Lettera aperta agli amici di Fare: ora la questione indipendentista

di CARLO LOTTIERI

A caldo, ancora nel vortice di dati che si susseguono e trasmettono la fotografia di un Paese allo sbando (dominato da vecchi e nuovi populismi), spiace di constatare che l’unica proposta in qualche modo caratterizzata da temi liberali, quella di “FARE per Fermare il Declino”, sia andata incontro a una sconfitta di notevoli dimensioni. L’1% alla Camera certifica certamente un disastro e non credo bastino le complicate vicende che hanno visto protagonista Oscar Giannino a spiegare tutto.

Perché allora così pochi voti per chi proponeva di abbattere il debito con le privatizzazioni e ipotizzava non già a una patrimoniale a carico degli italiani ma a una che gravasse sullo Stato? Si possono dare varie risposte: ed è vero, ad esempio, che per molte settimane Giannino e il suo partito sono spariti da giornali e televisioni. Non penso però che questo basti a dare le ragioni di un simile risultato, perché probabilmente FARE è stato penalizzato soprattutto da un programma – e più in generale da un messaggio – troppo moderato, che non ha saputo intercettare quella voglia di cambiamento che invece si è orientata verso la demagogia di Beppe Grillo.

Conosco chi si è avvicinato a questa nuova realtà e poi se n’è allontanato quando ha avvertito una certa mancanza di coraggio nell’abbracciare i valori e i principi caratteristici del liberalismo. Non è certo qui la ragione principale dell’insuccesso di FARE, ma è pur vero che con il pragmatismo e la ragionevolezza non si costruisce un’avventura ideale in grado di entusiasmare, La carenza di simboli, passioni e – lasciatemi passare il termine – “poesia” era evidente a tutti e alla fine ha pesato.

C’è poi un altro elemento, che non mi pare irrilevante. I risultati (pur modesti) del movimento fondato da Oscar Giannino mostrano una distribuzione territoriale assai diseguale. Ci sono molti più “fattivi” al Nord che al Sud, dove il messaggio anti-assistenziale ha fatto parecchia fatica a fare breccia. E allora su questo una qualche riflessione va fatta.

Ci sono realtà politiche – quelle che s’immaginano una politica fatta di limoni per lavare i piatti o che si focalizzano sulle scie chimiche e sul signoraggio, o anche quelle che promettono la restituzione dell’Imu in contanti all’ufficio postale – che possono avere successo a Brescia come a Catanzaro, a Milano come a Salerno. Ma non è sorprendente che quanti invece pongono il problema della necessità di ridimensionare lo Stato italiano prendano il 2% in varie aree del Nord e lo 0,2% in buona parte del Sud. Oscar e i suoi hanno pensato di aggirare o ignorare la questione territoriale, ma poi il tema l’hanno ritrovato nelle urne.

Quando aveva commentato sul sito “Noise from America” i dieci punti del programma di FARE, Lodovico Pizzati (economista e segretario del movimento politico Indipendenza Veneta) aveva giustamente insistito proprio sul fatto che il decimo punto – quello sul federalismo – non appariva convincente. L’Italia ha bisogno di altro, ormai, e cioè deve porre fine a quella redistribuzione di risorse che penalizza il Nord come il Sud, quanti si vedono sottrarre una parte rilevante della propria ricchezza e quanti si ritrovano entro una società distrutta dallo statalismo e dalla spesa pubblica. Ma per bloccare i flussi c’è solo un modo: dare vita a realtà del tutto distinte.

C’è allora un tabù che si deve avere il coraggio di superare: ed è quello dell’Italia unita. Nel momento in cui Scozia e Catalogna si apprestano a votare sulla propria indipendenza, e molti fermenti vi sono pure nelle Fiandre e in altre parti d’Europa, c’è bisogno di un liberalismo che sappia mettere in discussione una “cattiva unità”: perché solo questo può far crescere meglio tutti e costruire, nella piena indipendenza di ogni territorio, rapporti migliori e su basi nuove.

Alcuni mesi fa, ho cercato di far cogliere a Oscar questa indicazione quando l’ho invitato a Gallio a un convegno organizzato sul tema dell’indipendenza veneta grazie alla disponibilità del sindaco della cittadina del’altopiano di Asiago, Pino Rossi. Giannino è venuto e ha parlato, ma alla fine quel tema (quello del diritto a votare sulla propria indipendenza, del diritto ad autodeterminarsi) non è venuto alla luce. Si è trattato di un’occasione perduta.

Nelle scorse settimane, al contrario, entro una campagna condotta da “indipendente” in lizza per le regionali lombarde la questione è stata sollevata con forza da Marco Bassani, che ha animato una battaglia politica vivace, dinamica, partecipata, che ha posto al centro i circa 50 miliardi di euro del residuo fiscale (quanto viene sottratto ogni anno a questa regione) e il progetto di un’Europa che si lasci alle spalle gli Stati nazionali. L’attenzione che questa campagna ha saputo attirare su di sé mi dice che questa è la strada da percorrere, anche se resta ancora da inventare la costellazione di forze e movimenti che possono farsi protagonisti di questo.

Non so se dopo la disfatta decretata dai dati elettorali gli amici di FARE troveranno ancora la f orza di continuare la loro battaglia. A me pare, però, che solo se porranno la questione indipendentista quale questione cruciale essi sapranno prendere di petto i veri problemi. E in questo modo anche tentare d’incidere in quel mondo politico che oggi è dominato da cialtroni, stregoni e vecchi arnesi.

 

 

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22 Comments

  1. Carlo lo sa,
    io non sono mai stato d’accordo con ipotesi indipendentiste di macro-aree (Veneto, Lombardia ecc.), perché vivendo in Svizzera, nel Canton Ticino, ho maturato la GRANITICA convinzione che laddove c’è un briciolo di Stato (piccolo o grande che sia) là c’è la replica di tutti i mali, che affliggono ogni organizzazione statale (anche se può essere un po’ diverso “il limite di sopportabilità” del tiranno con cui ci si trova confrontati).
    Sono per LIBERI COMUNI, il massimo dell’espressione di convivenza civile entro il quale ritengo possibile l’esercizio di una convivenza civica di tipo condominiale.
    Avevo suggerito, prima delle elezioni, la nascita in Italia di un partito con questo nome, che offrisse agli italiani una proposta concreta di riforma costituzionale, perfettibile certo e aperta al contributo di tutti i libertari.
    Chiunque può scaricare dal mio sito http://www.rivocortonesi.net il libro “Italiani, manuale per cittadini allo sbando” dove questa proposta viene illustrata in dettaglio.
    Perché non ci incontriamo e proviamo a ripartire da qui per presentarci alle prossime elezioni tutti uniti con un progetto che possa offrire agli italiani una via di uscita dal ginepraio dove si sono infilati?
    Avremmo un po’ di tempo per affinare al meglio, emendare e integrare la proposta di riforma costituzionale, ivi illustrata, da sottoporre agli elettori.
    Prendiamo atto che finora ogni iniziativa libertaria è fallita.
    Aspetto un feedback.
    Per quanto mi riguarda il tema di un ritorno alla centralità dei Comuni e ad un sistema di “democrazia pura” di tipo condominiale è quanto i liberisti ticinesi porteranno alle elezioni Cantonali 2015.
    Presto, con il nuovo Club che ho fondato (il RONDÒ Club http://www.rondoclub.org), organizzeremo a Lugano una conferenza dal titolo “Quale democrazia?”.
    Potrebbe essere l’occasione per incontrarci e parlarne a quattrocchi.
    Fatemi sapere!
    Un abbraccio a tutti,
    Rivo

  2. Castagno12 says:

    E così anche CARLO LOTTIERI è Mondialista.
    Pazienza, ce ne faremo una ragione.

    Ha scritto che “Fare per Fermare il Declino” ha presentato l’unica proposta caratterizzata da temi liberali.

    Abbattere il debito pubblico con le privatizzazioni, senza eliminare prima LE CAUSE FONDAMENTALI che lo determinano, non è un principio liberale: è solanto una proposta scriteriata che non può portare risultati positivi.
    E dopo aver raccolto i soldi delle eventuali (s)vendite ed averli buttati nel solito calderone – a perdere – cosa penserà di vendere il giornalista / economista ?

    Mantenendo l’attuale Signoraggio PRIVATO, i soldi rastrellati, anche se servono per ridurre parzialmente il debito pubblico, non risolveranno il problema: il Debito continuerà ad aumentare.
    Non ci sono i soldi per rilanciare l’economia, per pagare i debiti alle imprese, ma per il servizio di Bankitalia che fornisce valuta allo Stato, SI’
    E le relative entrate di Bankitalia sono ESENTASSE.

    Cosa ci sarebbe di LIBERALE in tutto questo ?
    Su questi temi cruciali, i “liberali” Giannino e Lottieri tacciono !

    Giannino sottintende il mantenimento dell’italia “unita”. Non ha ancora capito che non può essere governata nè riformata.
    Nell’attuale contesto, Lorsignori riescono solo ad aumentare le tasse.

    Giannino non ha in programma la denuncia e la rimozione delle VERE CAUSE dell’attuale crisi: i Mondialisti ringraziano e Lottieri apprezza e condivide.

    L’articolista, ad abundantiam, fa dell’ironia, fuori luogo e dannosa riguardo al Signoraggio.e alle Scie Chimiche.
    Quindi difende i Mondialisti.

    1) Riguardo al Signoraggio a gestione PRIVATA non ha alcuna possibilità di negare che è la causa prima dell’aumento del debito pubblico, quindi dell’aumento continuo delle tasse

    2) Riguardo alle Scie Chimiche, le analisi dei relativi aeosol hanno confermato la tossicità che apportano all’aria, all’acqua, ai terreni, alle coltivazioni, ai nostri polmoni.
    I danni alla salute, inevitabilmente compromettono l’efficienza del cervello.
    L’entità di questi danni varia, negli individui, anche in funzione di diversi fattori: l’alimentazione scorretta, l’uso eccesivo della telefonia mobile, il fumo, il tipo di programmazione che ha ogni organismo, ecc.
    Comunque, ben difficilmente, le persone che hanno il cervello danneggiato in una certa misura, avvertono la loro condizione: vanno via tranquille e serene.

    Lottiieri dovrebbe anche informarsi sul Progetto H.A.A.R.P. che è operativo grazie alle minuscole particelle metalliche disseminate nell’atmosfera dalle Scie Chimiche.

  3. gigi ragagnin says:

    adesso che la Liga ha preso la botta in Veneto (dal 35% all’11%) possono aprirsi scenari interessanti.

  4. Riccardo says:

    “che schiava” mi sembra che le cose che pronostichi accadano già in quella parte di ITA che tanto ci tiene “all’unità indivisibile”

  5. Che schiava di Roma Iddio la creò says:

    Che bello la Longobardia libera, dove ognuno potrà millantare la laurea che preferisce. L’operaio potrà realizzare il suo sogno di praticare come ginecologo. Il laureato in scienze politiche costruirà ponti, facendosi assumere come ingegnere. Il bidello potrà insegnare la matematica.

    • Max says:

      In italia gli ingegneri sono ingegneri, i giudici sono giudici, i dottori sono dottori, gli architetti sono architetti.

      Ed al primo terremotino vengono giù le scuole coi ragazzi dentro, se vai all’ospedale muori con le pinze dimenticate nella pancia, se subisci un furto ti metti il cuore in pace e nemmeno lo denunci.

      Ma non importa se muori sotto le macerie o in ospedale o se i tuoi figli rovisteranno nei bidoni per mangiare, l’iportante è esser schiavi di roma iddiolaccreò ponzipò.

      • luigi bandiera says:

        Leggendoti il mio pensiero corre li’ sulla diga del VAJONT e mi penso a LONGARONE VECCHIA.

        In quel tempo, gli analfabeti a dire che stava per succedere il disastro e i sapiens, sapiens perche’ certificati dall’italia, a dire no. Magari ad insultarli.

        Uno pensa che perche’ ha avuto il pezzo di carta che certifica, che lui e’ sapiens, magari perche’ sa a memoria la divina commedia, lo sia davvero.

        Per carita’ di Dio, non voglio strappargli la carta, pero’ saranno i fatti che poi fara’ a dimostrarlo.

        E, sempre col mio pensiero, mi porto a roma da sempre predona e peso a il governo ancora in carica.

        Certo, non si puo’ giudicare non conoscendo i fatti del tutto, la verita’ non si ha mai in assoluto, pero’ a me e alla mia famiglia ha provocato un danno che per altro altri governi precedenti avevano per ben cominciato a fare.

        E se non sei certificato non sei nemmeno preso in considerazione, come col Vajont no..?

        Lo so che serve per fare da filtro per certi incarichi direttivi, ma ocio, non dovrebbe essere in assoluto.

        E’ DISCRIMINAZIONE… e la carta igienica talibana recita: …senza discriminazione…
        Cosi’, tanto per dirne una o due. E le mie sono stronx le loro sono sapientate…

        Avanti cosi’ che di VAJONT ne vedremo ancora.

        Beh, si vedono gia’, basta che piovi..?

  6. giorgio caldinati says:

    Il nucleo del problema, come giustamente scrive Lottieri, era la questione delle soluzioni possibili per l’enorme residuo fiscale e la questione indipendentista, cacciata dalla finestra, è rientrata dalla porta. Non occore comunque fasciarsi la testa prima di averla rotta. Con questi risultati elettorali ci avviciniamo al default dell’Italia-Stato. Una deriva greca, del tutto inevitabile, rimetterà in discussione tutto. Peccato che però in questo Paese ci si svegli solo quando l’acqua è ormai alla gola.

  7. luigi bandiera says:

    Devo ripetermi all’ininito kax.

    MAI IL POPOLO SARA’ SOVRANO.
    MAI L’HOMO E’ STATO E SARA’0 SAPIENS, sebbene va in te la Luna.

    E torniamo in Terra… o stiamo tutti giu’ per terra. Nostro abitat.

    I vari disk fatti dai vari presunti VIP politici NON SONO in primis KAPITI DAL DETTO POPOLO. Meglio sarebbe dire POPOLLO.

    Tutte le varie proposte, leggi elettorali piu’ o meno porsee o luje o porcellum, il popoLLo non le comprende.
    Sia i dott. sia gli analf. NON LE CAPISCONO..!!!

    Quindi diventa diffidente l’entrata nell’urna e una volta lì dentro vota altrove… non so, vota per uno che in piazza esterna la sua rabbia per essere membro di un presunto POPOllO. Detto pure italiano. Poi quando lo definiscono popolo italiano, come dire galline livornesi, si inkazza se sa kome finira’ la sua disavventura..!

    Infatti, o finisce TASSATO o TARTASSATO..!!

    Un pollame del genere tenta la FUGA..!!!!!!!!!!!!!!!!

    E’ LEGITYTIMA DIFESA..!!!!!!!!!!!!!

    Ma i furbini, briganti e rsapinatori non che mantenuti, insistono: NOI SIAMO IL VOSTRO BENE. SENZA DI NOI MORIRESTE..!!!!!!!!!!!!!

    Ed e’ il CONTRARIO..!!!!!!!!!!!!!

    Ma vaglielo a dire a quelli che ragliano o starnazzano o mugiscono ke loro sono la linfa, la vita… e senza di loro noi MORIREMO..!!!

    E magari LIBERI E INDIPENDENTI..!!

    NE SFORNANO, de sti deficientis, CENTINAIA AL DI’…

    Forse un po’ meno, io non ho i mechi dei sondaggi e mi posso sbagliare…

    E dunque siamo a dire che vogliomo governare tutti.

    Avendo fatto pari… siamo o no tutti eletti a governare alla PARI..??

    Solo in un presunto stato amministrativo, una presunta patria, un pololo INESISTENTE puo’ succedere quello che stiamo oggi LEGGENDO, VEDENDO, SENTENDO e VIVENDO.

    Oneto, qua ghe xe PAN PAR TI..!!

    Mi no son un bon sgrafomane…

    Alla via kosi’… per il BARATRO SIKURO..!

    Amen

  8. Francesco says:

    Ottimo articolo. E’ ora che i sedicenti liberali italiani abbraccino la coerenza, e la coerenza passa necessariamente dalla questione indipendentista e da altri temi radicali (questione monetaria, anyone?) che invece gli stataliberisti o liberalstatalisti (chiamateli come vi pare) di fermare il declino hanno rigettato sin dal principio per non pestare i piedi agli amici della casta con cui sono collusi.

    Per il resto da queste elezioni non abbiamo che la conferma di quanto disse Adams, secondo presidente degli stati uniti (vedi sotto). Se i liberali vogliono davvero cominciare a far qualcosa con pazienza, senza puntare subito alle poltrone, è bene che lascino da parte gli inciuci e ricomincino a essere coerenti. I frutti li coglieranno nel tempo quando l’intero truffone monetario imbastito negli ultimi cento anni terminerà di regalare illusioni e presenterà agli stati nazionali un salatissimo conto da pagare. Oramai è più solo una questione di pochi anni.

    «La democrazia non dura mai a lungo. Presto si consuma, si sfianca e uccide sé stessa. Non si è mai vista democrazia che non abbia commesso suicidio»

    Da Oltre la Democrazia.

  9. Secessione imminente says:

    Ragazzi indipendenza del Veneto oramai imminente. Indipendenza Veneta, Veneto Stato e Liga Veneta R. hanno preso assieme il 2,5 % dei voti in Veneto. Siamo incontenibili. Con il nostro 0,2 % dei voti ci faremo sentire anche in parlamento. WSM

    • luigi bandiera says:

      imminente,

      mi no vedo sta roba.

      Vedo piu’ SOTOMISION ke altro.

      Saria bel sentir i sondaji kosa kax i dixe.

      Ke forti i sondaji, SMENTII DEL TUTO…

      E mi a dir, no ste scoltarli, i serve pa mandarve o dekua’ o dea’.

      E i soiti ano kredarme.

      Mejo se no li faxese… SKEI SPARAGNAI..!

      Ma tanto ki paga mo se no el soito MONA..??
      DEL NORD SORADETUTO.

      SPEREMO RIVE EA FAME…
      PODOPO SI SE PODEMO KONTARLA KOME KE A GIRERA’ EA PIASA LORETO.

      No semo distanti, ma ankora el fruto, el pomo, nol xe maturo parke’ ea tenperatura no a xe sufisente.

      E ma xe drio rivar ea primavera… no afrikana, ma padana, karo pento.

      Quea veneta te ga voja ti… ko i mone ke ghe xe femo gnente..!! Un vecio veneto dixea: a kua’, gnuno pensa pa ori. Gnuno par konto suo. Semensa romana pa dividarne… e purtropo continua.

      Rendete, dixe el grio parlante.

      Vedi mo, conta i movimenti indipandentisti esistenti in tera veneta. Da ea’ te capicsi che NO SE POL RIVAR MAI AL TRAGUARDO..!!

      Ti te si un esenpio vivente, par exenpio.

      Dirghe xo dae brande a sti veneti i lo ciapa kome un insulto..! Sti mone..!

      Vanti va, se no ea procesion se ingruma.

  10. mv1297 says:

    Paolo, capisco la tua tristezza, ma sapendo di essere dalla parte della ragione, datti maggior vigore e credere sempre di più in quello che credi. Io, da semplice cittadino (anche se ho avuto un parente, abbiamo lo stesso nome di famiglia, Doge di Venezia) veneto, sono talmente un marcio ottimista che non mi stancherò mai di battermi per un Veneto libero e sovrano. Lo faccio per il mio passato (vedi sopra), ma soprattutto per le mie due figlie piccole. Loro saranno sicuramente il mio futuro: libere ed orgogliose di un papà veneto.
    Avanti a testa bassa fino alla vittoria.
    Ciao da un tuo estimatore.
    WSM

  11. Lorenzo says:

    A me non interessa niente del programma se il leader prende per il culo gli elettori millantando titoli di studio. Non sei credibile Giannino vergognati e vergognatevi tutti quelli che lo hanno appoggiato!

    • Adriano says:

      …fammi un esempio di un altro leader di partito/movimento che non abbia qualche cosa da farsi perdonare

      Attendo con ansia.

      Ciao 🙂

      p.s.) non mi vergogno

  12. Caro Carlo, siamo intellettuali. Lo è Giannino — che avrebbe potuto fare a meno di inventarsi titoli, perché le sue idee sono solide e non avevano bisogno di certificazioni ufficiali e accademiche — lo sono Zingales e Boldrin (cui auguro sinceramente di vincere il Premio Nobel) — lo sei tu, Marco, Alessandro, e molto modestamente io. Per quel che mi riguarda non smetterò mai di lottare, ovviamente. Sono un Ariete, come Leo Facco! Purtroppo non siamo in grado di parlare alla gente, che crede alla restituzione dell’IMU…Nel mio piccolo parlo di altri mondi agli studenti e sono lieto quando mi scrivono dall’Austria o dall’Australia…Almeno loro un futuro lo avranno. A quasi cinquant’anni, solo soletto, non posso rimproverarmi niente, e posso solo coltivare il sogno di un Veneto libero, che mi auguro si realizzi. Trovo solo triste che siano intellettuali non veneti a schierarsi con IV, e nessuno dico nessuno studioso veneto metta la propria faccia. Eppure qualche università in Veneto c’è…Ma pazienza, oggi sono un po’ amareggiato, ma domani passa.

    • luigi bandiera says:

      Bernardini,
      vero, gli accademici spesso sono piu’ stupidi e poco affidabili di gente analfabeta.

      Ma la moda starnazza che se non sei certificato non ESISTI…. per quella anagrafe. Esisti per l’altra: quella dell’irpef.

      MERRRDDD….

    • BRESA' says:

      ma basta lambiccarsi il cervello, piu’ azione e meno parole, svegliarsi fuori, la liberta’ mica te la regalano nell’uovo di Pasqua.
      Non me ne frega una cippa di Giannino, ci avrebbe tenuto anche lui buoni buoni in Itaglia, come tutti gli altri italioti tricoloriti.
      Prepararsi perche’ tra poco salta TUTTO

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