Leggi fiscali, la cultura mediterranea delle furbate con furto

di GIANLUIGI LOMBARDI CERRIBUROCRATI

Siamo in piena CAMPAGNA FISCALE ! Le dichiarazioni ed i documenti inutili si sprecano e non solo i miseri contribuenti non ci capiscono più niente , ma cominciano ad avere dubbi ed incertezze anche i più esperti commercialisti .

Ciononostante tutti gli statali addetti al fisco continuano imperterriti ad inventare complicazioni inutili e stupidaggini, come se il loro unico compito fosse proprio quello. O forse lo è?

L’importante è che continuino a godere di stipendi e privilegi a non finire.

Ho fatto una invidiabile carriera nel settore dell’industria e alla luce delle esperienze mie e altrui vorrei proprio conoscere gli inventori delle regole fiscali (e non solo di quelle )

Perché di regole ne ho lette a migliaia, ma di così pazze, mai. Vorrei conoscerne qualcuno per riuscire ad inquadrarli sotto l’aspetto cultural-psicologico degli autori. Sono però già sin d’ora in grado di abbozzarne un primo, grossolano,  profilo degli “inventori”:

-scarsa cultura generale (basta vedere l’italiano con cui sono scritte le suddette regole)

-esperienza del mondo del lavoro (quello vero, quello nel quale chi sbaglia paga): zero (infatti non pagano mai niente, mentre sbagliano spesso)

-esperienza organizzativa : zero. (è sufficiente vedere lo stato organizzativo dell’Italia per avere una superprova).

Pensate che hanno inventato il modulo precompilato della dichiarazione dei redditi, modulo rivelatosi subito una ciofeca, modulo che avrebbe dovuto permettere a contribuenti di scarsa esperienza fiscale di compilare la propria dichiarazione dei redditi senza commettere errori.

Anche nei minimi dettagli si rivela una inguaribile insipienza. Esempio: sui moduli IMU, TASI, ecc. riuscite a vedere il nome della Tassa? Dico il nome e non il Codice, talchè il CS (Cittadino Semplice) deve ricorrere ad un esperto per decodificare il “segreto”.

E poi cresce a vista d’occhio l’articolazione delle tasse in mille rivoletti.

Siamo d’accordo che, gira, rigira le tasse si dividono in tre settori: tasse sul reddito, tasse sul capitale e tasse sui consumi nei quali settori è concepibile una qualche variante ad hoc.

Ma in Italia l’intero pacco fiscale è costituito da varianti!

Manca solo che inventino la TSPS ( Tassa sui portatori di scarpe) ed il quadro si completa. Perché tutto questo?

Ho un’idea interpretativa al proposito. Nel DNA dei burocrati alligna la mentalità del magliaro che si ritiene furbo e che si articola così: “Fino a che posso aumento le tasse canoniche. Dopo, dato che io sono furbo, mi metto nella condizione che tu non possa dire che ho fatto un aumento generalizzato.

Infatti invento nuove fonti di introito che colpiscano una più o meno ristretta fascia di persone che saranno le sole a lamentarsi”.

Il trucco consiste nel fatto di cambiare sistematicamente le fasce colpite in modo che non si creino (almeno lo pensano) convergenze di interessi.

E la millenaria cultura mediterranea è concentrata tutta lì! In un insieme di furtarelli o ritenuti tali) e di furbate (ritenute colpi di genio finanziari).

Ciliegina sulla torta è che ognuno di questi magliari vuole attribuirsi il merito di aver inventato qualcosa, talchè norme e disposizioni si moltiplicano senza che nessuno si preoccupi di verificare se sono ridondanti o addirittura contraddittorie.

Alla faccia della rigida definizione per la quale “non è ammessa l’ignoranza della Legge”! A completamento del quadro relativo all’incapacità gestionale di quei….. che ci governano. Il governo X ha deciso di bloccare l’adeguamento delle pensioni.

La consulta decide di togliere tale blocco perché “incostituzionale”.

Ma i signori, che navigano tutti sulla stessa barca, prima di prendere una decisione grave, non si consultano mai tra di loro onde evitare retromarce costose (per noi e non per loro) ?

Vedasi il blocco dell’ adeguamento delle pensioni al variare dell’inflazione. Per tale argomento la Consulta ha considerato “costituzionale” la retroattività, mentre per gli aumenti agli stipendi dei dipendenti pubblici no. Allora che cavolo di Costituzione è questa che diventa gomma elastica a seconda delle esigenze?

 

 

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3 Commenti

  1. Riccardo Bendotti says:

    Bisogna togliere il sostituto d’imposta, e vedrai che gli italiani riusciranno a capire chi é che stanno mantenendo.

  2. Roberto Porcù says:

    La faccenda è che non si tratta di prelievi a beneficio della collettività, ma di furti ad opera di una associazione a delinquere di stampo politico-burocratico ed il vantaggio per la collettività è un qualcosa che serve solo come motivazione, per quel minimo che serve affinché essa abbia sempre altri bisogni.
    Se i prelievi fossero Tasse, i governanti direbbero : “devi pagare il 20 o l’80 % del tuo reddito” e non ci sarebbe da obiettare ché sono tutti quattrini che tornerebbero a vantaggio degli stessi Cittadini.
    Invece l’associazione anzidetta, tassa con un rivolo infinito di voci in modo che alcuno si renda conto di ciò che realmente paga ed a ciò aggiunge un rivolo di leggi che fan sì che tutti abbiano a pagare multe e sanzioni varie in modo da incrementare l’alquota globale.
    Di tanto in tanto le voci cambiano e le pseudotasse vengono divise ed aggregate in modo diverso affinché nessuno ci si raccapezzi: le chiamano tasse, ma in realtà sono furti con destrezza.

  3. antonio says:

    A furor di studio a far i conti in tasca agli altri non sanno cosa fanno o fanno finta. Nella mia azienda senplicita di gestione e precisione nel lavoro sono un cavallo vincente ma con una palla al piede come l’azienda burrosauro italia e vanificato. Ragionando con amici con analoghe aziende alla mia fanno fatica a crederci(paesi confinanti) poi pensano paese da terzo mondo. Dopo un po ragionano in via di sottosviluppo. Conplicare la vita con norme demenziali e balzelli vari per quattro giorni che stiamo in questo mondo ne vale la pena? Per un piatto di minestra? Che vadano a guadagnarselo con il proprio sudore e lascino in pace chi lavora onestamente per vivere.

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