Letta fa l’ottimista: “gli italiani aspettano delle risposte”

di REDAZIONE

“Io sono ottimista e ho il dovere di essere determinato perchè gli italiani aspettano delle risposte concrete e queste risposte possono arrivare sono davanti a noi e le raggiungeremo”. Così il premier Enrico Letta, sulla durata del governo, ai microfoni di Russia 24. E’ sul serio ottimista? “Sì, sì, lo sono”, ha ribadito.

“Penso che i quattro mesi di lavoro che abbiamo alle spalle dimostrino che la maggioranza può lavorare insieme e i risultati raggiunti lo confermano. Credo che sia molto importante che si continui a lavorare insieme per il bene dell’Italia”, ha aggiunto il presidente del Consiglio. E alla domanda se crede nel partito di Silvio Berlusconi, ha risposto:  “Beh, Silvio Berlusconi è uno dei leader di partito che sostengono il mio governo”.

“Tutti gli elementi ci dicono che alla fine dell’anno la situazione svolterà e negli ultimi mesi del 2013 cominceremo a vedere il segno più”, assicura Letta. Sul fronte dei conti, ha detto, la situazione è “sotto controllo e vedo il nostro futuro oggi sicuramente in modo più ottimistico”.

Per l’Italia, ha detto Letta ai microfoni di Russia 24, è “fondamentale una politica di tassi bassi” per pagare meno tassi di interesse sul debito e per sostenere la crescita; “in Europa questa politica è garantita dalla Bce guidata saggiamente da Mario draghi”. E’ “essenziale evitare guerre monetarie”, ha aggiunto.

Il premier ha sottolineato quanto sia “importante che il G20 sia operativo” e non resti una mera “discussione” fra leader. Per riuscirci, però, serve l’intervento di organismi quali il Fondo Monetario Internazionale e la Banca mondiale. “Gli anni scorsi hanno dimostrato che il G20 può essere il luogo delle decisioni globali a patto che il braccio operativo ci sia e sia funzionante e che si deleghino le decisioni al braccio operativo, altrimenti il rischio della genericità è molto forte”, ha detto. La crescita, ha detto poi parlando della necessità di politiche che diano liquidità da parte delle banche centrali, “è a portata di mano e ce bisogno di accompagnarla con politiche monetarie adeguate”. Il presidente del Consiglio ha spiegato poi di non essere “troppo preoccupato” dal tasso di cambio attuale dell’euro: è la dimostrazione che la moneta unica, data per spacciata appena qualche anno fa, è forte. Quanto al fatto che un euro forte non aiuta le esportazioni italiane, Letta ha spiegato: “Certamente ha degli aspetti negativi, ma se pensiamo a quando l’euro rischiava di andare gambe all’aria, dobbiamo guardare al bicchiere mezzo pieno”.

E’ un ”esercizio di equilibrio continuo”, ma resto concentrato ”sugli obiettivi di medio-lungo termine”; è ”l’unico modo per non lasciarsi distrarre dalle turbolenze del momento” in parte legate ai problemi giudiziari di Berlusconi. Così Enrico Letta, al giornale messicano Reforma, confermando il termine di 18 mesi per il governo.

“Il presidente del Consiglio sta partendo per il G20, un appuntamento con un’agenda importantissima. È possibile interrompere questa serie continua di minacce quotidiane di crisi che riempiono i giornali, preoccupano i mercati e danneggiano il peso e l’immagine dell’Italia sui tavoli internazionali?”. Così il ministro per i Rapporti con il parlamento e per il Coordinamento delle attività di Governo, Dario Franceschini.

Matteoli, se decade cade anche il governo – “Chiediamo al Pd delle risposte precise, se ci sono il governo va avanti sennò non possiamo più stare insieme”. Lo afferma Altero Matteoli lasciando la riunione dei senatori del Pdl. A chi gli chiede se il Governo chiuderà la sua durata con la decadenza del cavaliere, Matteoli risponde: “per forza”. Matteoli critica la decisione del Pd di voler “applicare una legge che non può essere applicata perchè è retrodatata”. Il senatore pidiellino precisa che “la questione non riguarda l’incostituzionalità della legge ma la sua applicabilità. Questa legge – aggiunge ancora – non è applicabile perchè retrodatata”.

Schifani, per noi no crisi ma dipende da Pd – “Non siamo pronti a nessuna crisi di governo naturalmente tutto dipende dal comportamento degli altri partiti. La nostra posizione è chiara”. Lo afferma il capogruppo del Pdl al Senato Renato Schifani al termine della riunione del Gruppo.

Pd, è problema esclusivamente del Pdl. “Evidentemente nel Pdl sono sordi e ciechi. Abbiamo illustrato chiaramente e più volte la nostra posizione, e non cambia. E’ dunque il Pdl che deve porsi il problema. A loro spetta la responsabilità di separare le sorti del Governo di servizio dalle vicende personali di Berlusconi”.Così Danilo Leva del Pd replica al Pdl. (Ansa.it)

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5 Comments

  1. Giò says:

    Dimenticavo, evasione totale dal 15% in poi, qualcosa è doveroso pagare…..!

  2. Giò says:

    Non aspetto certo che sia il governo di turno a farmi pagare meno tasse,mi renda migliore la vita,mi dia i servizi migliori ecc ecc ecc…. Equilibrio e buonsenso è cosa rara…

    La vita è la mia e la gestisco come voglio io senza aspettare che siano altri a risolvere i problemi.
    Lamentarsi non serve a niente si deve andare contro corrente e questo costa fatica. Anche quei quattro mer.dosi che ci governano per arrivare hanno faticato”almeno spero”.

    W gli evasori e se sono totali tanto di cappello.

  3. pippogigi says:

    E’ vero gli italiani aspettano delle risposte ed anche i padani.
    Le domande dei padani a cui Letta deve rispondere sono:
    1) quand’è che ti leverai dai piedi?
    2) quand’è che l’Italia la smetterà di sfruttare la Padania e le concederà l’indipendenza?

  4. Albert Nextein says:

    Il disorientamento regna sovrano nella mente dei vari italiani.
    Una cosa però è certa.
    Tutti si aspettano meno tasse.
    Argomento mai affrontato da chi governa.
    Se non verso un aumento delle stesse tasse.

  5. renato says:

    E’ lo specchio dell’Italia governata dai possibilisti (falsi) che si augurano ed auspicano ma non hanno né le capacità, né il proposito e l’onesta di dire come stanno le cose e cosa si deve (non dovrebbe) fare. Si può rivoltare la frittata quante volte si vuole ma la realtà è quella che è. La cosa più triste sta nel fatto che nessuno è in grado di smentire il detto: ogni popolo ha il governo che merita. Ma c’è una parte di questo popolo che potrebbe non essere d’accordo e decidere di non meritare certi rappresentanti, i quali, ancor oggi (notizia fresca) decidono di elargire ingenti capitali A FONDO PERDUTO alle piccole e medie imprese del sud dove il diritto all’assegnazione non è determinato dai “business plans” ma dal peso delle raccomandazioni. Tergiversare con governicchi che si succedono con la frequenza degli sbarchi di migranti sulle nostre coste è pura perdita di tempo, denaro contante e sonante gettato dalla finestra, suicidio civile (della società). Avanti tutta con l’autodeterminazione !

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