Lettera morta / 3 – Corriere della Sera, 480 esuberi

di REDAZIONEcorriere-interna-nuova

Corriere della Sera. Uilcom: “Oltre 450 esuberi, inaccettabile. Prima azzerare le ferie arretrate e straordinari. E riqualificare”.

 

Roma, 10 luglio 2015. Uno sciopero, quello che non ha fatto arrivare il Corriere della Sera nelle edicole, contro un piano che prevede oltre 450 esuberi, e il ricorso agli ammortizzatori sociali, senza aver prima valutato le diverse forme alternative di risparmio possibili e senza nessun progetto per risanare il gruppo Rcs. Lo spiega Roberto di Francesco, segretario nazionale della Uilcom interpellato sulla protesta di grafici e poligrafici del gruppo. «Contestiamo innanzitutto il fatto che si parla di una azienda che continua a avere numero imprecisato ferie arretrate da smaltire e che continua a far ricorso agli straordinari. In una situazione di questo tipo e’ quantomeno bizzarro sentir parlare di esuberi e solidarieta’, che e’ uno strumento a carico della collettivita’».  Secondo il sindacalista, i vertici della societa’ hanno affermato di puntare ad un risparmio di 5 milioni di euro sui costi, di cui 3 milioni sarebbero sul costo del lavoro. Il numero esatto degli esuberi teorici non e’ stato fornito, ma supera le 450 unita’ tra giornalisti, grafici e poligrafici. E per evitare fuoriuscite Rcs ha chiesto il ricorso alla solidarieta’ nella misura del 25 per cento. «Noi saremmo anche disponibili a valutare la gestione di eventuali esuberi, ma non con un percorso inverso – spiega Di Francesco – senza partire prima dall’azzeramento di ferie arretrate e degli straordinari, e partendo invece dagli esuberi». «Soprattutto, come Uilcom non possiamo accettare l’idea che nel periodo in cui si farebbe ricorso agli ammortizzatori sociali, non si preveda un piano di riqualificazione delle professionalita’ verso le nuove tecnologie». In modo da adeguare la preparazione dei lavoratori ad un contesto che vede la carta stampata contrarsi e le tecnologie digitali e internet svilupparsi. «Altrimenti fra due anni, finita la solidarieta’, ci ritroveremmo con tutti gli esuberi di prima, se non di piu’». (askanews)

 

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