Lerner: Maroni? L’Andreotti della Lega

maronimigliodi GAD LERNER – Con impareggiabile faccia di tolla Roberto Maroni ha elogiato i magistrati che hanno arrestato il suo braccio destro Fabio Rizzi, contro il quale -parole sue- “sono emerse prove schiaccianti”. Cosa volete che sia per il governatore lumbard calpestare il cadavere (politico, si fa per dire) di un altro dei suoi uomini? La carriera politica di Roberto Maroni, che lo portò nel lontano 1994 al Ministero degli Interni e da allora gli ha fatto attraversare tutte le stanze del potere romano e milanese, è disseminata di cattive compagnie e scheletri nell’armadio. Maroni è a pieno titolo l’incarnazione leghista di Giulio Andreotti, di cui ha ereditato perfino la maschera facciale e il sorriso sornione. Lui è informatissimo, non gli mancano le dritte dei servizi segreti e le relazioni trasversali nell’establishment, però non si accorge mai dei mascalzoni che si porta a fianco. Salvo poi cascare dalle nuvole, dichiararsi “molto incazzato” e impugnare la ramazza per fare fuori i suoi avversari interni e guadagnare altro potere. Un giochino che va avanti da ben oltre un ventennio. Non lascia mai un posto senza essersene procurato un altro. Galleggia nelle trame di potere lasciando che gli altri si usurino. Basta guardare come si comporta con Salvini: lo manda avanti confidando che si brucerà da solo. Lui, vecchio dinosauro, coltiva i suoi rapporti -da Berlusconi a Maurizio Lupi- e pensa così di sopravvivere.

La mia speranza è che a questo punto anche i suoi compari leghisti si siano accorti del metodo andreottiano grazie cui è sopravvissuto perfino a Umberto Bossi.
Andreotti diceva che il potere logora chi non ce l’ha. Ma stavolta è interesse di tutti prendere atto che l’eterna stagione dell’astuto Maroni volge ingloriosamente al termine. Perchè non si decide di andare a casa con le sue gambe?

P.S. In questa antica fotografia Roberto Maroni è ritratto al fianco di Gianfranco Miglio, una vita fa. Alle sue spalle s’intravede il compianto Guido Passalacqua, bravissimo giornalista di “Repubblica”.

da http://www.gadlerner.it/

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7 Comments

  1. Ric says:

    Oserei sommessamente far notare , sperando di evitare censure da stizzite reazioni uterine , quale sia di grazia la recondita ragione per la quale si raccoglie tutta ma proprio tutta la bava ed il livore di codesto paladino del giornalismo che come un fulmine al ciel sereno elargisce iperbolico precipitato in nobiltá d’animo mostrando come non mai di possedere stimmate d’aulico e disinteressato idealista ; et ad onor del vero giammai incline alle bassezze di veri e propri agguati mediatici come altri paladini suoi omologhi integerrimi difensori e martiri come Santoro che per far trionfare vere libertá , tanto vilipese e negate dalle bassezze che l’esercizio di potere dei cattivoni razzisti della risma di Bossi et Berlusca capaci di ogni nefandezza …..
    Neanche a farlo apposta il prode , guarda caso, con altrettanto spirito empatico mostra per coloro, udite udite , che da valoroso giornalista senza appoggi e santi in paradiso , ha fieramente combattuto quando avevano il vento in poppa ma , che ora , riconosce l’onore delle armi . Tutto ciò per aver stanato l’autentico deus et machina che nei meandri più oscuri tramava e trama con malvagitá della risma di ndrangheta e perchè no dei soliti servizi segreti deviati , barbaritá , ciniche strategie pro domo sua da far raccapponare la pelle , traditore senza ritegno di amici e benefattori cotanto da incorrere negli strali moraleggianti degni del peggior girone dantesco.
    Se in Maroni trionfa la mediocritá dell’arrivista senza infamia e senza lode non è motivo sufficiente per vigliaccamente colpire alle spalle in perfetto Stalin style da intellighenzia sinistrorsa , questo sì , vera sconfitta impotente e” immoralista”della storia che vorrebbe , a quanto pare con successo grazie al cavallo di Troia , mettere nel sacco per sopraggiunto limite di frustrazione mal incanalata l’intronato indipendentista di turno . Semplicemente non la beviamo . Auguroni.

    • Stefania says:

      ….”sperando di evitare censure da stizzite reazioni uterine”. Stia tranquillo, non ho più l’utero. Solitamente ragiono con la testa, ma evidentemente la stima che lei nutre nel giornalismo firmato al femminile (ancora si fanno queste distinzioni?) dice tutto sulla sostanza del commento. Quanto a Lerner, per fortuna non appartengo alla categoria dei talebani e non distruggo chi è diverso da me. Dio ci scampi e liberi, diceva Popper, da chi vuole sempre aver ragione. Auguroni.

  2. Fil de fer says:

    Il compianto prof. Gianfranco MIglio era veramente l’ideologo della Lega Nord, ma quando Bossi, Maroni e qualche altro dirigente leghista si accorsero che aveva idee molto più avanzate delle loro piccinerie che oggi possiamo chiamarle così, lo buttarono fuori e Miglio se ne andò quasi fosse diventato una peste per la LEGA.
    Da questo particolare si deve desumere che i dirigenti della LEGA NORD sono tutti degli opportunisti e che oggi se non ci fossero i clandestini e gli immigrati profughi non saprebbero che pesci pigliare.
    Quando erano al governo cosa mai hanno fatto ???
    Noi Veneti li consideriamo dei traditori della nostra causa e anche quella della fantomatica PADANIA LIBERA, tanto che adesso si parla di cambiare perfino l’art. 1 dello statuto. Meglio che lo facciano così almeno si chiarisce che razza di persone sono.
    Prendono in giro anche i loro fedelissimi che credono ancora nella PADANIA LIBERA, che è ancora occupata………….
    A casa queste capre senza ritegno né onore !!!!
    WSM

  3. gl lombardi-cerri says:

    Che il politicamente plurifallito Gad Lerner abbia ancora il coraggio di parlare, batte di diverse lunghezze la tolla di maroni.

    • Stefania says:

      Questa volta dissento con te, Gianluigi. Vorrei essere anche io una plurifallita come Lerner per come ha centrato con lucidità la questione. Sottoscrivo la sua analisi e altre letture che ha fatto della politica padana, in cui ha saputo distinguere i politici di razza dagli avventurieri.

      • Stefania says:

        Nel pezzo “L’onore delle armi al Bossi furioso”,Lerner sul suo blog commentava così il congresso che incoronò Maroni successore di Umberto. “Bossi se ne mangia dieci di Maroni. Pure nel giorno della resa ha voluto ricordargli che la Lega è sua, e se gliela consegna a malincuore come nell’apologo di Re Salomone e delle due madri che si contendono un figlio, lo fa solo per amore della creatura da lui generata. Al suo cospetto, il nuovo segretario che ha parlato il triplo dicendo un decimo, pareva un modesto burocrate. Bossi non sa neanche dove stia di casa la separazione fra il partito e la sua persona, per questo non considera rubati i soldi pubblici usati per la famiglia. Semmai ha lanciato l’accusa più dura: come mai chi disponeva di relazioni dei servizi segreti (cioè il ministro degli Interni, tale Roberto Maroni) non l’ha avvertito, se il tesoriere leghista risultava legato alla ‘ndrangheta?
        Non ha ceduto di un millimetro neanche il giorno per lui più difficile, a dispetto della menomazione che gli rendeva difficile l’eloquio s’è fatto capire benissimo anche da chi non voleva capire. Ha minacciato una scissione impossibile, ha protestato contro lo statuto approvato in fretta e furia con dentro delle fregature a lui riservate, se n’è sceso dal palco con l’ultima parola troncata che era un inequivocabile: “purtroppo”. Non ci parlo a tu per tu ormai da molti anni. L’ho lealmente criticato per un quarto di secolo di fila. Ma oggi lo saluto con rispetto”.

      • gl lombardi-cerri says:

        Cara Stefania,
        per emettere un corretto giudizio negativo su Maroni non sono necessarie 12 lauree:
        Il guai è dovuto al fatto che il Gad continua a parlare nonostante i suoi precedenti politici.

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