Letta ha la fiducia. Astensione Lega. Vuol governare 5 anni

di REDAZIONE

L’agiografia imperante lo descrive così: eroico, giovane, agile, pieno di coraggio e pronto alla sfida, alla lotta col gigante. Robetta insomma… Enrico Letta ha presentato alle Camere il suo neonato governo delle larghe intese, spronando ministri e Parlamento a gettare lontano la corazza delle incomprensioni durate vent’anni e abbattere con sassi e fionda i giganteschi problemi che impediscono al Paese di entrare nella Terza Repubblica.

E ottiene la fiducia da Montecitorio con 453 sì. Oggi il via libera definitivo dal Senato. In 50 minuti di discorso Letta chiede la fiducia e alla fine può contare sull’annunciato sostegno di Pd-Pdl-Scelta Civica e sulla astensione della Lega, mentre Sel, Fratelli d’Italia e M5s votano contro.

Il programma è di legislatura, almeno nelle intenzioni: stop dell’Imu a giugno (per poi rivedere la politica fiscale sulla casa nel suo complesso, ma intanto il Pdl registra una apertura non da poco alle sue richieste), rinuncia all’aumento dell’Iva a luglio, lavoro come prima tra le priorità, la promessa di risolvere il problema degli esodati, forme di reddito minimo per famiglie bisognose con figli piccoli, incentivi per le assunzioni dei giovani taglio degli stipendi ai ministri anche parlamentari, giro di vite su rimborsi parlamentari, riforma dei partiti, abolizione delle province.

I grillini affossano lo stesso il governo: ”Una mano di vernice su un muro rovinato dalla muffa, sembra un esecutivo stato-mafia”. Letta tuttavia non si perde d’animo e invita di nuovo il Movimento 5 stelle a ”scongelarsi”, perché le riforme vanno fatte insieme. E proprio sulle riforme (legge elettorale, superamento del bicameralismo perfetto, federalismo fiscale) il giovane premier lega i suo governo ad un orizzonte temporale preciso e ai lavori della Convenzione (che Silvio Berlusconi vorrebbe guidare, forse anche per giustificare la sua ambizione ad ottenere lo status di senatore a vita).

”Tra 18 mesi verificherò se il progetto è avviato verso un porto sicuro. Se sarà così il governo potrà continuare a lavorare, altrimenti non esiterei a trarne le conseguenze”, dice Letta in singolare coincidenza con le parole del Capo dello Stato. Freddo il Pd, che non vede di buon occhio l’idea del Cavaliere padre costituente e teme di mettere nelle mani del Pdl la vita del governo. Berlusconi intanto apprezza soddifatto: ”I patti sembrano rispettati – dice ai suoi -. Ma se ci fosse un fallimento del governo si dovrebbe andare a elezioni e chi si fosse assunto la colpa ne subirà la pena”.

Parole di pacificazione vengono pronunciate da molti, negli interventi di replica. E il premier invita tutti a cogliere ”l’ultima occasione”, mettendo in chiaro che ”non dobbiamo vivacchiare a tutti i costi, e nemmeno sopravvivere”. Letta pare convinto che ”di solo risanamento si muore”. Per questo fin da oggi girerà per l’Europa cercando nuove aperture per adattare le necessità di ripresa alle rigide politiche dell’unione.

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6 Comments

  1. Padanista says:

    Giorgetti invece l’ha paragonato a Davide che combatte contro Golia, e ha detto che se perde la strada ci sarà la Lega ad indicargliela…semm a post!!!!

  2. pinguinetto says:

    Tavor-letta e la riedizione del governo dell’ABC ma col benestare di Bruxelles sull’Italic dove il pil precipita, e vi sono famiglie impoverite, disoccupazione alle stelle, economia reale in spirale recessiva stile grecia, tasse al massimo. Ma lo spread è a posto ed i mercati vanno bene segnale che qui non si comanda più niente. La Lega è purtroppo debole, vale il 4% nazionale ovvero ininfluente, la stampaglia nazionale cavalca lo scandalo nautico del bossi riccardo in un imbarazzante silenzio del Senatur al senato (stampaglia perchè colpevolmente silenziata sulla frode miliardaria mps e sull’evasione miliardaria dell’affare slot machines passata in cavalleria), il Maroni si trova in Lombardia con un expo nato male che può finire in peggio a deflagrargli tra le mani se roma non sgancia come promesso (ed ha tutti i motivi per fargli fare una magra mondiale). Situazione non facile. Tirem innanz.

    • Dan says:

      Perchè tavor-letta ? Tavo-letta ! Tavoletta del cesso. E’ stato messo lì per coprire la puzza di merda che sale dal parlamento intero peccato che ce n’è troppa e scappa comunque.

      Dobbiamo deciderci di tirare l’acqua

  3. Orso Mannaro says:

    Far calare la pressione fiscale? Siamo seri, è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago piuttosto che lo stato italiano diminuisca la pressione fiscale sui Padani. Per roma capitale e per il terronistan un occhio di riguardo c’è sempre da parte di qualsiasi maledetto governo espresso dal maledetto stato italiano.
    Poi, per inciso, complimentoni per la rivoluzionaria e temeraria decisone presa dal segretario del mio Movimento di astenersi dalla votazione per la fiducia all’ennesimo governo italiano che si propone – e che altro? – di continuare lo sfruttamento selvaggio della Padania. Bravo Maroni, questo si che è essere indipendentisti e patrioti Padani con i controcazzi! Robe dell’altro mondo, anzi no, di questo mondo purtroppo.

  4. Dan says:

    Lui e la sua banda di lacchè si preoccupino seriamente di far calare la pressione fiscale e di far ripartire l’economia di questo paese o di casi come Preiti ne avranno uno al giorno. Vogliono governare 5 anni ? Rischiano di non durare 5 mesi.

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