogni singolo Stato quelle sovranità popolari necessarie a costituire una Europa politica, che per l’appunto non potrà mai essere una Europa dei popoli. Ma la domanda alla quale nessuno risponde è: volete costituire l’Europa, ma quale modello di Europa avete deciso di costituire? Ancora oggi non lo sanno e c’è chi ipotizza il modello Stati Uniti d’Europa e chi invece preferirebbe uno Stato nazionale unitario, ma in entrambi i casi si tratta comunque di una unificazione contro le volontà popolari. Insomma, la crisi finanziaria che stiamo vivendo è stata creata  fin da quando si è deciso di globalizzare i mercati, senza però prima prevedere e poi considerare che le differenze giuridiche tra i singoli Stati avrebbero impedito, proprio a causa della globalizzazione, quella sopra citata fusione economica che ancora oggi non riescono ad attuare e che invece vorrebbero realizzare con la costituzione politica dell’Europa unita.

La storia, ci ha insegnato però che tutte le unificazioni forzate alla lunga hanno sempre prodotto miserie, mentre invece continuano a esistere coloro che,  piuttosto di ammettere i propri errori ed assumersi le responsabilità politiche di aver causato tutto ciò, hanno invece preferito rischiare il tutto per tutto. La forzatura sta così portando tutta l’Europa ad un punto di non ritorno e, senza un decisivo cambio di rotta, a trasformarsi in una oppressione e, per logica conseguenza, in una vera e propria “bomba” che nessuno poi potrebbe più disinnescare. Nel frattempo gli Stati europei imprigionati dai trattati che hanno sottoscritto in sede europea sono stati costretti a cedere gli strumenti di gestione dei propri bilanci, e con essi a cedere anche quella sovranità di finanza pubblica richiesta dalla troika, per garantirsi in cambio quella salvezza  che oggi però è a rischio a causa della mancata crescita economica. La Francia e la Germania, ovvero i due Stati  che fino a ieri venivano premiati dai mercati finanziari perché ritenuti i più solidi d’Europa  e perché dettavano l’agenda economica europea, oggi si ritrovano nelle medesime condizioni  economiche di quelli che invece erano ritenuti meno solidi, ma con l’aggravante di dover ancora approvare tutte quelle leggi che invece hanno già approvato gli altri. La Francia, dopo l’elezione di Hollande, ha dimostrato di avere veri problemi economici che fino a ieri erano stati abilmente tenuti nascosti, mentre invece con la guida socialista tali problemi stanno emergendo in tutta la loro gravità. Problemi economici che assumono però  quei contorni da crisi drammatica e che potrebbero costringere il Paese transalpino a considerare di avvalersi dell’aiuto della BCE per non rischiare di diventare il vero innesco della “bomba” europea.

Ecco che, in una situazione di questo tipo, non si può non notare che per un Paese  in via di soluzione dei propri problemi, né compare subito un altro con i medesimi problemi come in una spirale senza fine, dove il tempo che passa fa sì che si debba sempre ricominciare d’accapo. Prima ancora della Francia, a mettere paura all’Europa c’era l’Italia, ma come sappiamo l’Italia non è la Francia, e i francesi sono un popolo molto nazionalista e ben diverso da quello italiano, e lo hanno già ampiamente dimostrato quando gli allevatori con le loro proteste decisero di  paralizzare l’intera Nazione. Insomma, è un rischio che l’Europa ora non può permettersi, in quanto la Francia potrebbe diventare l’innesco per far saltare la “bomba” Europa.

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6 Comments

  1. Castagno12 says:

    Si legge: ” La Francia potrebbe diventare l’innesco per far saltare la “bomba” Europa”.
    Viene da commentare: “Speriamo che ci riesca”.
    Su bell’italia non si può fare alcun affidamento perchè trattasi di un Paese “morto”.

    L’informazione sui problemi che contano, è di fondamentale importanza, per il popolo. Dà la possibilità di difendersi, di non approvare chi ci arreca danno. Inoltre consente di valutare i problemi importanti ed il comportamento di chi li gestisce.

    Purtroppo io posso fare un lungo elenco di persone che non vogliono essere informate. Aggiungiamo a questa categoria gli acquirenti dei quotidiani in edicola che si vogliono “garantire” le informazioni che non vengono date.
    C’è poi l’esercito dei “risoluti” la cui indolenza suggerisce la solita esclamazione: “Speriamo !”.
    Questa è l’italia “morta” che dovrebbe ripartire !

    Riguardo a chi vuole nascondere l’informazione che conta, ieri sera “Servizio Pubblico” ha fornito l’ennesima conferma.

    Una imprenditrice di Treviso, ospite di Santoro, con coraggio e competenza, ha detto a Berlusconi: 1) “Lei sapeva che Mario Monti è uomo della Goldman Sachs ma gli ha dato la fiducia.
    2) L’italia ha perso la sua Sovranità Monetaria. Per uscire dalla crisi deve recuperare la sua Sovranità Monetaria ed abbandonare l’Euro.

    Le persone disinformate non hanno capito niente.
    Invece le persone informate, che conoscono detti problemi, hanno avuto la possibilità di capire l’importanza e la validità delle denunce fatte dalla Signora e l’inqualificabile comportamento di Berlusconi e di Santoro.

    Berlusconi non ha risposto e Santoro si è ben guardato dal sollecitare una doverosa risposta di Berlusconi all’Imprenditrice che ha anche ricordato l’elevato numero di suicidi, per problemi economici, non denunciati dall’Informazione.

    Riguardo al punto (1) Berlusconi, Mondialista, si era vantato di aver suggerito a Napolitano l’incarico a Monti, quale suo sostituto premier.
    E Silvio doveva sapere che Monti, dal 2005, è membro (consigliere/consulente) della Goldman Sachs, la più potente Banca d’affari americana. E da qull’anno si progettava la crisi economica mondiale.

    Riguardo al punto (2), il silenzio dell’accoppiata Santoro Berlusconi fornisce una ulteriore conferma che, indipendentemente dal colore politico, chi è inserito nel Sistema, tace, o meglio, deve tacere, sui problemi fondamentali dell’atuale crisi.
    Questi sono utili a Lorsignori (gestori e maggiordomi del Governo Mondiale) e a chi conduce la protesta spettacolo.

    E il popolo, disinformato, continua a fare le sue scelte (inevitabilmente scellerate) in funzione di quello che non sa.
    Costa fatica cercare le informazioni, memorizzarle e, con l’associazione di idee, decidere poi il da farsi.
    Molto meglio pensare ad altro senza accorgersi che ci stanno togliendo la libertà e la salute, anche quella mentale.
    Il voto dei disinformati e di quelli che non capiscono, non è un voto democratico.
    E’ un voto dei “tifosi” !

  2. joseph says:

    “La storia, ci ha insegnato però che tutte le unificazioni forzate alla lunga hanno sempre prodotto miserie”…AHAHAHA SI COME LA GERMANIA!!! (che è stata unificata con la forza del piombo dai prussiani..)

  3. Giorgio Fidenato says:

    La Francia, oltre ad essere un paese nazionalista, è un paese molto statalista. Per il suo grado di statalismo è un paese molto pericoloso, in tutti i sensi.

  4. Roberto Porcù says:

    Un tempo ero favorevole all’unificazione europea in quanto pensavo che altri politici ed altri burocrati avrebbero messo in riga i nostri, un po’ con ammonimenti ed un po’ con calcioni sul sedere.
    Era una illusione giovanile e tale il tempo la rivelò.
    Altri politici ed altri burocrati di altri stati hanno invece imparato dai nostri ed oggi l’UE è solo un gran carrozzone burocratico che divora quattrini non per quello che fa, ma per il fatto di esserci.
    C’è un rapporto ottimale tra la parte produttiva di un paese e quanti si occupano della gestione dello stesso, un rapporto che non è quantificabile, ma sicuramente non è possibile che i produttivi siano in minoranza e vengano sempre più vessati dagli altri. Qualunque essere vivente può sopportare un certo numero di parassiti, ma oltre questo limite deperisce e muore, … e muoiono i parassiti.
    Quando socialmente in un paese aumenta troppo la classe parassitaria, il paese è destinato alla decadenza ed alla fine.
    Difficile ipotizzare quale ne sarà l’innesco, se il piics o la Francia, ma il gigante burocratico che, incurante dei costi, sposta tutto il suo apparato tra la testa di Strasburgo e quella di Bruxelles è destinato a crollare.

    • Tere says:

      Anch’io speravo che la Merkel mettesse in riga i ns deputati/senatori . Probabilmente quando parla di rigore si riferisce proprio a loro ma questi hanno pensato bene di passare la patata bollente al popolo e ci hanno presentato un conto salato dimenticando che non potremo pagarlo una seconda volta … ghe n’è puuu…..

  5. San Marco says:

    Magari la Francia facesse saltare sto cesso di europa bancaria,mai come in questo caso,VIVE LA FRANCE!!!.

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