L’Eredità Celtica Origini e Antropologia dei Popoli Cisalpini. Il libro di Stefano Spagocci

spagocci eredità celtica

I Celti, di solito associati a paesi quali Irlanda, Scozia, Galles e Bretagna, sono alla radice di gran parte delle nazioni europee. La presenza celtica in parte dell’Italia settentrionale è altrettanto autoctona quanto quella in Iberia, Europa centrale e Isole britanniche. Dopo le invasioni storiche del IV sec. a.C. tutta l’Italia settentrionale, e parte dell’Italia centrale, fu abitata da popolazioni celtiche o celtizzate. Un tale dato, tuttavia, è quasi sconosciuto al grande pubblico. In questo lavoro l’autore, sintetizzando un suo venticinquennale lavoro di spoglio della letteratura archeologica e antropologica, ha voluto rendere giustizia ai Celti cisalpini, delineandone un ritratto antropologico in senso genetico, fisico e culturale. Ciò allo scopo non solo di conoscere meglio questo insieme di popoli ma di capire quanto di loro sia rimasto nell’antropologia dei popoli cisalpini.

Se dal punto di vista genetico, con una lunga serie di precisazioni riguardo all’aggettivo celtico dalla quale l’autore non rifugge, si può sostenere l’origine celtica, prevalentemente celtica o in parte celtica degli abitanti di buona parte dell’Italia settentrionale, dal punto di vista culturale il discorso si fa più complesso. Per questa ragione un’attenzione particolare è dedicata alle dinamiche della romanizzazione, giungendo alla conclusione che molto di celtico, nonostante tutto, sia rimasto in Italia settentrionale. Una certa attenzione è dedicata anche a quei popoli germanici (Goti e Longobardi) che nell’Alto Medioevo calarono in Italia e che molto hanno lasciato ai popoli cisalpini, soprattutto dal punto di vista dell’antropologia culturale, senza peraltro dimenticare gli altri apporti all’ethnos cisalpino.

Stefano Spagocci, L’eredità celtica. Origini e antropologia dei Popoli cisalpini, Press&Archeos, Firenze, 2019, Euro 16.

Per informazioni e acquisti: www.pressandarcheos.com.

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

4 Comments

  1. Wandi Guidolin says:

    Caterina, la Vandea non c’entra nulla. Cercate Veneti e/o Eneti e trovate molte fonti di informazioni, a parte alcuni testi che alcune editorie hanno. La centuriazione romana non c’entra, i Veneti erano abili costruttori di navi e navigatori ed aiutarono i romani in molte battaglie, ed aiutarono i romani in molti altri settoti. Gli Eneti arrivarono sino al nord ovest della Francia ed erano contemporanei ai Celti. Ricordo che tutte le strade portano a Roma tranne una che insisteva su un tracciato molto antico: Liguri e Veneti ebbero scambi commerciali sin dall’antichità.

  2. Wandi Guidolin says:

    Il sig. Spagocci sbaglia, i Veneti derivano dagli Eneti, ed arrivarono sino al nord-ovest della Francia. Gli eneti erano esperti nel costruire barche a chiglia tonda adatta a paludi, ed erano bravi in molte discipline. I veneti erano contemporanei ai celti gallici e non, e non subirono alcuna influenza dai romani tanto che aiutarono i romani in varie occasioni. La faccio breve sebbene la loro storia sia molto importante. Pure Plinio ne parlò.

  3. Stefano Spagocci says:

    Mi perdoni ma riguardo alle origini dei Veneti lei si sbaglia. I Veneti, come tutti i popoli indoeuropei, non provengono da nessuna parte! Dall’area delle steppe provenivano piuttosto gli Indoeuropei che poi, allontanandosi dalle loro sedi originarie, si differenziarono linguisticamente ed etnicamente, mantenendo però traccia della loro comune origine. Tra questi vi furono i futuri Veneti che però Veneti divennero quando giunsero nell’attuale Veneto, anzi lo diventarono progressivamente. Prima di allora vi erano parlanti Protoindoeuropeo, poi parlanti Protoitaloceltico, poi eventualmente parlanti Protoitalico (ammesso che la famiglia italoceltica sin dall’inizio non si sia divisa in protoitalica, protoceltica, protoligure, protovenetica), poi di parlanti Protoveneto che progressivamente, giunti nell’attuale Veneto, acquisirono una fisionomia tale da poter essere considerati etnia a sè. Aggiungo (anche se la cosa non le piacerà) che i Veneti erano descritti come poco distinguibili dai Celti se non per la lingua, che il Veronese e il Bellunese divennero celtici dopo il IV sec. a.C., che nel Bronzo finale e prima età del Ferro i Veneti furono incineritori (quindi parte, seppur con caratteristiche proprie, della cultura dei Campi d’Urne, una delle componenti dell’ethnos celtico), che già prima del IV sec. a.C. in Veneto vi fu un’influenza celtico-halstattiana, che anche nel Veneto non celtico dopo il IV sec. a.C. vi fu una determinante influenza celtico-lateniana (tant’è che alcuni noti archeologi considerano i popoli non celtici della Padania, del Piceno, dell’Iberia e dei Balcani come espressioni di una comune cultura lateniana, comprendente anche i Celti veri e propri).

  4. caterina. says:

    I Veneti invece originariamente parlando non sono celtici ma provengono dalle zone orientali rispetto al mar Caspio per spostamenti verso ovest, cioè dove tramonta il sole, di popoli almeno due-tremila anni a.c. dividendosi verso poi a sud verso le attuali Venezie, e un’ondata proseguendo lo spostamento fino all’atlantico nelle zone che poi si chiamarono Vandea…infatti è rimasta la traccia comune nel nome…Dove tramonta il sole ha sempre incuriosito l’antichità… Si accenna alle cavalle venete in autori greci antichi che ne magnificarono le qualità eccellenti….chissà come mai, ma il mare allora metteva in contatto i popoli che vi si affacciavano…reperti di antichi villaggi veneti sono stati trovati nelle pianure venete… non erano ancora ben regimentati i fiumi e lungo il Piave comunque e nelle zone prealpine si trovarono reperti di vasi e bronzi con raffigurazioni di vita familiare…nella bellissima mostra Venetiks di qualche anno fa a Padova erano visibili… Poi arrivarono da queste parti i romani cui si deve la centuriazione dei territori, per insediamenti come ricompensa dei soldati e siamo allora nei primi due.tre secoli a.c.… Questo e tanto altro lessi in un testo di cui ora mi sfugge il titolo…

Leave a Comment