“GRANDE SUD” VUOLE RIFORMARE LA LEGGE MERLIN

di REDAZIONE

L’argomento torna d’attualità, di tanto in tanto. A volte per via di fatti di cronaca nera, altre volte per mere questioni di costume.

Nella proposta di legge di “Grande Sud” per l’aggiornamento alla legge n. 75 del 20 febbraio 1958 (più nota come legge Merlin), si legge: “Va prevista la regolamentazione della prostituzione mediante misure volte a stabilire direttive non discriminatorie al suo esercizio, riconosciuto come un’attività con un profilo legale. Oggi in Italia la prostituzione non è reato. Infatti, sebbene la legge Merlin abbia sancito il principio fondamentale di non criminalizzare le persone che si dedicano alla prostituzione, su di esse di fatto ricadono le conseguenze della criminalizzazione di tutte le attività collegate a tale esercizio: la ricerca dei clienti, la pubblicità, il mutuo aiuto tra le persone che praticano la prostituzione”.

In particolar modo, specifica il testo, “la proposta di legge ha l’obiettivo di vietare l’esercizio di tale attività nei luoghi pubblici. Proprio per assicurare ciò, sono soggetti attivi le autorità di pubblica sicurezza e le autorità sanitarie”.

Nella proposta di “Grande Sud”, l’articolo 1 vuole aggiornare quanto disposto dallo stesso articolo della legge Merlin, introducendo nell’ordinamento italiano il divieto di esercitare la prostituzione in luogo pubblico. L’articolo 2, invece, modifica quanto dettato dalla legge n.75/58, ammettendo e regolarizzando l’esercizio della prostituzione di persone di maggiore età, previa comunicazione all’autorità di pubblica sicurezza, presso il proprio domicilio, o in altro luogo privato. Nell’articolo 3 è stabilito l’obbligo di controlli periodici sanitari: devono essere svolti con regolarità dalle Autorità sanitarie competenti i controlli necessari ad accertare lo stato di salute delle persone che esercitano la prostituzione.

Dopodiché, un occhio la questione fiscale. Vista la sentenza della Corte di Cassazione, n. 20528 del 1/10/2010, l’articolo 4 stabilisce che i redditi provenienti dall’attività di prostituzione, “devono essere considerati come guadagni derivanti da un’attività economica come tutte le altre e, in quanto tali, devono essere tassati; in questo modo vi è lo scopo di aggiungere alla ‘legge Merlin’ l’obbligo degli adempimenti tributari per chi esercita la prostituzione. Infine l’articolo 5 – conclude il testo della proposta di legge – garantendo una maggiore tutela della pubblica sicurezza, stabilisce le sanzioni per coloro che svolgono tale attività in luogo pubblico”.

 

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2 Comments

  1. Marco says:

    OT, rinnovo la mia domanda ai meridionalisti di “Grande Sud” che seguono il sito:

    Cosa ne pensate della proposta del presidente della Campania Caldoro?

    Suvvia, rispondete, non siate omertosi!

  2. Roberto Porcù says:

    Ma perché, ce ne sono ancora sulle strade ?
    Oh bella ! Ed io che pensavo fossero tutte finite in parlamento con transfer !

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