L’estate caliente della debole Italia, sotto attacco della speculazione

di GIORGIO CALABRESI

Rischia di essere un’estate davvero calda, quella dell’Italia esposta alla speculazione. Perche’ lo scudo europeo anti-spread di fatto esiste, ma finche’ il nostro paese e soprattutto la Germania non avranno ratificato il trattato per il fondo salvastati permanente Esm, le risorse saranno limitate al centinaio di miliardi rimasti in dotazione allo Efsf. In piu’ la Cancelliera Merkel e’ tornata a martellare sul rigore: ”non avranno chance” ha detto alla tv tedesca ”tutti i tentativi di chiedere solidarieta’ senza alcuna contropartita”. E se il presidente dell’Eurogruppo, Jean Claude Juncker, parlando con lo Spiegel, ha affermato che ”nessuno” dei 17 leader di Eurolandia ”si aspetta che l’Italia possa aver bisogno di aiuti”, ha anche ricordato che ”se richiedesse un salvataggio dovrebbe sottoporsi alle regole di supervisione esistenti”. Un’idea, quella di non ammorbidire i controlli congiunti sulle politiche dell’Eurozona, che la Merkel ha legato anche al salvataggio delle banche spagnole ”garantito dal governo”. Unica apertura all’ ottimismo, quando ha concesso che ”si e’ sulla buona strada” e ”si e’ fatto piu’ negli ultimi mesi che negli anni precedenti” per risolvere la crisi.

Un altro passo nella infinita e improbabile marcia sara’ fatto venerdi’ prossimo quando i ministri delle finanze dell’ Eurogruppo, probabilmente in videoconferenza, daranno l’approvazione formale al ‘memorandum d’intesa’ con le condizioni per la ricapitalizzazione delle banche e la ristrutturazione – con un programma che si concludera’ in 12 mesi – delle banche spagnole.

Il declassamento di Moody’s ha pero’ fatto suonare i campanelli d’allarme per l’Italia e per le ”tensioni” che in agosto potrebbero far scattare la necessita’ di calmierare lo spread perche’, come segnalato ieri da Leonardo Domenici, relatore del Parlamento Ue per la riforma del rating, ”hedge fund e banche azioniste delle agenzie hanno mire ribassiste”. Nei palazzi delle istituzioni europee negano la nascita di una ”task force” anti-spread, ma si da’ per scontato il contatto tra le cancellerie per reagire alle possibili emergenze estive. E’ in questo scenario che potrebbe essere usato lo scudo, che comunque non scatterebbe automaticamente (lo stato deve richiedere l’intervento e dimostrare di essere adempiente, dopo una valutazione della Bce e l’approvazione dell’Eurogruppo, scatterebbe il ”monitoraggio” Bce-Commissione) ne’ gratuito. Soprattutto rischia di avere risorse troppo limitate di fronte a un debito da quasi 2.000 miliardi come quello dell’Italia. Fino alla ratifica dello Esm da 500 miliardi, solo quanto resta dello Efsf (dei 440 miliardi iniziali, 130 sono stati impegnati per la Grecia, 85 per l’Irlanda, 80 per il Portogallo e fino a 100 per la Spagna). L’avvio operativo del fondo salva-stati permanente e’ teoricamente slittato al primo agosto, ma e’ legato alle ratifiche parlamentari. Il premier Monti ha chiesto il via libera prima della pausa estiva dei lavori. Piu’ complessa la situazione in casa Merkel, dove – prima che il trattato possa essere portato davanti al Bundestag – la Corte Costituzionale di Karlsruhe dovra’ esprimersi su migliaia di ricorsi che ne mettono in dubbio la costituzionalita’.

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