Lega, zero accordi per evitare mobilità a 71 dipendenti-militanti. Ma non erano i “nostri diamanti”?

 

di REDAZIONEdiamanti

Una volta, diceva Maroni dal palco di una Pontida post scandalo Belsito, che “i nostri diamanti sono i militanti”. Come i dipendenti della Lega Nord, declassati a zirconi e licenziati dal suo successore, Salvini, dopo le casse in rosso del partito? Sta di fatto che la fumata è ancora quella di un nulla di fatto nel conclave sindacale con i legali del Carroccio per discutere della procedura di mobilità per i 71 dipendenti avviata il 4 novembre dal partito. Per la terza volta, la quadra non è stata ancora trovata.

Da una parte, “Abbiamo proposto di lavorare a stipendio dimezzato per tutto il 2015, ma la Lega Nord non ha accettato”, spiegava al fattoquotidiano.it Francesco Bonora, ex centralinista e rappresentante Uil.

Per farla breve, i sindacati dovranno ridiscutere con  lo studio legale Price water house Coopers, che aveva già setacciato i bilanci del Carroccio dopo lo scandalo dei diamanti e della Tanzania.

Per ora sul tavolo ci sarebbe solo cassa-integrazione a zero ore, salvando appena 5-6 posizioni.

Secondo indiscrezioni riportate dal Fattoquotidiano, si tratterenne di un addetto alla segreteria per Salvini, uno per Bossi e uno per l’amministratore federale del partito Giulio Centemero; un ruolo da autista per portare il segretario del Carroccio e uno per il Senatur. La mediazione continua…

 

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/01/07/lega-nord-nulla-fatto-nel-tavolo-per-evitare-mobilita-71-dipendenti/1321688/

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