Sprofonda Italia: la legge di stabilità è criticata da tutti

di REDAZIONE

No all’aumento dell’Iva. Prima ancora che si’ alla riduzione dell’Irpef. Lo ‘scambio’ che propone la legge di stabilita’ trova la ferma opposizione di tutte le associazioni coinvolte, a partire da Confcommercio, e dei sindacati, Cisl esclusa. Allarme della Cgil sul fronte statali: nel periodo 2010-2014 perderanno fino a 290 euro al mese, 6.000 euro in media in totale, sommando il blocco dei contratti, l’indennita’ di vacanza contrattuale e l’aumento dell’inflazione. Le valutazioni critiche sono tutte supportate dai numeri. L’aumento di un punto percentuale dell’Iva e la riduzione di un punto dell’Irpef penalizzeranno ”proprio i meno abbienti”, sostiene la Cgia di Mestre, evidenziando che l’allarme riguarda i circa 8 milioni di ‘incapienti’, ovvero i contribuenti che attualmente non pagano nessuna imposta sui redditi, che rischiano “un aumento delle tasse che, per un contribuente senza famigliari a carico, toccano i 23 euro nel 2013 e salgono ad un valore massimo, per una famiglia monoreddito con moglie e figlio a carico, a 60 euro nel 2014”. Altri numeri, stessa preoccupazione. Nel 2014 la perdita dei consumi correnti dovuti al’effetto domino dell’aumento dell’Iva su redditi e pensioni dovrebbe collocarsi tra 5 e 7 miliardi di euro rispetto al gia’ depresso scenario di base, denuncia Confcommercio. Una riduzione dei consumi che nel 2013 potrebbe contrarsi, rispetto allo scenario di base pari a -0,8%, di un ulteriore decimo di punto, quindi a -0,9%.

La valutazione ‘politica’ di Confcommercio e’ altrettanto negativa. “Dopo avere ripetutamente dichiarato che il primo obiettivo della spending review e della legge di stabilita’ sarebbe stato quello di evitare, a partire dal prossimo mese di luglio, l’aumento di due punti percentuali delle aliquote Iva”, il Governo ha deciso, nella seduta del Consiglio dei Ministri di ieri conclusasi a notte avanzata, “di procedere alla riduzione di un solo punto dei programmati aumenti Iva e, contestualmente, di ridurre di un punto l’aliquota Irpef sui primi due scaglioni di reddito. E’ il caso di dire che la notte non ha portato consiglio”. Altrettanto dure le diverse associazioni di categoria aderenti a Confcommercio. ”L’aumento di un punto percentuale dell’Iva a cui sono soggette le attivita’ di somministrazione, che passera’ dal 10 all’11%, servira’ ad inasprire il contesto di difficolta’ in cui operano i pubblici esercizi”, avverte la Fipe. Quello del governo e’ “un grave errore”, secondo il presidente di Federalimentare, Filippo Ferrua Magliani: “l’incremento di un punto per le aliquote del 10 e del 21 per cento e’ una mazzata da 1,5 miliardi di euro sui consumi alimentari. Verranno colpiti molti prodotti di prima necessita’ come ad esempio carni, prodotti ittici e acque minerali”. ”Siamo sorpresi e increduli per la decisione di aumentare l’Iva scaturita nella notte dalla riunione del Consiglio dei Ministri nonostante le ripetute e rassicuranti dichiarazioni di questi ultimi mesi da parte del Governo”, afferma Federazione Moda Italia, la federazione dei commercianti della moda al dettaglio e all’ingrosso.

Anche per il turismo, una “cattiva notizia”. La decisione del governo ”colpisce le imprese dell’intermediazione turistica”, denuncia Fortunato Giovannoni, Presidente Fiavet, la Federazione che associa Agenzie di Viaggio e Tour Operator. Sono ancora altri numeri a quantificare le conseguenze dell’aumento dell’Iva: portera’ un rincaro di 500 milioni di euro nella spesa delle famiglie, sostiene la Coldiretti. Ancora, le associazioni dei consumatori. Il nuovo aumento dell’Iva e’ ”un’operazione suicida per il Paese” che pesera’ per oltre 136 euro a famiglia, sostengono Federconsumatori e Adusbef. ”E’ semplicemente vergognoso che, ancora una volta, il Governo si appresti a far quadrare i conti economici a spese dei cittadini”, dichiarano i presidenti Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. Molto piu’ indulgente la Cisl, che preferisce focalizzare l’attenzione sul primo taglio delle aliquote Irpef. “E’ un segnale parziale ma molto, molto importante”, dice il leader Raffaele Bonanni, evidenziando che “per la prima volta dopo tanti anni si alleggerisce dall’Irpef un po’ di carico per i redditi piu’ bassi”. Piu’ scettica la Uil. “La riduzione della prima e della seconda aliquota Irpef e’ un primo passo nella direzione da noi piu’ volte auspicata. Sarebbe stato, tuttavia, piu’ efficace ed equo un aumento delle relative detrazioni per un utilizzo piu’ proficuo delle risorse impegnate. Tutta l’operazione e’ finanziata dall’aumento dell’Iva per un importo esattamente corrispondente e gravera’ anche sui redditi piu’ bassi che non beneficeranno della riduzione dell’Irpef”, osserva Domenico Proietti, segretario confederale Uil.

Caldo anche il fronte degli statali, come ovvio, dato che da tempo brontolano. E’ la Fp Cgil a lanciare l’allarme. I dipendenti pubblici nel periodo 2010-2014 perderanno fino a 290 euro al mese e 6.000 euro in media in totale, sommando il blocco dei contratti, l’indennita’ di vacanza contrattuale e l’aumento dell’inflazione. In particolare la Fp Cgil ha calcolato che a perdere piu’ degli altri saranno i dipendenti degli enti pubblici non economici (quali Inps, Inail, ecc) con -290 euro, -270 euro ai dipendenti delle Agenzie fiscali, -230 per i dipendenti del Servizio sanitario nazionale, -215 per quelli delle Regioni e delle autonomie locali e -210 per i ministeriali. Inoltre, sottolinea il responsabile dell’ufficio studi Di Biasi, un’ulteriore perdita del potere d’acquisto deriverebbe dalla riduzione del salario di produttivita’ stimabile fra i 350 e i 700 euro, a seconda dei settori. Una denuncia che fa rumore e che induce anche il ministro della Funzione Pubblica, Filippo Patroni Griffi a fare una precisazione. ”Il governo, con l’approvazione della legge di stabilita’, non ha operato alcun taglio dell’indennita’ di vacanza contrattuale, gia’ bloccata dal precedente governo. Per ripristinarla sarebbe stato necessario un nuovo intervento”. Il ministro invita quindi al realismo. “Certe dichiarazioni di esponenti sindacali dovrebbero tener conto delle reali disponibilita’ delle casse dello Stato”.

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8 Comments

  1. floriano says:

    BLA..BLA…BLA….!!! TUTTI INCAZZATI E PETULANTI,

    MI TORNA IN MENTE UN MANIFESTO PRESENTATO IN QUESTI GIORNI, DA L’INDIPENDENZA IN CUI SONO RAPPRESENTATE QUATTRO PIAZZE D’€PA MADRID BARCELLONA ATENE

    GREMITE DI PERSONE CON DIGNITA’ ARRABBIATE CON I COGLIONI PIENI DI ODIO,
    CHE MANIFESTAVANO CONTRO L’OPERATO DEI LORO GOVERNANTI AGUZZINI (DA LORO ELETTI)

    MENTRE IN QUESTO PAESE DI MERDAIOLIT-AGL-IA-NI, LE UNICHE PIAZZE GREMITE ERANO I NEGOZI DOVE SI VENDEVA IL NUOVO TELEFONINO, DOVE E’ IMPORTANTE ARRIVARE PER PRIMI AD ACQUISTARLO!! (CHE COGLIONI FINCHE’ PAPI E MAMI LI MANTENGONO E POI?)

    IN IT-AL-IA, CON UN GOVERNO DI CLANDESTINI NON ELETTO DA MERDAIOLITAGLIANI, NON FA’ UNA PIEGA SE QUESTI TECNOCRATI DI MERDA FANNO QUELLO CHE VOGLIONO, VUOL DIRE CHE SARA’ DESTINO CHE QUESTO PAESE CHIAMATO MERDITAGLIA DEBBA MORIRE DI STENTI, L’IMPOTANTE CHE AVVENGA IL PIU’ PRESTO POSSIBILE E SI SALVI CHI PUO’!!!!!!!!.

    W SAN MARCO
    W I VENETI LIBERI DALL’ILLUSIONE CHE UNA POLITICA BECERA E FALSA CHE CONTINUA A DISSANGUARE IL POPOLO LO POSSA TUTELARE.

  2. Dan says:

    La gente invece di attendere la reazione dell’eventuale associazione di categoria deve fare una cosa molto semplice: non si paga, non si versa più l’iva.

    Ancora una volta ricordiamoci di Churchill:

    “Se due persone fumano sotto il cartello “divieto di fumare” gli fai la multa, se venti persone fumano sotto il cartello “divieto di fumare” chiedi loro di spostarsi, se duecento persone fumano sotto il cartello “divieto di fumare” togli il cartello.”

    Purtroppo questo è il paese dei pigliainculo che prima giurano battaglia alla prima rata dell’imu poi corrono alla spicciolata a pagarla

    • Culitto Salvatore says:

      forse churchill non sapeva che se un non fumatore entra in un locale dove non è vietato fumare e ci sono 500 persone che fumano, il fumatore romperà i coglioni a tutti

  3. tangfong says:

    il drammatico è che nessuno di noi può prevedere e sapere il fine ultimo che si propone questo soggetto , che se non malato di mente è sicuramente servo di un progetto ben preciso.
    Sappiamo, anche se non lo ammettiamo che nessuno lo fermerà e accetteremo tutti ogni cosa passivamente limitandoci a blaterare invettive o critiche più o meno sensate.
    Intanto aspettiamo un Gaetano Bresci che non verrà mai…anzi è più probabile che ritorni un altro monti più assurdo e idiota di questo.

    • Dan says:

      Scusa ma perchè un tizio dovrebbe prendere una bomba e andare a fare il kamikaze ? Lo stesso Bresci è partito con l’idea di vendicare l’eccidio di Milano.
      Qui si pretende che qualcuno si sacrifichi per milioni di codardi che non hanno neanche il coraggio di rifiutare lo scontrino al bar, anzi lo richiedono pure salvo poi venire qua a fare gli eroi contro lo stato ladro.
      Qui si pretende che qualcuno prenda il posto del duce, marci su roma, sistemi tutto eccetera eccetera ma dopo com’è finito l’originale tradito da gentaglia che per vent’anni non ha avuto problemi a mangiare dal suo piatto, come si fa a sperare in un altro picio disposto a ripercorrerne le orme ?
      Questa volta spetta a noi tutti ribellarci senza aspettare tanti eroi.

      • Culitto Salvatore says:

        “perchè un tizio dovrebbe prendere una bomba e andare a fare il kamikaze ” “Qui si pretende che qualcuno si sacrifichi per milioni di codardi”

        su tale argomento mi trovo assolutamente d’accordo

  4. Diego Tagliabue says:

    La legge di stabilità non è una cattiva idea.

    Il problema è di come si arriva alla stabilità: inventandosi sempre nuove tasse e riscuotendole sempre e solo asimmetricamente sul territorio o facendo tagli pesanti alla spesa pubblica, che per il 70% (siamo ottimisti, dai!) consiste in sprechi legalizzati???

  5. lory says:

    il Tirranomonti non ne fa una di giusta !con quella faccia di m…a .

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