Lettera di Bossi di 20 anni fa, rileggendola si capiscono tante cose…

di REDAZIONE

Sono passati vent’anni giusti giusti. Salta fuori un a lettera aperta che Umberto Bossi aveva siglato l’11 gennaio del 1994 per spiegare gli ultimi (allora) riposizionamenti ideologici e tattici del partito. La Lega era in un momento di grande crescita e Bossi stava preparando l’alleanza  con Berlusconi e con le destre.  Il testo è quasi sicuramente stato redatto da Luigi Rossi, vecchio cronista parlamentare romano che faceva da ghost writer di Bossi, su suggerimento di quest’ultimo. Questo potrebbe spiegare  la straordinaria insalata concettuale contenuta nella lettera e anche l’abbondanza di refusi.

Di sicuro non vi si trova la mano di Miglio che stava già cominciando a essere “scomodo”.

Il testo è interessante per documentare le acrobazie ed evoluzioni in cui la Lega si è cimentata in quattro lustri.

Ecco il testo: LETTERA BOSSI 1994

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14 Comments

  1. Toscano Redini says:

    Io penso che da quattordici, anni dedicar del tempo dietro Bossi e alla Lega, sia tempo buttato via; quattordici anni… uhm! mi sa che ero già in ritardo d’ un paio d’anni… e quanta fatica, quante energie sprecate!

  2. El Doge says:

    E questo si chiama “l’indipendenza”…chi vi paga per SPUTTANARE continiamente la Lega Nord????….roma o qualche gruppo di parassiti terroni immagino..state buttando troppa merda..per essere credibili, pennaioli di MERDA!!!…guardate in casa vostra, mi sembrate delle TROIE…altro che indipendentisti…Quanto vi pagano???…BUFFONI!!!!

    • Leonardo says:

      Lei un cialtrone, come ogni parassita incapace, di fronte alla verità, non sa dire altro che “chi vi paga”! Sa chi paga? I lettori. La Lega s’è sputtanata da sola ignorante italiano (tipico l’uso del nomignolo anonimo dell’italiano mafioso quale lei è). Non le piace questo giornale? Vada a leggere quelli pagati coi soldi dei contribuenti (ladri) che scrivono le idiozie per militonti come lei.

  3. Rtg says:

    Mbè, non occorre leggere la lettera,
    basta guardare la foto.

  4. Bay Valter says:

    la lettera riassume malamente taluni aspetti culturali ed ideologici che furono le fondamenta del movimento:
    1) L’Europa è formata da circa 350 popolazioni che possono unirsi federativamente in una Europa Confederale (leggasi Miro Merelli “Etnie”)
    2) L’Italia è formata da una trentina di popolazioni e non da una popolo unico od unitario…Tali popolazioni possono convivere SOLTANTO in clima di Federalismo e Confederalismo.
    3) le Regioni Italiane NON disegnano i confini di tali circa 30 popolazioni poichè furono sommariamente disegnate a tavolino dai burocrati ottusi savojardi ed oggi riproposte senza analizzare i veri confini di ciascuna regione…
    4) le Regioni Italiane NON possono essere soltanto 20, ma devono essere ridisegnate con target di circa 2 milioni di abitanti ciascuna…sostituendo pertanto le attuali Regioni e province ( vedansi per esempio Lunezia… Emilia… Romagna… Salento… Occitania… Alpe Adria ecc…)
    5) le regioni Italiane furono disegnate frettolosamente nell’aggregare territori al Regno d’Italia nel 1861 (Carletto Farini) con errori macroscopici nel considerare fiumi, monti colline rigagnoli come confini insormontabili, dimenticando l’origine contadina ed alpestre delle popolazioni italiane e dei conseguenti “compasqua”.
    Questi elementi furono ideologia insopprimibile e fondante della Lega Nord, quando Miglio non aveva neppure fatto una timida comparsa…ma quando travatura portante del progetto leghista fu Carlo Cattaneo e la successiva Carta di Chivasso….
    Bossi non fece altro che ribadire a suo modo (cioè male) i concetti che gli erano stati da noi (cioè anche da me) predicati ed iculcati in modo estenuante in modo da fargi capire (seppur si dimostrasse allievo riottoso e impermeabile) quanto scaturì originariamente da Bruno Salvadori e dagli entourages legati alla Carta di Chivasso….

    Come poi andò a finire lo abbiamo visto…dell’ideologia fondante, solo un pallido riassunto (quasi un bignami) nella lettera riportata, redatta malamente da un giornalista anzianissimo e poco avvezzo all’uso di concetti culturali sociologici e politici europeizzanti..
    Cordiali saluti
    Valter Bay

  5. marco Preioni says:

    Il 25 dicembre 1993, Natale, Papa Wojtyla lancia “un appello forte e preoccupato all’ unità d’ Italia. Come a giugno in Lombardia, come a settembre in Piemonte …” (Il Giornale 27.12.1993 – “Guai a chi vuole dividere l’ Italia”). La posizione della Lega viene riferita da Daniele Vimercati che nella stessa pagina (Bossi applaude:”Parla come noi”, ma Miglio: “Basta giaculatorie”) riporta le dichiarazioni di Bossi e commenta: “… Può sembrare paradossale, ma oggi i leghisti si sentono i portabandiera dell’ unico disegno politico capace di tenere insieme la Penisola. Chi non lo capisce, o fa finta di non capirlo, è “a servizio dei partiti che confondono federalismo e secessione”. Umberto Bossi lo dice chiaro e tondo, e non è certo la prima volta: il messaggio del Papa è “positivo”, il suo augurio “che l’ Italia resti unita va pienamente condiviso”. Anzi, ormai è chiaro, la contrapposizione “non è più fra centralismo e federalismo, ma tra federalismo e secessione”…”. Al secondo congresso federale della Lega tenutosi a Bologna dal 4 al 6 febbraio 1994 la signora Marrone sedeva coi figli in prima fila. Il segretario federale fece salire i figli sul palco e tenne accanto a se il piccolo Trota per tutto il comizio. Alcuni trovarono la cosa molto simpatica, americana, berlusconiana. A me parve di cattivo gusto. Evidentemente già c’ erano le basi del “tengo famiglia”. Ma nella Lega di allora c’ erano ancora tante persone per bene per le quali valeva la pena sopportare anche una caduta di stile del capo che però diceva ancora cose abbastanza sensate.
    Quando Bossi passò alla “secessione” poteva ancora essere seguito. Purtroppo dopo il 1996 descrisse un modello di Padania, con richiami al nazionalismo serbo, che spaventavano i padani. L’ errore di Bossi fu proprio quello di lasciar pensare che la Padania potesse coincidere con l’ organizzazione leghista anche quando indisse le elezioni padane con “partiti” di diversa ispirazione ideologica che però erano legittimati solo dalla appartenenza alla Lega. In sostanza dietro quelle liste si poteva immaginare la possibile formazione di “correnti” legate a competizione interna al partito per un utile posizionamento in vista delle successive elezioni politiche. I gazebo ebbero una certa visibilità mediatica ma servirono soprattutto per dare un peso ad alcuni esponenti della nomenklatura all’ interno del partito.
    Marco Preioni

    • indipendentista says:

      Occhei, occhei.
      Basta che non dimentichiamo mai che della “famigghia” facevano parte integrante il Marone (con una r), il Salvino e tutti quegli sciacalli che dopo aver imposto il culto della personalità di Bozzi per decenni (espellendo chiunque mettesse in discussione il Verbo del Capo) ora fanno finta di non averlo mai sentito nominare o addirittura ne parlano male.
      Di certo Bozzi riceverà i 900,000 euro annuali delle “spese mediche” dal fu movimento anche nel 2014 in cambio del suo silenzio, ma più di lui è colpevole chi lo paga.
      Gli stessi che si stanno spartendo fra amici il tesoretto da 45 milioni prima della Caduta.

      • Agrouchada-Parikchai says:

        Un sogno finito in merda, cioè nella cloaca di Gemonio, gettatovi innanzitutto dalla megalomania dell’astrologa di colore (marron, per la precisione): ripartire ora non è facile.

  6. ben says:

    un miserabile traditore..ha rovinato il NORD…spero schia77i presto e ci libe4i dalla sua schifo5a pre5enza..

  7. Giuseppe d'Aritmaticea says:

    Chi ha redatto la nota, oltre a non essere particolarmente ferrato in analisi grammaticale e logica, è un ignorante patentato in materia di teoria politica, assai carente anche soltanto nella parte più accessibile della filosofia della politica.
    Chi l’ha ideata un ignorante presuntuoso e casciabàll.

  8. Albert Nextein says:

    Demenziale.

  9. Aldo says:

    Dalla lettura della lettera me sembra di capire che gli ondeggiamenti di vent’anni di Lega siano serviti a mantenere al centro del dibattito politico la necessità di arrivare a quella Europa dei popoli che purtroppo ancora non esiste.
    Niente di diverso di quello che Umberto Bossi ha sempre sostenuto . Almeno Lui ci ha provato .
    Nonostante il grande impegno profuso non c’è riuscito, ma la colpa non è solo sua. La lotta contro il moloch centralista
    non ha sfondato ! Troppi in questo paese hanno interese a mantenere lo status quò

  10. som mb says:

    Che Bossi fosse inadeguato è un’evidenza, ma Maroni ce l’ha fatto rimpiangere ampiamente. Non parliamo neppure di Salvini.

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