Legge elettorale: bisogna tirar tardi. Chi ci pensa? Calderoli of course

 

di REDAZIONECalderoli_Superman

L’ordine del giorno sulla riforma della legge elettorale, presentato in commissione Affari costituzionali del Senato la scorsa settimana da Roberto Calderoli, sarà messo in votazione prima della presentazione degli emendamenti. Lo ha riferito lo stesso senatore della Lega durante una pausa della discussione generale della prima commissione di Palazzo Madama sull’Italicum. “La presidente Finocchiaro ha chiarito che il mio odg sara’ votato presumibilmente giovedi’ e per parti separate”, ha dichiarato Calderoli precisando che il voto potra’ escludere eventuali modifiche che dovessero essere introdotte con gli emendamenti al ddl. L’odg si basa sulla normativa redatta dalla Consulta con la sentenza che siluro’ il Porcellum e prevede che questa debba restare in vigore fino al via libera definitivo della riforma costituzionale del Senato. In pratica, si tratta della clausola di salvaguardia che rimanda l’entrata in vigore dell’Italicum.

Nel dettaglio, la proposta Calderoli prevede un “sistema proporzionale con premio di governabilita’ per la lista che superi contemporaneamente la soglia del 40% dei voti espressi e di una percentuale ragionevole dell’elettorato attivo”. Nel caso di mancato raggiungimento delle soglie scatterebbe un “ballottaggio tra le due liste che hanno ottenuto il maggior numero di voti” e “la possibilita’, al secondo turno, di realizzare apparentamenti e collegamenti con le liste escluse dal ballottaggio”. Sostanzialmente al primo turno si voterebbe con le liste ma al ballottaggio tornerebbero le coalizioni. Tra gli altri punti dell’odg “l’introduzione di sistemi di preferenza di genere per l’elezione dei componenti della Camera”; la “definizione di un sistema elettorale proporzionale che consenta l’elezione, per la grande maggioranza, di una quota di deputati attraverso un meccanismo basato sulle preferenze e di una quota minima attraverso listino bloccato”; la “riconsiderazione del meccanismo di attribuzione nazionale e circoscrizionale dei seggi al fine di evitare possibili effetti distorsivi”.

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