L’etica della cadrega… Chi è etico scagli la prima pietra

di GIUSEPPE LONGHINcadrega

L’etica è, secondo Aristotele “una parte della politica, lo spazio pubblico in cui si manifesta l’azione umana. Pertanto, solo per astrazione certe virtù si possono considerare appartenenti alla vita privata del cittadino, essendo la separazione tra vita pubblica e privata estranea all’uomo, che è ‘integralmente’ un cittadino.”

Gli Italiani hanno un’etica?
Il problema del rapporto fra etica e politica non è diverso dal problema del rapporto fra l’etica e tutte le altre attività dell’uomo, per cui si parla abitualmente di un’etica dei rapporti economici, di un’etica del mercato, di un’etica sessuale, di un’etica medica, di un’etica sportiva e via dicendo. Si tratta in tutte queste diverse sfere dell’attività umana sempre dello stesso problema: la distinzione fra ciò che è moralmente lecito e ciò che è moralmente illecito. La questione morale si pone in tutti i campi della condotta umana, ma quando viene posta nella sfera della politica assume un carattere particolarissimo. In tutti gli altri campi, la questione morale consiste nel discutere quale sia la condotta moralmente lecita e, viceversa, quale sia illecita, via via nei rapporti economici, sessuali, sportivi, tra medico e malato, tra maestro e scolaro, e così via. La discussione verte su quali siano i princìpi o le regole che rispettivamente gli imprenditori o i commercianti, gli amanti o i coniugi, i giocatori di poker o di calcio, i medici e i chirurghi, gl’insegnanti, debbono seguire nell’esercizio delle loro attività.

La petulante richiesta…
Quando si parla di morale in rapporto alla politica, invece,  ci si riferisce alla morale sociale e non a quella individuale, alla morale cioè che riguarda azioni di un individuo che interferiscono con la sfera di attività di altri individui. L’etica tradizionale ha sempre distinto i doveri verso gli altri dai doveri verso se stessi. Nel dibattito sul problema della morale in politica ci si sofferma sempre sui doveri verso gli altri.
Scrive Benedeto Croce, condannando la comune e, a suo parere, errata richiesta degli «imbecilli» che il politico sia onesto: “un’altra manifestazione della volgare inintelligenza circa le cose della politica è la petulante richiesta che si fa dell’onestà nella vita politica, l’onestà politica non è altro che la capacità politica”.

Uomini onesti e disonesti
Aristotele, Croce e Bobbio (da cui ho tratto parecchi spunti qui riportati) non hanno considerato, nelle loro elucubrazioni, “l’italianità”. Quando si tratta di curare i propri malanni o sottoporsi a un’operazione chirurgica, nessuno chiede un onest’uomo ma tutti chiedono e cercano e si procurano medici e chirurghi, onesti o disonesti che siano, purché abili in medicina o in chirurgia mentre, nelle cose della politica, si chiedono, invece, non uomini politici, uomini cioè che sappiano fare il loro bravo mestiere di politici, ma onest’uomini.

Le condotte immorali…

La presunzione che l’uomo politico che si lascia corrompere abbia anteposto l’interesse individuale all’interesse collettivo, il bene proprio al bene comune, la salute del proprio io e della propria famiglia a quella della patria e ciò facendo sia venuto meno al dovere di chi si dedica all’esercizio dell’attività politica, e abbia compiuto un’azione politicamente immorale, contrasta con, ripeto, l’italianità. Quanti di noi, e chi mi conosce sa quanto mi costi associarmi al termine “italiano”, hanno dichiarato un’età diversa del proprio figlio per ottenere un biglietto ridotto, quanti hanno saltato la fila, lavorato in nero, chiesto all’amico infermiere di anticipare esiti o esami, hanno o si sono fatti raccomandare dall’amico politico di quartiere,  si sono messi in malattia per andare in vacanza, hanno accettato per i propri figli il doping nello sport,  hanno votato uno sconosciuto in cambio di favori mai ricevuti, non hanno pagato il biglietto del treno, non hanno ridato il resto ricevuto in più, percepiscono a 70 anni pensioni da 20 anni.

L’etica che ci parifica…

 

Forse che queste non sono condotte immorali?  Quanti di noi, probabilmente presi inconsciamente dal rimorso, si spacciano per “buonisti” accettando i miliardi di euro spesi per l’immigrazione e non pagano l’euro del parcheggio del proprio comune quando vanno a bere il caffè non pensando al danno che stanno facendo al proprio territorio? L’etica della cadrega ci parifica tutti, cittadino e politico eletto dal cittadino e ben seduto su una cadrega che lo stesso cittadino non ha nessuna intenzione di toglierli da sotto il sedere perché fortemente colluso.  Ogni territorio ha la classe politica che si merita e se questa non ci soddisfa, l’unica soluzione è alzarsi, noi per primi, e cambiare il paese. Chi è etico scagli la prima pietra.

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

Leave a Comment