L’euro fa sparire i popoli europei. Al resto ci pensa la bomba demografica

di GIUSEPPE REGUZZONI – Gli Europei non fanno più figli ed è quasi vietato parlarne. La Spagna, in linea con la volontà delle Logge, sta persino vietando l’uso delle parole «mamma», «papà», «famiglia». Intanto, però, il ticchettio implacabile della bomba demografica risuona sempre più sinistro e, oggi, può essere eluso solo da chi ha deciso di mettere la testa sotto terra, come uno struzzo. A dirlo non sono solo gli studi di importanti enti accreditati presso le Nazioni Unite, spesso inclini a «smentire gli allarmismi», ma anche ricerche condotte da liberi analisti, che non temono di dire le cose come stanno o, meglio, di farci ragionare sulle proiezioni dei trend demografici attuali.

Sì, perché nessuno ha la sfera di cristallo e, quindi, l’unica prospettiva seria è quella delle proiezioni statistiche a situazione vigente.  Sta destando scalpore, in una Germania che è ancora profondamente segnata dai dettami del politicamente corretto, un volume recente, uscito presso le edizioni Eichhorn, di Francoforte sul Meno. L’autore, Günter Ederer, è stato per molto tempo corrispondente dal Giappone per la ZDF, il secondo canale della Televisione Tedesca. Il titolo: Träum weiter Deutschland!, Germania, continua a sognare! potrebbe tranquillamente essere esteso a tutta l’Europa Occidentale che, come la Germania, continua, appunto, a dormire e sognare e a far finta di non vedere. Vediamo allora il quadro che esce da queste (implacabili) proiezioni. Nel 2050 la Germania non è più, ormai da tempo, il più popoloso paese dell’Occidente. Già nel 2020 è stata superata da Francia e Gran Bretagna, ma solo a causa del più forte contributo immigratorio all’equilibrio demografico di questi paesi.

In compenso, a causa del differenziale demografico tra europei ed immigrati, tanto in Germania che in Francia il numero delle moschee è ormai pari a quello delle chiese. La Gran Bretagna, in particolare, mantiene un certo equilibrio demografico grazie all’immigrazione dai paesi del Commonwealth, con una popolazione ormai a maggioranza asiatica.  A complicare le cose, in tutti i paesi dell’Europa Occidentale c’è il fatto che le popolazioni di origine europea sono ormai composte prevalentemente da anziani, con punte di esasperazione in Germania e in Italia, dove le persone sopra i 65 anni rappresentano l’80% della componente autoctona, a fronte, invece, di una situazione diametralmente opposta per gli immigrati.

In generale, il calo demografico da qui al 2050 è impressionante: nemmeno l’immigrazione riesce a compensare il calo di natalità complessivo, tanto che l’intero sistema pensionistico europeo tracolla, con variabili legate agli standard economici dei singoli paesi.  A fronte di un’Europa Occidentale in cui il tracollo demografico è evidente, anche i paesi dell’Europa Orientale non godono di buona salute. La situazione è particolarmente grave nella Federazione Russa, dove il tasso di crescita si assesta ormai, a partire dal 2020, intorno all’1%. Le città e le campagne della Siberia, rapidamente spopolate, conoscono un’ingente immigrazione dalla Cina, accompagnata da massicci investimenti cinesi in un’area ormai depressa dalle gravissime conseguenze del calo demografico.

Mentre il continente europeo, nel suo insieme, perde – pur con l’apporto decisivo dell’immigrazione – decine di milioni di abitanti, i paesi del Nord Africa e del Medio Oriente conoscono un incremento demografico superiore ai duecento milioni di abitanti, con una popolazione per la stragrande maggioranza composta da giovani sotto i vent’anni. A questa massa demografica enorme si deve aggiungere un numero incontrollato e incontrollabile di persone di condizione economica poverissima, al di sotto dei livelli di sussistenza, provenienti dall’Africa Nera.  La pressione immigratoria sull’Europa diviene insostenibile e, a causa di essa, l’intero sistema economico-politico dei paesi europei tracolla, con pochissime e rarefatte eccezioni, isole felici che sono, in realtà, fortezze per miliardari poste sotto stretta protezione armata. Nessun paese è ormai in grado di controllare il flusso di decine di milioni di disperati, immigrati, arabi o africani, che si riversano sulle coste meridionali del Continente. Ederer conclude: «A est e a sud della Turchia si trova presumibilmente l’area più pericolosa del pianeta: essa comincia con la Palestina, passa per Iraq, Iran e Afghanistan e arriva sino al Pakistan, toccando anche il Caucaso e tutta l’Asia Minore. Tutti questi stati presentano situazioni di altissimo rischio sociale, con gravi violazioni dei diritti dell’uomo. In tutti questi stati, con poche eccezioni, la stragrande maggioranza della popolazione è di religione islamica. Tutti, o quasi, hanno diritto di chiedere asilo o per ragioni umanitarie o a causa delle guerre. Tutti costoro guardano all’Europa e puntano alle coste meridionali di Grecia, Italia e Spagna. Oggi sono migliaia, domani forse milioni». Non si tratta più di proiezioni al 2050, ma della situazione presente.

 

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2 Comments

  1. Carlo De Paoli says:

    Contro Giuda, contro l’oro, sarà il sangue a far la storia, facevano i versi di un inno del ventennio.
    Abbiamo perso anche questa guerra!
    Le banche sioniste, che avevano immiserito la Germania di Weimar, grazie alla “democrazia”, a distanza di anni hanno ripreso il “controllo” della situazione mondiale.
    Grazie a governanti, corruttibili e corrotti, hanno ripreso quel potere che le due dittature fasciste per alcuni anni avevano allontanato.
    È così sfacciata la decomposizione del tessuto sociale che troviamo al governo svaligiatori di banche, con relative amanti, un personaggio che in altre funzioni avevano definito questo governo illegittimo, poi, evidentemente “comperato”, ne è diventato presidente:
    Mala tempora currunt.

  2. caterina says:

    la colpa e’ nostra… tra radicali abortisi, transgender, assenza di politiche che aiutono le famiglie, dai nidi ai sostegni per gli anziani e al lavoro delle donne e all’inserimento dei giovani, di che ci lamentiamo! … e poi ci rimproveriamo che sparisca la razza si’ bianca, perche’ e’ questo alla fine che succede, anche se tutti I mediorientali lo sono perche’ sono indoeuropei… E’ l’Europa che ha fallito nel suo insiemee sfibrandosi nelle sue polemiche di parole e di principi controversi e invece che concentrarsi sulla realta’ si trastulla di balletti effimeri e si macera di commemorazioni.

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