BOSSI AL FINTO MARONI DI STRISCIA: “HAI LA FACCIA DI M…”

di GIANMARCO LUCCHI

 

Siparietto oggi davanti a Montecitorio tra il leader della Lega, Umberto Bossi, e il finto Maroni di Striscia la notizia. «Sei contrario alle preferenze perchè la Lega preferirebbe me a te», dice l’inviato del programma di Mediaset al Senatur. «Hai la faccia di m….», risponde secco Bossi prima di infilarsi in macchina per raggiungere Palazzo Chigi.

C’è un problema familistico nel Carroccio? Bossi risponde ai giornalisti che glielo chiedono facendo le corna prima di infilarsi in macchina per raggiungere Palazzo Chigi.

«In Lombardia il consiglio nazionale ha detto no e così anche nelle altre regioni». Così Umberto Bossi risponde ai cronisti che gli chiedono se ci sarà l’intesa tra PdL e Lega alle amministrative. Alla domanda se lui è d’accordo il Senatur risponde: «Dipende dalla legge elettorale e se Berlusconi sostiene questo governo».

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Grandi manovre nella politica romana intorno alla possibile riforma della legge elettorale. Siccome con l’avvento del governo tecnico, i politici da quattro soldi o poco più che bivaccano in Parlamento non hanno quasi più nulla da fare, ecco che hanno pensato bene di darsi una scossa e spostare i loro pensieri a quando Monti chiuderà la propria esperienza politica e si dovrà tornare alle elezioni. E così gli osservatori dei minimi spifferi d’aria possono dire che, dopo l’apertura di Berlusconi a un dialogo con il Pd sulla legge elettorale, qualcosa sul fronte delle riforme sembra davvero che cominci a muoversi. La delegazione del Pdl composta da Donato Bruno, Ignazio la Russa e Gaetano Quagliariello si incontra prima con la Lega e poi con il Pd. Alla fine, Democratici e pidiellini stilano un comunicato congiunto nel quale si dicono d’accordo su vari punti: il ‘Porcellum’ va cambiato; gli elettori devono tornare ad eleggere i propri rappresentanti; va evitata la frantumazione della rappresentanza parlamentare; si deve mantenere un impianto tendenzialmente bipolare. «Se son rose fioriranno», commenta Bersani, «ora vedremo se Berlusconi è davvero affidabile».

In più, si apre un nuovo spiraglio: il pacchetto riforme costituzionali e la legge elettorale potrebbero andare di pari passo nei due rami del Parlamento, magari con la riforma del ‘Porcellum’ alla Camera, come chiede da tempo il Pd. Ma ad una condizione: che sulle riforme costituzionali si raggiunga prima un’intesa di massima, ma concreta. In caso contrario, spiega il coordinatore del Pdl Ignazio La Russa, nel ‘pool’ dei ‘tecnicì insieme a Donato Bruno e Gaetano Quagliariello, «se non ci fosse condivisione su questo e i tempi alla fine si rivelassero stretti, sarebbe solo una presa in giro». L’obiettivo, incalza La Russa, è duplice: arrivare ad «una proposta comune, davvero condivisa», magari elaborata da un gruppo di studio, da presentare in commissione. E far marciare rapidamente riforme come la riduzione del numero dei parlamentari (paletto chiesto a gran voce dalla Lega, come ricorda Calderoli); il superamento del bicameralismo; modifica dei regolamenti parlamentari per garantire, tra l’altro un iter legislativo più rapido ai provvedimenti del governo. Sono argomenti di cui abbiamo sentito parlare decine e decine di volte e sempre tutto è finito in una bolla di sapone. Oggi un clima meno avvelenato fra le parti – visto che nessuna delle due ha in mano le leve del potere – sembra incoraggiare i più ottimisti. Staremo a vedere.

Intanto già si affacciano le diversità di posizione. Nel centrodestra, ad esempio, c’è ancora una divisione tra chi vorrebbe cambiare tutto, come Quagliariello, ispirandosi a un modello simil-spagnolo e chi, invece, come molti ex-An, vorrebbe tenersi stretto il ‘Porcellum’. Acconsentendo solo a qualche piccolo ritocco. Questa seconda posizione, cara anche alla Lega dei cerchisti, viene confermata dalle parole di La Russa : «Se proprio non si dovesse arrivare a una soluzione condivisa – dichiara alla fine degli incontri – personalmente ritengo che si dovrebbe lasciare il ‘Porcellum’, corretto, però, nel senso di garantire agli elettori di scegliersi i propri candidati».

E di questo, secondo quanto si apprende, si sarebbe parlato a lungo anche nella cena di  Arcore tra Bossi e il Cavaliere. Il Senatur avrebbe chiesto a Berlusconi di non introdurre modifiche al sistema elettorale per evitare che Maroni possa spaccare ulteriormente il Carroccio. E l’ex premier, secondo quanto si racconta, non avrebbe detto di no, visto che la possibilità di scegliere chi mandare in Parlamento non gli risulterebbe nonostante tutto sgraditissima. In realtà, anche Luciano Violante, che guida la delegazione tecnica dei Democratici, composta da Gianclaudio Bressa e da Luigi Zanda, afferma di non amare troppo le «preferenze» perchè di fatto «facilitano il sistema delle clientele». Quello che noi «preferiremmo – sottolinea Bressa – sono i collegi uninominali»: garantirebbero comunque agli elettori di scegliere, ma senza agevolare «fenomeni clientelari». Per quanto riguarda il modello, osserva Violante, «staremmo pensando a un proporzionale con correttivi tendenti a riconoscere e a premiare il peso delle alleanze». I partiti che ritengono di allearsi, aggiunge, «devono farlo prima del voto e non dopo, in Parlamento».

Il Pdl deve ancora incontrare Terzo Polo e Sel, mentre l’Idv ha respinto l’invito. «Riteniamo pericolosi e oscuri per la democrazia questi incontri da sottoscala – dichiara Di Pietro. Una delegazione dell’Idv incontrerà però il Pd. E sempre domani una riunione di capigruppo al Senato stabilirà una sorta di road map delle riforme.

La cronaca di quanto accaduto nelle ultime ore ci dice che, nonostante i facili ottimismi, la confusione è ancora tanta sotto… la neve. E sullo sfondo resta sempre il rapporto fra Bossi e Berlusconi, anche se l’ultimo vertice non avrebbe dato garanzie sul futuro dell’alleanza. Ognuno, dunque, sarebbe rimasto sulle sue posizioni. «Niente di nuovo, resta la stima personale tra i due leader», confida un parlamentare che ha partecipato all’incontro. E proprio sull’amicizia, che il Cavaliere continuerebbe a far leva per convincere il Senatur a non strappare. Berlusconi, infatti, non perde la speranza, convinto che alla fine la Lega non romperà, perchè solo insieme si possono vincere le elezioni. Non a caso, prima di sedersi a tavola con il Senatur, l’ex premier avrebbe detto ai suoi: mi auguro che la Lega si rimetta sulla strada della collaborazione. Ma la pazienza di Bossi, riferiscono dalle parti di via Bellerio, non potrà durare all’infinito. È troppo lungo il tempo da qui al 2013. E le amministrative incombono. L’ex premier sa che «la corda può spezzarsi da un momento all’altro» e prende ancora tempo. E la legge elettorale potrebbe essere per il Cav lo strumento per non sciogliere l’abbraccio con l’amico Umberto.

Ergo: il Senatur probabilmente mette sul piatto il rinnovo dell’alleanza col Pdl se Berlusconi salva il Porcellum, semmai con qualche piccolo ritocco. Nel Carroccio ciò sarebbe vitale per tagliare la testa ai “barbari sognanti”, visto che le liste per le politiche le farà il segretario e da qui alla scadenza elettorale scommettiano che del congresso federale, unica assise in grado di cambiare l’assetto, non si parlerà proprio?

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7 Comments

  1. Cantone Nordovest says:

    Stiamo liberalizzando tutto … liberalizziamo anche la politica !

    Se io volessi candidarmi al Parlamento , perchè dovrei passare attraverso il filtro di un partito ?

    Perchè non posso limitarmi a raccogliere un nunero congruo di firme , farle certificare con una procedura seria (ripeto ; seria – e se tarocco vado in galera) e , una volta ammesso alla gara elettorale , costituire un Comitato Elettorale che appoggi la mia candidatura durante il periodo di campagna elettorale ?

    Certo , questa liberalizzazione presuppone il collegio UNINOMINALE – dove ciascuna candidato si presenta con la sua faccia e la sua storia – e non viene ficcato dentro ad una Lista – e i cittadini votano una persona e non una Lista (bloccata o con facoltà di preferenza … poco importa)

  2. Albert says:

    I porsei mantien el porseo : ) : )

  3. Massimo says:

    Chissà se sulla bilancia che misura l’abbraccio tra Bossi e Berlusconi può pesare anche questo fatto ( che io fino ad oggi ignoravo ):
    Berlusconi nel suo ULTIMO GIORNO di vita governativa ha fatto ricorso in opposizione alla chiusura dei ministeri bluff di Monza. L’istanza è stata depositata l’ 11 novembre 2011 !
    Monti può rinunciare al ricorso ma deve farlo al più presto, perchè l’ udienza è il 20 febbraio 2012.
    La questione “ministeri del nord” non è affatto chiusa…
    http://www.youtube.com/watch?v=Z2USAShVSRU

    • sciadurel says:

      i “Ministeri del Nord”, altro “grande successo” della coppia B&B, i migliori venditori di fumo che la storia umana abbia conosciuto

  4. zenzero says:

    Concordo con lei direttore sulle conclusioni

  5. lorenzo canepa says:

    siamo alle solite, parlano parlano ma non vogliono dare al cittadino il diritto di scegliersi i propri candidati e questo dalla destra alla sinistra, tutti d accordo. Il porcellum odiato e criticato da tutti rimarra´in vigore. Lúnica soluzione e´che i cittadini non vadano a votare. E´tutta immagine come con i reerendum . Copiassero dalla svizzera i referendum sarebbero attuati sempre e con il risultato obbligstoriamente applicato.
    Bersani Csini berlusca bossi e fini sono tutti uguali Bossi pói e´il piu´vergognoso di tutti. Non mantiene una parola di quello che dice . In italia serve la onquista della bastiglia pr cambiare tutto..

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