L’etrusco Matteo Renzi lancia la sfida al consolato romano

di GIUSEPPE SGUBBI

Matteo Renzi, essendosi reso conto che la situazione è precipitata, perciò, che non c’è più tempo da perdere,   ha deciso, con ammirevole coraggio, con grande determinazione e se vogliano anche  un po di incoscienza, di “scendere in campo”. Cioè di prendere in mano la “barca”.

Logica voleva che Renzi  aspettasse  la caduta del governo Letta e conseguenti  inevitabili elezioni politiche. Dopo di chè,  avendone  la  reale possibilità,  diventare presidente del consiglio. In al caso  avrebbe potuto mettere in parlamento dei “suoi” parlamentari e dei “suoi” ministri.

Ma  Renzi ha scelto invece una strada,  per lui “tormentata” e “minata”. Si tratta  comunque di una strada   che sta mettendo in allarme ed a  soqquadro la sonnacchiosa politica italiana.

Non a caso  i “senatori romani”, all’insegna del “si salvi chi può” ,  stanno già  alzando le barricate con l’intento di salvare la sedia, oppure il gruzzolo.   A parere di qualcuno  Renzi avrebbe   pronunciato la   frase “avanti miei prodi”, prodi con la P maiuscola.  Se la notizia trovasse conferma, potrebbe significare che   anche la sedia di Napolitano  sta traballando.

Renzi deve comunque aspettarsi tempi duri, infatti dovrà superare alcune  “fatiche di Ercole” e fronteggiare alcune  “piaghe d’Egitto”.

Vediamo quali sono  queste fatiche:

1) Le promesse rottamazioni:

Purtroppo molti di questi “rottamandi” si trovano  ancora in parlamento, e  siccome Renzi ha bisogno dei loro voti per far passare le leggi, non potrà evitare  ”pericolosi” compromessi che potrebbero  compromettere i risultati   della sua “entrata in scena”.

2)   Riforma burocratica:

Senza questa riforma, nessuna riforma potrà andare in porto. perciò occorre una  indispensabile “operazione chirurgica”. Questo  sarà il “tallone di Achille” di Renzi.

3)Patto di stabilità:

Questo patto aveva uno scopo  ben preciso,  creare una situazione “stabile”, infatti si e fermato quasi tutto. Rimettere tutto  in moto non sarà facile,

4) Eliminare i vergognosi privilegi della casta

Operazione utilissima, ma prepariamoci  a vedere continui rimandi.

5 Liberare il paese dal “colonialismo” europeo

 La nostra è diventata una nazione a sovranità limitata.

Senza una “guerra di indipendenza” saremo per sempre una colonia.

Alcune “ piaghe”

1) l’emorragia delle piccole imprese.

Purtroppo i danni arrecati  sono  irreversibili.  Sicuramente  tante   saranno create, ma saranno di ben altro “stampo”.

2)   Ristabilire  l’equilibrio geo- idrologico.

Occorreranno secoli, perciò la stragrande maggioranza di noi, non lo potrà vedere

3) L’inquinamento del  territorio.

Occorre immediatamente, ammesso  che non sia già troppo tardi, disinquinare il suolo, l’aria ed il cibo. In caso contrario,   saremo condannati a morire prematuramente di cancro.

4)   La disoccupazione.

Come è ovvio questa si batte solo creando posti di lavoro, per esempio valorizzando il nostro “petrolio”,  cioè il turismo, ma in particolare  occorre  dare la possibilità alle piccole imprese di assumere  del personale,   purtroppo  le abbiamo “massacrate”

5)   Il popolo non ha più fiducia nella politica

Occorre ridare agli italiani la fiducia nella politica, anche per evitare il caos. In caso contrario, piaccia o non piaccia,   agli italiani   non resterà che giocare le ultime due “carte” ancora disponibili,  il “via tutti” di Grillo, oppure la “spaccatura” dell’Italia.

Nonostante le sopracitate difficoltà,  alcune quasi sovrumane,  dobbiamo dare  fiducia a Renzi,  mettiamolo alla prova,  e . nel limite delle nostre possibilità cerchiamo pure di aiutarlo. Un modo per aiutarlo  lo avremmo, invece di “sperare” sempre e solo nei nostri “diritti”, incominciamo a “contare” anche nei nostri “doveri”.

Nel corso di una sua recente conferenza, Matteo Renzi ha detto che  farà di tutto per finire la legislatura, magari!! vorrà dire che  ha fatto quello che aveva promesso. Ma nel corso di tale conferenza  ha ricordato pure  “la palude”.  non  è chiaro il significato di tale parola.

Considerato che Renzi conosce molto bene la storia antica,  non vorrei che abbia pensato alle “Paludi Pontine”, cioè il    luogo ove  i “ consoli romani”  annientarono le “armate etrusche”.

 

Buona fortuna Renzi.

 

 

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5 Comments

  1. Ke oror!

    5 Liberare il paese dal “colonialismo” europeo.
    La nostra è diventata una nazione a sovranità limitata.
    Senza una “guerra di indipendenza” saremo per sempre una colonia.

    Manco mal ke ghè l’Ouropa e drento l’Ouropa la Xermagna!
    Via da Roma e via da la Talia!
    La goera d’endependensa a ghemo da farla naltri Veneti par leberarse dal colognaleixmo talian.

  2. nik says:

    evitare che il paese si spacchi? E perché, sarebbe l’unica cosa buona che potrebbe uscire dal questo disastro: l’indipendenza e, quindi, la rinascita di questa travagliata penisola.

  3. Veritas says:

    Questo giovane uomo mi piaceva ai suoi esordi ma quando lo sentii favorevole a Prodi presidente della repibblica cambiai idea e glielo scrissi.
    Perchè è vero che chi lavora sbaglia e senz’altro qualche errore l’ha fatto anche Prodi ma ce n’è uno che non si puo’ perdonare ed è quello di aprire le frontiere italiane
    ai paese dell’est immediatamente dopo la firma del tratta-
    to di Shenghen.Naturalmente senza consultare gli italiani, non siamo mica in Svizzera!
    Sono passati degli anni, da allora e come si può apprendere dai giornali, altri importanti stati europei le loro frontiere a est le stanno aprendo in questi giorni..
    Meditateci………..

  4. Marco Green says:

    Ma quale sfida? Lo hanno messo su loro, quei poteri forti che, sin dal principio, hanno appoggiato e alimentato il gonfiaggio del “fenomeno” fiorentino!

    Curioso: tra poco, a fronte di un Grillo leader dell’opposizione, ci ritroveremo un grullo a capo del governo.

    Maremma maiala!

  5. Dan says:

    Fatiche d’ercole ? Niente che non si possa risolvere regalando ancora qualche poltrona, tanto pantalone sarà contento di pagare per lui come tutti quelli che l’hanno preceduto nel nome di vaghe promesse.

    Il popolo non ha più fiducia nella politica ? E chi se ne sbatte il fiorino, tanto basta che continui a mantenerla.
    Nel giro di un paio di anni siamo tornati indietro di almeno tre secoli quando il Re sole nominava cancelliere chi gli aggradava meglio. Sta avvenendo sotto la luce del sole per la terza volta di fila e ditemi voi se vedete succedere qualcosa.
    No, ancora una volta si sta ad aspettare che qualche ras locale bollito invochi la rivoluzione altrimenti tutti a cuccia a guardare uomini e donne (a breve sostituito con “uomini e uomini” e “donne e donne”. che sono queste menate qui i veri problemi da risolvere).

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