Letta fa sparire il buco Inps. E spreme ancora i lavoratori autonomi

di CLAUDIO ROMITI

Come ampiamente riportata dalla stampa nazionale, il governo Letta ha presentato un emendamento alla famigerata legge di stabilità che cancella con un tratto di penna il colossale buco dell’Inps – ben 25,2 miliardi – causato dalla fusione con l’Inpdap, ossia il vecchio ente previdenziale dei dipendenti pubblici. Ebbene, realizzando  una cosiddetta regolarizzazione tecnico-contabile, l’esecutivo in carica ha stabilito che il buco semplicemente non esiste.

Tuttavia, nello stesso emendamento viene deciso di mazzolare, come si suol dire, i già sfiniti settori del lavoro autonomo. Infatti, i già previsti aumenti nelle contribuzioni obbligatorie per artigiani, commercianti e tante altre partite Iva vengono ulteriormente inaspriti. Anzichè portare il contributo medesimo dal 20 al 21% come previsto in precedenza, si è pensato bene di arrivare al 22% per il 2014; mentre nel 2015 invece del 22% gli autonomi saranno costretti a subire la stratosferica aliquota del 23,5%.

Ora, come ho già avuto l’opportunità di spiegare su queste pagine, il particolare meccanismo con il quale viene calcolato il contributo previdenziale è già per sé stesso una rapina, dato che si fonda su una sorta di minimum tax che va comunque pagata anche se la propria attività, per qualunque motivo, non avesse conseguito alcun reddito effettivo. Ma con questi nuovi “adeguamenti” decisi dal governo, la rapina assume dimensioni tali da rendere ancor più chiaro ai malcapitati il senso reale del loro forzato assoggettamento al colossale carrozzone mangiasoldi dell’Inps. Trattasi in sostanza di mere imposte sulla produzione,  che si versano coercitivamente -quando non si raggiunge il reddito minimo stabilito a tavolino dal sistema politico-burocratico e ogni anno incrementato- solo per poter alzare la propria saracinesca. E a conti fatti, con questi ulteriori inasprimenti ogni impresa autonoma dovrà subire,  tanto per il titolare che per gli eventuali collaboratori familiari, un esborso di partenza che supererà ampiamente i 4.000 euro all’anno.

Tutto ciò prescindendo da quanto la “sacra” Costituzione stabilisce, ossia che ogni forma di contribuzione deve essere commisurata alla effettiva capacità reddituale dei singoli soggetti. Evidentemente quando si tratta di coprire i buchi “contabili” di un sistema democratico che, parasafrando il grande Bastiat, spinge molti a cercare di vivere sulle spalle di altri, la tanto decantata Carta viene considerata alla stregua di quella igienica.  Per continuare a sostenere un sistema pensionistico pubblico impazzito, che spende oramai il 16,5% del Pil (la Germania appena l’11, tanto per capirci), i cervelloni al governo non si fanno alcuno scrupolo nell’utilizzare indiscriminatamente la leva degli aumenti contributivi, infliggendo altri colpi mortali al sempre più declinante spirito imprenditoriale di questo disgraziatissimo Paese.  Dura minga….dura no!

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9 Comments

  1. luigi bandiera says:

    Qua noi si mette allarmi dappertutto per contrastare i ladri.

    Ci fanno rincorrere i ladri (rigorosamente con mano disarmata) ma sara’ solo per distrarci..?

    Quando ci faranno rincorrere i ladri che entrano in casa con una legge in mano..?

    Gia’, quale allarme installare contro questi ladri..??

    Chi vuole dare consigli ai cittadini assaliti da tutte le parti dai LADRI..?

    Basta ladri..!

    LADRIiii…!!!!

    BASTAaaaa…..!!!!!!!!!!!!

    continua

  2. Amedeo says:

    Oggi, l’impresa, è stata esautorata della sua funzione originale di creare occupazione nel settore privato.
    I burocrati incompetenti, dello stato italiano, hanno legalizzato il furto alle imprese come sistema per finanziare i dipendenti pubblici. Si veda anche gli Studi di settore, l’IRAP, e l’IMU. L’impresa privata, deve mantenere i suoi dipendenti, ed è stata costretta a finanziare anche gli impiegati pubblici. Le aziende di Lombardia e Veneto, hanno una buona amministrazione e risentono di questo peso in misura minore, ma le imprese d’altre regioni d’Italia, sono destinate a scomparire, a chiudere o a delocalizzare. Allo stato, non importa nulla dei lavoratori autonomi, i burocrati gli hanno assegnato la funzione di finanziatore, e non importa se falliscono e sono costrette a licenziare i loro operai, perchè gli enti locali, lo Stato, i Comuni, le Regioni o l’INPS, portano via i soldi con i quali loro devono pagare gli operai. In sostituzione delle imprese, i burocrati dello stato, favoriscono l’istallazione di distributori per vendere la benzina e inquinare l’ambiente e avvelenare la terra, o l’apertura di centri per il gioco d’azzardo e rovinare i cittadini e di centri commerciali, speculando sul fatto che la gente non ha mai imparato a spendere i soldi in modo responsabile.
    Oggi, il cancro dell’Italia, sono gli uffici pubblici inutili e il frazionamento amministrativo delle regioni, che si sono create per formare nuovi posti di lavoro parassita per i militanti dei partiti politici; pensano così di sfruttare le imprese di Lombardia e Veneto per mantenere i posti di lavoro pubblici. Le imprese Italiane, si sono sempre fatte pestare i piedi dai burocrati disonesti e ignoranti che non conoscono nemmeno la carta costituzionale, perché sono stati raccomandati o nominati, ma poi creano gravi danni all’economia; e dalle associazioni di categoria, che hanno permesso gli abusi verso le aziende. Le associazioni di categoria, sono formate da impiegati fannulloni che andrebbero licenziati, e bilanciare i licenziamenti che avvengono ai lavoratori privati delle imprese. La parte dei lavoratori autonomi, purtroppo, ha sempre delegato i dipendenti delle associazioni di categoria che non hanno mai difeso gli interessi delle imprese, ma solo quelli dei dipendenti fannulloni delle associazioni. Nella nostra epoca, alle giovani generazioni, piace poco lavorare e cercano di abolire la libera iniziativa e di favorire le occupazioni dove la gente non fa niente. L’impresa, dovrebbe recuperare la sua sovranità.

    • Mister Libertarian says:

      “I burocrati incompetenti, dello stato italiano, hanno legalizzato il furto alle imprese come sistema per finanziare i dipendenti pubblici.”

      Questa frase di Amedeo è da incorniciare

  3. ugo says:

    lavora ,paga,consuma? E crepa. Vecchio detto sempre attuale. ROBA DA MATTI .

  4. Paul Brembilla says:

    Dov’è la novità? sono ormai 30 anni che in itaglia si viaggia con artifici contabili, una tantum, condoni e aumento della pressione fiscale….. da prodi (anche per entrare in Europa) fino a letta, passando per berlusconi e monti è una gara senza sosta a massacrare i contribuenti

    se ne esce solo con una sana disobbedienza fiscale organizzata

    p.s. lowercase intended

  5. Albert Nextein says:

    E’ una patrimoniale.
    L’ennesima.

    Pare sia un falso in bilancio.
    L’ennesimo.

  6. Piombo says:

    Adesso i lavoratori autonomi devono anche farsi carico delle pensioni dei dipendenti pubblici. Roba da pazzi!!

    E’ l’ennesima conferma che viviamo in uno stato classista, che massacra e tortura i lavoratori autonomi e dipendenti del settore privato per elargire privilegi, stipendi, pensioni e tutele favolose ai parassiti statali.

    Di questo passo prima o poi si arriverà alla guerra civile tra sfruttati e sfruttatori, cioè tra coloro che vivono fuori e coloro che vivono dentro il recinto della pubblica amministrazione.

    • Dan says:

      >> Di questo passo prima o poi si arriverà alla guerra civile tra sfruttati e sfruttatori

      Se non arriva e continuerà a non arrivare significa solamente che qualcuno gode particolarmente a prenderlo in quel posto

  7. Dan says:

    Ma se il buco non esiste perchè si deve pagare per riempirlo ?

    Boh… lo sapranno quei cretini che hanno ancora voglia di versare le tasse

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