LETTERA A MONTI: “METRO C OPERA FALLIMENTARE”

di PAOLO ERCOLANI

Gentile Professore,

ho letto la notizia “Metro C, dal Cipe il via libera definitivo – Previsti a marzo cantieri tratta centrale”, riportata nel sito web dell’Agenzia di Stampa “Omniroma”, al link http://www.omniroma.it/news_visualizza.php?Id=11563, e desidero esprimerLe una grande perplessità.

Ora che il Suo Governo ci ha “strizzati come dei limoni”, si sono trovati i soldi per andare avanti con la Metro C.

Il Cipe ha però approvato il quadro economico della tratta T3 nonostante la Corte dei conti abbia aperto un procedimento sulla Metro C (veda la notizia di cui al link http://www.eur.roma.it/news.php?news=3959&cat=9&arch=1) e mi chiedo se non sarebbe stato più opportuno attendere che tale procedimento facesse il suo corso.
O forse il procedimento ha fatto il suo corso? Ma qualcuno ne è al corrente? E in tal caso non sarebbe stato corretto darne informazione ai Cittadini?

Nel frattempo, a detta della LONDON SCHOOL OF BUSINESS & FINANCE (che non è proprio l’”ultima arrivata” in tema di valutazioni economiche) la Metro C è un affare molto discutibile (si può leggere quanto riportato al link http://www.eur.roma.it/documentiNews/dissertationMaddaloni.pdf).

Possibile che gli Italiani siano stati “strizzati” per continuare a buttare soldi in opere fallimentari? E nonostante l’ammonimento della Corte dei conti?

A questo punto non vorrei che il destino dell’Italia fosse inesorabilmente il fallimento. E temo che, prima di giungere al default, si stia facendo di tutto affinché siano ridotte sul lastrico anche le famiglie italiane.

 

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11 Comments

  1. Tom says:

    Adesso che e’ stata pubblicata la relazione della Corte dei Conti e piu’ urgente che mai che Monti risponde a questa lettera sulla Metro C.

  2. Antonio Alei says:

    Nel mio documento sulla metro C, così come nella tesi di Di Maddaloni sono già contenute le risposte alle giuste istanze mosse dall’amico Paolo.
    Purtroppo in Italia siamo totalmente nelle mani di comitati d’affari che sarebbero poi i cosiddetti “poteri forti”. Basta vedere quello che è accaduto in Tunisia, Libia ed Egitto per rendersi conto della realtà ormai “globale” delle cose e delle cosche.
    Ce la prendiamo tanto con mafia, camorra, ‘ndrangheta, sacra corona, ecc. ecc., ma sembra che chi gestisce il potere in qualunque forma sia altrettanto, se non di più, “galantuomo” o “uomo d’onore” degli affiliati a siffatte consorterie.
    Poveri noi, allocchi o polli da spennare, in mano a questa gente senza scrupoli e morale.

    Comunque, tanto per fare un esempio banale, con i 792 milioni necessari (oggi, e a fine lavori?) ad eseguire la tratta T3 (lunga appena 3,2 km) della voracissima linea C si potrebbero acquistare e mettere in servizio in meno di un anno almeno 1.000 filobus da 100 posti con cui sarebbe possibile movimentare in linea teorica la bellezza di 400.000 utenti per ora alla velocità commerciale di 16 km/h e per spostamenti medi di 4 km, ovviamente su corridoi finalmente privi di sosta selvaggia e auto impazzite.

    Altro che metropolitana che impiega almeno 20 anni per essere completata!

    Roma non avrà mai con siffatti amministratori un trasporto pubblico efficiente, ma a breve con l’aria che tira non avrà nemmeno “il trasporto”.

  3. Roberto Alessandrini says:

    E’ incredibile la rapidità delle decisioni quando ci sono forti interessi in ballo rispetto alla lentezza delle decisioni a difesa dei cittadini…

  4. stefano says:

    in un momento di crisi cosi’ acuta l’enorme somma stanziata per un’opera che quasi nessuno vuole sarebbe piu’ opportuno stanziarla per gli aiuti alle persone in difficolta’ economica

  5. Giorgio Biuso says:

    Una risposta chara e decisiva i cittadini che appoggiano l’attuale governo se l’aspettano. Se fossi il presidente Monti non trascurerei questa occasione. Perché se ciò non accadesse si troverebbe in fila nella schiera dei personaggi che hanno condotto l’Italia in questo disastro.

  6. vito de russis says:

    C come “coscienza (in pace)”; o come “cambio (dei musicanti)”; o come “Consiglio (dei Ministri)”, “Cipe” e “Comune (di Roma)”; o come “costi”, “Colosseo” e “coda”; o come “caos, congerie, cagnara, canizza, canea, can can”; o come “congedare”, confluiscono, tutti, alla linea metro C di Roma. I lavori della metro C iniziarono dalla “coda” (Tratta 7) per concluderli – costi quel che costi – al “Colosseo” (a metà della T3) congedando ai posteri il suo avvenire.
    In questo scenario si pone la garbata lettera al prof. sen. Monti, nuovo musicante, il quale – fino a questo momento – sta sonando, egregiamente, la solita musica. Quella musica che, in questo Paese, rende i ricchi sempre più ricchi ed i poveri sempre più poveri, e che viene contrabbandata come equità.
    ure “1995. La Giunta Rutelli-Tocci lancia il C: terza linea metro romana; oppure, “centro”; oppure, “circolare”; oppure, “centro”;

  7. Fausto Testaguzza says:

    Trovo importante questa civile richiesta di chiarimenti al Presidente del Consiglio che, a questo punto, spero che risponda con quella sobrietà e concretezza che tuti noi ammiriamo, convinto come sono che in questo momento, come non era mai accaduto nella storia nazionale, abbiamo l’occasione storica di entrare verament stando in piedi in Europa.

    Ed è proprio facendo appello a questi valori che confido in un taglio netto, da parte del prof. Monti, con un passato con il quale è bene chiuder i conti, una volta per tutte, e inconimciare ad attuare politiche nuove, vale a dire più europee e/o degne di un paese fondatore, così come lo è la nostra Italia.

  8. paolo gelsomini says:

    Mi chiedo in quale razza di Paese viviamo. C’è una relazione pesantissima della Corte dei Conti sui costi fuori misura della metro C (so come voi quello che hanno riportato i giornali perchè la relazione non è stata pubblicata) e, prima che la relazione sia resa pubblica dopo le controdeduzioni di Roma Metropolitane, il CIPE sblocca i 790 milioni di finanziamento per la tratta San Giovanni-Colosseo.
    E dopo il Colosseo che succede, dove si va, chi paga?
    E la stazione Colosseo che come tutte le stazioni dell’area archeologica sarà scavata dall’alto pronta ad essere stoppata in caso di ritrovamenti archeologici? Quindi si stanziano 790 milioni per 3 Km di metro senza nessuna certezza di destinazione, di collegamenti e di finanziamenti. E questo mentre il Comune, che dovrebbe sborsare il 18% ha un debito di 15 miliardi.

    • Enzo Trentin says:

      I sussidi governativi all’industria privata, sono straordinariamente vasti in tutte le nazioni industrializzate. L’economia svedese, per esempio, si poggia fortemente sulle grandi corporation multinazionali e i fabbricanti d’armi in particolare. L’industria degli armamenti svedese sembra aver fornito gran parte della tecnologia che ha permesso alla Ericsson di imporsi significativamente sul mercato della telefonia mobile.
      Nel frattempo lo stato assistenziale svedese viene tagliato. È ancora molto migliore del nostro ma si sta riducendo, mentre i profitti delle multinazionali aumentano.
      Il business vuole che gli aspetti popolari del governo, quelli che realmente sono al servizio della gente, siano eliminati, ma vuole anche uno stato molto forte, uno stato che lavori per esso e che non sia soggetto al pubblico controllo.

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