Legittima difesa, l’eccesso è lo Stato che non c’è

tribunaledi MARCELLO RICCI – Ad ogni azione corrisponde un’azione eguale e contraria; è un principio della fisica, che non è trasferibile nella vita quotidiana. E’ indubbio che nel vivere civile non c’è posto per il biblico occhio per occhio, dente per dente. Difendersi  tuttavia è una necessità primaria stante che  furti e rapine  aumentano con ritmo geometrico. L’offesa non può essere pretesto per una difesa che supera il limite.

Una  ragazzina zingara, borseggiò a Roma un  robusto turista americano, questi l’agguantò e le spezzò volutamente il braccio. Non c’ dubbio che la reazione eccessiva  degenerò nel reato di lesioni . Un piccolo furto e delle serie lesioni fisiche. Il ferimento di un’adolescente non trova giustificazione nella tentata sottrazione del portafoglio. Nel caso che qualcuno s’ introduca nella casa altrui il discorso cambia. Prima di tutto l’intrusione in una casa  è indice d’ intenzioni delittuose di cui non si conosce il limite.
Certamente lo stato di bisogno mai può giustificare la rapina. Le cronache raccontano che la consegna di denaro e gioielli molto frequentemente non ha posto le vittime al riparo da percosse, a volte mortali. Frequentemente c’è una differenza di età e di vigore fisico tra rapinatori e  vittime. Queste ultime non sono in condizioni di conoscere il limite dell’offesa. Nel caso che le vittime siano legalmente in possesso di armi, hanno il pieno diritto di usarle. Chi detiene legalmente le armi da fuoco ha superato una serie di esami che garantiscono la capacità di usarle . Sarebbe assurdo acquistare un’arma, fare tutto quello che occorre per ottenere il porto d’armi e non usarla poi per proteggere l’incolumità propria e altrui.

E’ ovvio che ove ci sia tempo e distanza prima di colpire l’intruso si debba sparare in aria, ma se c’è un pericolo incombente si spara per difendersi. Generalmente gli aggrediti sono persone in età matura, mentre gli aggressori hanno un ottimo vigore fisico. Sono sempre  momenti difficili dove il tempo è determinante, non c’è spazio per colloqui o per meditazioni.

Rari sono i casi di eccesso di legittima difesa, sono più frequenti le strumentalizzazioni della stessa, spesso dettate da motivazioni politiche o per delegittimare le forze dell’ordine.  Chi ricorda il caso del carabiniere ausiliario Mario Placanica? Aggredito, in stato di grave pericolo sparò forse non per uccidere, ma l’aggressore ci lasciò la vita.  Placanica non è un eroe, non è un assassino, ebbe fondati timori per la propria vita e si difese. Fu processato, sbattuto sulle prime pagine di certa stampa e poi prosciolto per aver agito per riconosciuta legittima difesa, ma dopo essere stato psicologicamente distrutto.

E’ storia. In un paese dove lo stato non c’è, eccessi di legittima difesa  sono evenienze rarissime. Per convincersene è sufficiente
guardare oltre confine, in Svizzera, ove i crinali sono mosche bianche. In una fase storica dove la criminalità spadroneggia, parlare a sproposito di eccesso di legittima difesa, equivale a fornire un’ulteriore sponda alla criminalità per un suo ulteriore incremento.

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One Comment

  1. luigi bandiera says:

    I vari discorsi in TV mi hanno deluso.
    Non ci siamo, nemmeno sul rispetto della loro carta piu’ bella del monno.
    Scrivevo: l’intellighenzia e’ malata. MOLTO MALATA ripeto oggi.
    Ma se scambiano ruspe e trattori per carri armati…?
    Vedono camice di un colore nemico in tanti casi.
    Processi per una manifestazione di un pensiero.
    Non ci siamo proprio: dovrebbero provare per credere e non spacciarsi per sapientoni e fare discorsi idioti.
    Uno che cade in acqua e non sa nuotare (il nonno in camera da letto) tenta di aggrapparsi a qualsiasi cosa pur di non annegare. In questo caso, del nonno, prende la pistola o il fucile che pesano poco e fanno tanto..!
    .
    E’ in casa sua non in piazza..!
    .
    Chi entra in casa e’ un potenziale torturatore e o assassino..!
    Punto.

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