Legittima difesa, un tanto al chilo a seconda del giudice di turno

SPACCIOdi MARCELLO RICCI – “Vi sono momenti, nella Vita, in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo. Un dovere civile, una sfida morale, un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre.Oriana Fallaci”
« La sofistica, attraverso la critica della nozione di verità sfocia nel più radicale relativismo. Non solo non esiste una verità assolutamente valida, ma l’unico metro di valutazione diviene l’individuo per ciascuno è vera solamente la propria percezione soggettiva. Analogamente tale visione relativistica del mondo viene applicata al campo dell’etica.  Non esistono azioni buone o cattive in sé; ciascuna azione deve essere valutata caso per caso. » 
(Fabio Cioffi, I filosofi e le idee)
Il relativismo etico, teorizzato dai sofisti, rifiuta l’esistenza di principi immutabili nel comportamento morale.Vi sono persone, meglio dire personaggi, che in modo sintetico, lapidario, hanno fotografato realtà a cui è impossibile sottrarsi. Ne consegue che principi, leggi, regolamenti restano tali se accettati. Il cittadino di uno dei 54 siti africani che una ragione  si trova in un altro continente e continua a ragionare e comportarsi secondo i suoi principi è nel diritto di farlo, applicando il relativismo. Non è l’idea strampalata di chi scrive, ma principio consolidato da sentenze di alcuni magistrati di questo Paese, fortunatamente una minoranza.


I magistrati, a volte,  possono commettere errori e per questo esistono tre gradi di giudizio, anche gli errori hanno una loro ragione. Un magistrato , il dott. Tizio incontrò un adolescente in un cinema e nel bagno dello stesso “consumò” un rapporto sessuale. Venne prima sospeso poi riammesso in ruolo con progressione di carriera, altro magistrato, Clementina Forleo,  assolse due terroristi qualificandoli patrioti, un altro magistrato in questi giorni assolve uno spacciatore e praticamente lo autorizza allo spaccio perché quella è l’unica attività che  permette al reo di vivere…Nel 1988 il giudice milanese Guido Salvini, confuse terroristi con patrioti e  altri casi possono essersi verificati.. 
L’errore contrario di imputare chi salvaguarda la legalità  è rarissimo. Mai dire mai, quella corrente del pensiero filosofico, la sofistica, dal V sec. a. Cristo, è arrivata a conquistare alcuni magistrati di questo Paese.


Chi ha agito in difesa dei clandestini, ha probabilmente ragionato da clandestino  calandosi nella loro  cultura, storia e realtà. Che esistano delle zone d’ombra lo attestano le dichiarazioni dell’ex prefetto di Padova Patrizia Impresa, ma non è indagata. Sembrano prevalere i diritti di chi arriva su quelli di chi accoglie.
E’ lecito desiderare di non essere ammazzati, feriti, stuprati, derubati, aggrediti, infettati, offesi da chi ha deciso di trasferirsi in casa d’altri? 
Di questo passo, si dovrà tenere nel giusto conto, a quali principi etici, culturali, religiosi, giuridici, si uniforma quel milione di clandestini che liberamente circola sulla penisola geograficamente catalogata Italia. 
Mala tempora currunt sed peiora parantur.

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