Legge elettorale: il Senato è una pentola in ebollizione

di DANIELE V. COMERO

Riepilogo delle puntate precedenti: settimana scorsa Bersani ha presentato in pompa magna la Carta di Intenti del PD (qui articolo) che di fatto è già stata archiviata nel cestino, nel frattempo tutti hanno detto la loro sulla nuova legge elettorale che è in via di definizione al Comitato ristretto della 1° commissione al Senato (qui articolo). Alfano ha rilasciato un numero cospicuo di interviste, come se stesse parlando da solo. Anche Beppe Grillo si agita, lanciando la proposta di un referendum confermativo sulla nuova legge elettorale. Tramite il suo blog (qui articolo) ha fatto un sondaggio, ricevendo circa 30mila risposte, con il 97% di favorevoli alla proposta. Il 39% è favorevole al maggioritario, 30% al proporzionale e 19% a sistemi misti. Il dato interessante è invece quello del 12% ha indicato una propria proposta. Sono poco più di tremila persone che esprimono un parere che va al di là dello schema preconfezionato del sondaggio.

Infatti, dire che si è favorevoli al maggioritario, senza specificare quale, è certamente fuorviante, se non ingannevole. Il bello è nella quota delle tremila risposte, che il blog riporta, perché è uno spaccato reale delle percezioni della gente, di quella parte che si interessa attivamente. Ad esempio Mariuccia scrive: “Questo sondaggio dimostra il pericolo del far prendere decisioni importanti che riguardano problemi generali alla cosiddetta “base”. Ha prevalso il sistema maggioritario ma evidentemente chi ha votato o era un elettore di Partito o un incompetente. Se passa il maggioritario significa che vince la coalizione con la somma di tutti i voti dei partiti che la compongono e quindi il M 5 S che si presenterà da solo starà a guardare. Prima di lanciare un sondaggio occorre dare una sia pur breve conoscenza di ciò per cui si deve votare. Per favore tenete conto di questo se no si vota a caso.”

Ha centrato il problema. L’inghippo è proprio qui. Al Senato, martedì 7agosto alle 15, si riunirà per la sesta volta il Comitato ristretto sulla legge elettorale, per l’ultima riunione prima della chiusura estiva, senza che finora si possa avere un documento ben fatto sul quale ragionare. In questo campo sono i dettagli tecnici a fare la differenza e sono ancora in gran parte coperti. I giornali riportano indiscrezioni con le ipotesi di accordo tra PD e PDL, con l’UDC a fare da mediatore, per superare il Porcellum, che lasciano un retrogusto amaro in bocca, per via della quota notevole di posti, un terzo, che verranno gestiti direttamente dai partiti con listini bloccati.

La proposta di Bianco del PD, che sembra la base di discussione, prevede:

– 50% di seggi assegnati in collegi uninominali
– 35% nei listini circoscrizionali (o ai migliori perdenti se insufficienti)
– 15% di premio alla prima lista/coalizione.

All’elettore è richiesta solo una crocetta sul simbolo, niente di più, come fosse un analfabeta di ritorno, dopo di che si mette in moto un meccanismo di assegnazione seggi che totalmente al di fuori del controllo degli elettori, ma nelle mani delle segreterie dei partiti. Il PDL si differenzia su alcuni dettagli: premio al primo partito del 10%, utilizzo delle preferenze al posto dei collegi. Il senatore Pardi dell’IDV protesta che è una “riduzione della democrazia perché seleziona i partiti maggiori e relega gli altri”. E’ vero, si sta rischiando di mettere in soffitta un’altra volta l’articolo 1 della Costituzione che afferma che “la sovranità appartiene al popolo che esercita nei limiti della legge”.

Limiti che sono diventati una camicia di forza, come potrebbe essere anche il nuovo Porcellum, che va a sommarsi alle consistenti cessioni di sovranità effettuate verso l’Europa in questi ultimi anni. Martedì sera, domani, si saprà qualcosa in più di cosa bolle in pentola al Senato. L’unico test valido, da fare su ogni proposta di legge elettorale avanzata dai partiti, questa semplice domanda: restituisce ai cittadini la capacità di scelta e di giudizio sui propri rappresentanti al Parlamento? Se si, bene, altrimenti è fumo negli occhi.

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

2 Comments

  1. gianer says:

    Ho la concreta sensazione che se i partiti si riuniscono in una unica coalizione dal PDL a Vendola l’elettorato li punirebbe alla grande perchè suboderebbe chiaramente l’inciucio che verrebbe gridato a gran voce. E più probabile che i partiti si presentino in piccole coalizioni disgiunte e solo successivamente si coalizzerebbero a formare un governo tutti insieme prevaricando il M5S. ma in questo caso non dovrebbero usufruire di alcun premio di maggioranza perche ogni coalizione prenderebbe un numero di voti non determinante. Su questa ipotesi secondo me stanno cercando di far quadrare il cerchio perchè le piccole coalizioni presentano numerosi rischi di disgregazione del voto. Infatti non è facile per i partiti far quadrare gli interessi reciproci. Una bella disinfestazione elettorale è pronta cari partiti predoni…rassegnatevi

  2. peter says:

    Che bello avere a disposizione schede senza intestazione, possibilità di dare preferenze e panachage. Questa è democrazia e si trova a nord di Chiasso.

Leave a Comment