LEONI, E’ VECCHIO DECREPITO O RACCONTA BALLE?

di TONTOLO

Che Giuseppe Leoni sia il vero capo della Lega lo si sente raccontare in giro per i bar da un bel pezzo. Finora si è tenuto defilato, controllando tutto da dietro gli armadi della sacrestia come fa il prevosto del mio paese. Adesso che nella Lega c’è un po’ di casino però ci si mette lui a riportare ordine, proprio come fa il prevosto quando noi in paese beviamo un po’ e litighiamo di calcio.

E  il Leoni lo fa da buon paolotto con “pensieri, parole ed opere”. Tutti i venerdì ha una trasmissione su Radio Padania dove fa le sue omelie. Di solito si dedica a indebolire l’Italia massacrando la sintassi della sua lingua ufficiale, ma da un po’ di settimane ha deciso di spiegare a tutti cos’è davvero il federalismo, perché – dice – in giro c’è un po’ di confusione. Lo fa citando i suoi maestri: Don Raffaele, l’architetto Vermi, padre Sala e il professor Zampetti, uno che Jefferson e Miglio non gli fanno un baffo. Tutta gente con cui ha fatto seminari e libri, più seminari che libri in verità. Non basta, il Giuseppe ha anche scritto dei testi fondamentali da distribuire ai militanti, dove spiega cos’è davvero il federalismo, altro che balle! Lo fa in parole povere, che tutti capiscono. E racconta le sue esperienze, e a un certo punto scrive: «Alla fine del secolo scorso, avevo assistito ad una conferenza del sociologo Ernest Renan il quale in un celebre discorso esclamò “Le nazioni non sono qualcosa di eterno, come sono cominciate finiranno e la confederazione dei popoli di tutto il mondo le sostituirà”».

Io so poco chi sia questo Renan ma doveva essere uno con le palle, uno che l’ha tirato su bene il Giuseppe. Poi l’ho raccontato al bar e qualcuno mi ha detto che il Renan è morto da un pezzo, da ben più di cent’anni. Allora mi è venuto da chiedermi: o il Leoni è più vecchio di quel che sembra e li porta bene – diavolo di un senatore! – , oppure ha studiato la storia con l’Umberto alla Radio Elettra. Certo, non mi passa per l’anticamera del cervello di pensare che uno pio e devoto come lui possa copiare i compiti.

 

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6 Comments

  1. Unione Cisalpina says:

    ahahahahahahahah … il leone in martingala … padrone di RadioPanzanaLibera… del Logo Lega … etc. insomma un sant’uomo… benemerito …

  2. luigi bandiera says:

    Per quanto decrepiti i vecchi non raccontano mai palle o balle.

    Sono prese per palle o balle dai giovani perche’, loro, cioe’ i giovani, ne vogliono raccontare di nuove per farsi avanti..??

    Infatti, l’homo, senza le palle, non va avanti..!

    Smentitemi… se avete il coraggio.

    Merrrddd

  3. ggiusepp says:

    L’ultima volta che l’ho incontrato, e che era ben prima che l’attuale legge elettorale permettesse all’Umberto di riportarlo nel parlamento romano, stava cercando di sistemare i casini che c’erano nella ribelle Sezione Provinciale di Varese. Si aggirava come un leone per la sezione predicando a tutti le bellezza del pensiero unico come un novello Pol Pot e cercando adepti per riorganizzare il movimento per favorire il candidato bossiano.

    I casini di allora riguardavano solo un certo Dario Rizzi (adesso senatore) che voleva fare a tutti i costi il SEGRETARIO PROVINCIALE e che non riuscendoci ha organizzato in proprio le PRIMARIE di Vergiate.

  4. Giovanni Airola says:

    Il Senatore Giuseppe Leoni era solito venire a Torino, la domenica, per incontrare il devoto gruppo di cattolici padani in una chiesa di via Garibaldi. Un bel giorno scomparve,in coincidenza con l’installazione ai vertici della Lega piemontese,senza congressi,nè assemblee,di coloro che si scopriranno poi costituire il cerchio magico di Gemonio e Belleria. Ai devoti non venne fornita alcuna spiegazione.La loro sede si esauri’. Il nutrito gruppo di giovani cattolici si disperse. Le sedi dei militanti fondatori del Movimento vennero chiuse. I Militanti non elettori di Cota e segreteria ,sporificata, D si videro provati della Tessera.Del Sen.Leoni non si seppe più nulla:Alcuni lo ricordavano trasvolatore dei cieli di Roma il giorno della marcia della Lega, come D’annunzio su Vienna, ma in modo meno glorioso. Non ci risulta che il Sen sia stato un sostenitore accanito del Federalismo : che abbia mosso un dito a difesa del privilegio di avere nella compagine il Prof.Miglio, offeso dalla volgarità di Bossi ed eliminato per la sua incomparabile statura politica.

  5. Pao says:

    Caro Tontolo, sei sempre più forte!
    Ernest Renan é un filosofo francese del secolo scorso-scorso (nato nel 1823 morto nel 1892), uno dei filosofi preferiti dall’ottimo Professor Ettore A. Albertoni e pluricitato dal medesimo esimio Professore durante le sue pregievoli lezioni di Storia delle Dottrine Politiche all’Università degli Studi di Milano. Il pregio di questo pensatore é nell’essere stato federalista: “la nazione é un plebiscito quotidiano”, diceva. Orbene, c’é da rimaner basiti da quello che Tu riferisci riguardo quello che il Leoni avrebbe scritto: cioé di avere incontrato il Renan! Ma dai!. Probabilmente il Renan a cui si riferisce il Leoni é un altro, altrimenti non si spiega.
    Comunque il Leoni ha dedicato l’ultima trasmissione dei cattolici padani su radio padania al tema della necessità che i militanti imparino che cos’é il federalismo “perché c’é tanta confusione in giro”; il Leoni invece dice di essersi documentato, di avere studiato, di avere incontrato dei “maestri” che gli hanno permesso di conoscerlo ed é per questo che oggi lui lo può “divulgare”.

    • luigi bandiera says:

      Scusa Pao, ma perche’ ti, vi attaccate sempre a quello che dissero gli altri.

      Dite la vostra… senza citare quella degli altri. Specie i passati.

      Rarissimamente cito altri e se lo faccio e’ per cantare come:

      NIENTE DI NUOVO…
      SOLO L’AFFITTO PER ME… (Zucchero):

      Poi non vorrei sempre ripetere che la mia dice cosi’ o cola’..!

      Insomma, la vostra che KAX DICE..??

      Sin salabinladen… la dice lunga, o no..?

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