Leggi e Parlamento illegittimi, in autunno l’Italia ribollirà

di FABRIZIO DAL COL

Non sarà certo il settimo e ultimo anticiclone subtropicale sahariano a determinare il record delle temperature di calore previsto nelle varie città italiane. Basterà attendere il mese di settembre, quando torneranno i programmi televisivi di approfondimento e i talk show televisivi, per vedere le temperature risalire ancora di più e il ribollire dello stivale. L’autunno infatti farà inevitabilmente emergere evidenti le illegittimità delle leggi, dei decreti e di  tutti quei provvedimenti fin qui assunti da un parlamento e un governo che non possiede quella legittimità popolare necessaria conseguita con il voto. Il rischio è che sia proprio la comunità internazionale ad evidenziare tali illegittimità in quanto le misure legislative illegittime, una su tutte la rinuncia alla sovranità popolare attuata dall’Italia, se non evidenziate prima nel contesto europeo potrebbero poi rivelarsi  ancora più pericolose se utilizzate da altri Stati. Questo perché, in vista della costituenda Europa Politica, diverrà necessaria la rinuncia completa di sovranità popolare di tutti gli Stati e il metodo Italia potrebbe essere preso ad esempio da altri Stati visto che gli stessi oggi sono vincolati da legislature differenti e forse anche insuperabili.

Il capo dello Stato Giorgio Napolitano da tempo ha smesso di invocare l’unità del paese ed è preoccupato che tutto possa sfociare in qualcosa di fuori controllo, così scende nell’agone politico e, travalicando le sue competenze, chiede al premier di fare attenzione all’equità dei tagli previsti dalla spending review e sollecita i partiti ad approvare la legge elettorale prima della fine del mese di settembre. Per questa  e tante altre ragioni, con questo intervento Napolitano fa capire già oggi che l’Italia rischia la sua dissoluzione prima ancora che possa far parte come stato unitario della costituenda Europa politica. I partiti invece si guardano bene dal voler modificare le suddette leggi e così facendo permettono ai vari governi e ai parlamenti Italiani presenti e futuri, di continuare sistematicamente ad alimentari i conflitti tra poteri dello Stato invocando di volta in volta  i rischi di emergenze nazionali, le “ragion di stato”, le sospensioni della democrazia e tutto ciò che possa servire a non modificare nulla, col risultato di finire nella più totale inapplicabilità delle leggi.

Pur di non compromettere le rendite di potere fin qui conseguite e oggi a rischio, i partiti italiani con il loro voto hanno ceduto la sovranità popolare e tradito un principio costituzionale facendo credere agli italiani che l’art. 11 della Carta a cui si è voluto fare riferimento lo permettesse, quando invece come tutti sappiamo il riferimento principe è l’art. 1. La Corte costituzionale tedesca invece è intervenuta subito, e per molto meno, quando il governo federale tedesco ha deciso di approvare leggi discutibili come il fiscal compact e l’EMS, ritenuti una cessione della sovranità popolare del popolo tedesco tanto che, sia il Governo di Berlino che l’intera Europa, ora sono in attesa della sua pronuncia. La Corte costituzionale italiana si è invece distinta attivandosi immediatamente per redimere il conflitto di attribuzione richiesto dal capo dello Stato circa la spinosa faccenda che riguarda i rapporti tra Stato e Mafia, ma a tutt’oggi non ha profferito parola circa la legittimità degli atti legislativi che riguardano le sovranità popolari italiane cedute all’Europa.

In altre parole, le istituzioni europee davanti a scenari di disgregazione politica di singoli Stati, rischierebbero oggi un vero e proprio naufragio se si rendesse evidente la loro complicità nell’ottenimento illegittimo dei requisiti come la rinuncia delle singole sovranità popolari, necessario oggi agli Stati per partecipare all’Europa politica e diverrebbero le vere responsabili della dissoluzione e/o disgregazione degli Stati prima ancora di costituire l’Europa politica.

Non vorrei essere nei panni dei conduttori televisivi che a breve dovranno iniziare i loro programmi. Dovranno infatti decidere se ospitare i politici pronti a tutto pur di avere una visibilità in vista delle prossime elezioni politiche, commettendo a mio parere il più grave degli errori in quanto, sarà molto difficile che possano mantenere alti gli ascolti. Se invece, come spero, si affideranno a persone capaci e in grado di far capire ai cittadini/spettatori ciò a cui devono far fronte, avranno almeno reso un buon servizio pubblico e dimostrato per la prima volta che nessun politico è oggi più in grado di far capire un beato cazzo.

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11 Comments

  1. giuseppe S says:

    Prima di chiederci cosa succederà, dovremmo chiederci, quante persone, nonostante la crisi, “non vanno poi tanto male”, cioè quante persone sono disposte a “cambiare”. Se facciamo tale indagine, avremo delle soprese.Credete forse che le centinaia di migliaia di prepensionati vorranno cambiare? Credete forse che i milioni di dipendenti pubblici vorranno cambiare? Credete forse che i politici di professione vorranno cambiare? Naturalmente tutti questi con le rispettive famiglie?
    I nostri governanti, tutti, hanno fatto tale indagine:
    Alle prossime elezioni non vincerà il partito che VUOLE cambiare, ma il partito che NON VUOLE cambiare. Alle prossime elezioni TUTTI quelli che NON vogliono cambiare si recheranno alle urne e sanno chi votare.
    Chi vuol cambiare deve avere ancora molta ma molta pazienza.

    • Albert1 says:

      Tutto vero: non per niente l’italia è irriformabile.

    • Roberto Porcù says:

      L’Italia cambierà quando i produttoriavranno smesso di produrre in Italia (si chiama votare con i piedi) ed i quattrini non saranno sufficienti per le abitudinarie garanzie.
      Si scanneranno fra loro, non serve agitarsi.
      Siediamoci sulla riva del fiume ed attendiamo passino i loro cadaveri (Confucio)

      • Tom says:

        Hai ragione. Non c’e’ altra speranza che il sistema collassi sotto il suo peso. Viceversa, quanto piu’ a lungo dura l’agonia, tanto peggio andra’ per chi non ne fa parte se non come vacca fiscale da mungere. Chi puo’ se la dia a gambe, che il mondo e’ vario e grande.

        • liugi says:

          Ma anche quando ciò accadrà, dubito che la maggioranza della gente capirà l’enorme problema di parassitismo di cui soffre l’Italia. A volte pensiamo che si tratti solo di una questione tra il popolo e i politici o qualche privilegiato, ignorando le radici molto profonde del fenomeno. Chi tra i milioni di persone che prendono la pensione, vivono di finanziamenti o di stipendio pubblico trova inquietante essere alla totale mercede degli sbalzi d’umore dello Stato? Ormai la dipendenza economica dallo Stato è così tanto accettata che è vista come un diritto, non come un privilegio.

  2. Massimiliano says:

    Forse,dopo ke per la prima volta da decenni,gli italiani hanno dovuto rinunciare alle vacanze(ed è solo la prima delle rinuncie “pesanti” e “irrinunciabili” dagli italiani)vedere con i propri okki gente(politici e politicanti)in tv ke sfoggia la propria abbronzatura e con quell’aria rilassata ti prende per il culo…beh forse è meglio ke invitino tutti i politici…E ke sia la volta buona.Il fatto Europa invece è la miopia di chi vuole costruire una zona politicamente omogenea partendo dalla creazione di un enorme supermarket e l’Italia per prima ha sottoscritto la fidelity card.Probabilmente alla lunga(ovvero quando istituzioni europee autorevoli e democratiche con poteri e materie d’intervento predefinite,con una costituzione vigente ed approvata…con tutte quelle che sono le necessarie autorità di una confederazione di Stati)ogni confederato avrebbe necessariamente dovuto cedere parte della propria sovranità popolare all’Europa…Il metodo italico è il metodo irresponsabile della spera ke nn ce lo mettano nell’ano!

  3. Mauro Cella says:

    Sono d’accordo con chi dice che non succederà assolutamente nulla.
    Certo, magari qualche scalmanato lancerà molotov ad un corteo o qualche aspirante terrorista invierà pacchi bomba, ma sono tutte cose già viste mille volte.
    Come non mi stancherò mai di ripetere ci sono troppe persone, e no parlo dei politici, a cui la situazione attuale va bene e fa del bene. Per chi non è contento di pagare il conto ci sono invece pronte le manganellate, sempre ottimo deterrente. Miscelando bastone e carota il sistema italiano funziona alla perfezione per mantenere lo status quo.
    Al massimo si può sempre giocare la vecchia carta jolly della “guerra di classe” (leggi invidia) che agli italiani è sempre piaciuta tanto. D’altronde avevamo il più grande e potente partito comunista fuori dal Blocco Sovietico-Maoista per una ragione…

    Questo però non vuol dire che le cose non cambieranno.
    Il capitale in Italia è sempre più scarso e viene divorato in attività non produttive ad un ritmo sempre maggiore. Il trucchetto degli ultimi vent’anni di sostituire il credito all’accumulo di capitale (quello che ha reso Veneto e Lombardia ricche e prospere) non funziona più.
    Senza capitale non si può incrementare la produttività, e se non si incrementa la produttività la competività va a farsi benedire, gli stipendi non aumentano e ogni centesimo che lo Stato inghiotte finisce per pesare come un macigno. Aggiungiamo che l’Italia ha oramai prezzi a livelli della Germania (se non più alti in settori critici come l’energia) e sente più di altri paesi UME gli effetti delle “magie” di Trichet e Draghi e capite perché dico che le cose cambieranno, anche se gli italiani continueranno a non fare nulla ed i loro dirigenti resteranno ai loro posti.

    In sintesi il cambiamento arriverà, anche se il successore di Napolitano continuerà a mettere tecnici alla guida del governo e gli elettori continueranno a premiare i vecchi marpioni come Berlusconi, Maroni e Bersani. Le leggi naturali dell’economia (parte delle leggi sociali) non perdonano, soprattutto quando le si sovverte troppo a lungo: ricordatevi sempre che anche l’URSS è andata a pezzi come una delle loro vergognose auto.

    L’elettore italiano può illudersi che il 2007 sia dietro l’angolo e che l’attuale situazione sia frutto esclusivamente della speculazione e dell’evasione fiscale ma è come uno struzzo che caccia la testa nella sabbia. Può ingannare il leone per un momento ma più a lungo resta lì, più salgono le possibilità che faccia un gran brutta fine.

  4. Brus says:

    perche non sviluppiamo una visione piu ampia, anziche guardare alla sovranita popolare italiana, non si cerchi la sovranota popolare europea.
    Una europa unita politicamente, con un sistema democratico unico che permette agli euruopei nel loro insieme di esprimere in liberta i programmi e gli obiettivi di governo, questo dovrebbe essere l obiettivo politico di ogni cittadino.
    la possibilita reale di scegliere programmi e obiettivi, e di scegliere quelle poche persone che si devono prendere l impegno di portare avanti il programma scelto dai cittadini europei, questo e un grande obiettivo democratico. Alimentare le divisioni e la disgregazione in singoli territori, e miopia o avifita di potere di piccoli politici locali che pur di comandare illoro feudo sono disposti a tuttie prendono in giro a gente con l inesistente problema dell indipendenza. Essere indipendenti ma schiavi di un barone locale non serve a niente

  5. Giuseppe says:

    Sono pienamente d’accordo. Credo, però, che non tutti gli Stati vogliano l’Europa politica, così come impostata e visto come essa si è evoluta. L’Italia ha rinunciato preventivamente alla propria sovranità, altri no, e credo non lo faranno. Così l’Europa politica è già dissolta prima di nascere…. Salvo rivedere l’intero progetto, anche sotto il profilo territoriale. Unica strada di salvezza? Può essere…

  6. Dan says:

    Pffff l’italia ribollirà, certo crediamoci, con questi italiani qua al massimo si vedranno le stesse scoregge di adesso.
    Tutti che parlano, tutti che urlano, tanti cani che abbaiano ma nessuno morderà e circa un mese dopo la raccolta della seconda rata del imu torneranno in tv gli articoli sensazionalistici dei tg dove tutti l’avranno di nuovo pagato…
    Se proprio scoppierà qualcosa non sarà in italia.
    O sarà la grecia con i neonazi o sarà la spagna con i neocomunisti

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