Letta, come Monti è già al delirio di onnipotenza

di FABRIZIO DAL COL

Incontrandoi dipendenti a palazzo Chigi, il premier Letta ha detto: “Nonostante molti fuori da qui non ci credessero, abbiamo mangiato il panettone e se continuiamo a lavorare bene contiamo di mangiarlo anche il prossimo anno”.  Messa così, per Letta sembra che il suo mandato sia ormai  in una tranquilla discesa, e magari si sentirà anche un po’ ringalluzzito, visto che sa già di essere lui, per conto dell’Italia, a dover guidare il prossimo semestre europeo. E quando dovrà presiedere il consiglio europeo  si sentirà ancora più forte, ovvero penserà di essere solo lui ad avere quelle “palle d’acciaio”, che in Europa sarebbero necessarie a far valere delle ragioni in più in favore dell’Italia.

Che dire? Contento lui, scontenti tutti, ma molto presto toccherà al ministero dell’economia dargli la sveglia e a ricordargli che il mondo reale è tutt’altra cosa, soprattutto quando Saccomanni si deciderà di comunicargli che le casse dello Stato stanno facendo acqua da tutte le parti, ecco che solo allora forse capirà di non essere un onnipotente.

Parla di crescita economica, ma è come se stesse raccontando le fiabe di Natale, e anche se crede di essere capace di darla a bere agli italiani,  non si cura nemmeno di quel 32% che già oggi si rifiuta di andare a votare, tanto meno,  si accorge che metà del suo partito non lo segue più. Già, Letta è proprio così, e anche se il suo modo di fare è piuttosto  gaudente, rasserenante, e qualche volta fin troppo ottimistico,  la sua dote di vero opportunista politico non la può più nascondere a nessuno. Insomma, niente di nuovo sotto i cielo della politica, con Letta che sembra sempre più identico a un parlamentare qualsiasi, ovvero a uno di quelli che fanno parte della stragrande maggioranza degli opportunisti.  Basterebbe osservare cosa è riuscito a fare il premer  quando si è trattato di non farsi sorpassare dal neonato segretario del Pd, Matteo Renzi, sul il finanziamento pubblico ai partiti: non ha esitato, in fretta e furia  ha fatto approvare il decreto che di fatto “non abolisce” il finanziamento, anzi, lo rinvia di tre anni,  rifilando così un bel pacco di Natale “senza panettone” ai contribuenti.

Niente male per un nullatenente, se poi Letta  è lo stesso nullatenente che fa parte del gruppo Bilderberg, ecco che allora non serve più chiedersi quali credenziali sia riuscito a presentare pr farvi parte. Infatti, è bastato attendere che Monti  se e andasse, per dover andare a votare già consapevoli che con il porcellum nessuno avrebbe avuto una maggioranza al Senato. In sostanza, Enrico Letta pare essere un fenomeno, ma non bisogna farsi abbagliare dalle apparenze, il sistema di potere è forte e si è aggiudicato due forti  interlocutori  politici al fine di controllare il Paese Italia e  anche a far onorare gli impegni presi con l’ Europa. Ma finirà proprio così? Con l’Italia in lacrime e sangue per essere stata  costretta ad onorare gli impegni presi con l’Europa? Oppure potrebbe accadere anche di peggio se si volesse decidere di continuare a voler mantenere la moneta unica?  Cosa si cela in realtà dietro a tutto ciò? Domande difficili queste, che però sentiamo sempre più spesso, e alle quali però nessuno da risposte certe. Potrebbe però ancora accadere che qualcuno decidesse di salvare definitivamente l’Italia, certamente non per bontà, ma lo farebbe solo se in cambio l’Italia decidesse d alienare la sua montagna di beni privati e pubblici a saldo. In questo caso, state certi che l’Europa ci ringrazierebbero per sempre.

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2 Comments

  1. Ma se studiate scientificamente simili personalità, noterete che nel delirio di onnipotenza hanno sempre vissuto! Wake up! Colgo l’occasione per invitarLa, Signor Dal Col, ad aderire a plebiscito2013. Nel caso non l’abbia già fatto, non sono del tutto aggiornato in quanto in partenza per l’Asia centrale. Grazie.

  2. Dan says:

    Palle d’accaio ? Ma chi le ha viste fino adesso ? E non mi riferisco addosso solo a Letta…

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