Lega: Zaia, se Maroni non si dimette indebolisce l’azione politica

di GIANMARCO LUCCHI

 ”Ho un ottimo rapporto con Maroni, ritengo che sia stato e che sia un buon segretario, ma penso che dopo due volte che annunci il cambio, se per la terza volta dici che ci ripensi, finisci per indebolire l’azione politica”. Cosi’ Luca Zaia, governatore del Veneto, che ad Antenna3 Nordest lascia intendere che il segretario federale della Lega Nord dovrebbe dimettersi al prossimo congresso. La presa di posizione del governatore va nettamente contro quella di Flavio Tosi che, anche stamane a Omnibus, ha ribadito la propriaconvinzione che il congresso non dovrebbe svolgersi e Maroni quindi restare segretario.

Quanto al futuro del movimento, Zaia osserva che ”se anche la Lega dovesse sparire (mi auguro di no), il leghismo restera’, perche’ resteranno molti veneti a favore dell’autonomia, del federalismo, dell’indipendenza, insomma di essere padroni a casa loro”. Quanto alla possibilita’ che alle Regionali del 2015 il Pdl possa scegliere un altro candidato alla presidenza del Veneto, Zaia ammette che ”questa e’ un’idea legittima”, peraltro – aggiunge – ”tutti i veneti che possono votare possono anche ambire a fare il presidente della regione, ma devono candidarsi e farsi eleggere”.

Sul governatore Zaia, intanto, si vanno concentrando le speranze e le attese di tutti i Veneti che ieri sono rimasti delusi dalla decisione assunta dal Consiglio regionale di rinviare in commissione il pdl 342 sul referendum consultivo per l’indipendenza. Subito dopo il voto il presidente della Giunta ha scosso la testa sconsolato, rendendosi perfettamente conto del fatto che voler impedire ai cittadini Veneti di esprimersi sul loro futuro rappresenta una rottura pesante fra la gente e la politica. Per questo è subito corso a dichiarare che seguirà in prima persona i lavori in aula, per fare in modo che il pdl possa tornare al più presto in Aula per il voto decisivo. La partita passa dunque anche e soprattutto dalle sue mani e dalla sua volontà. Per lui quello in gioco si prefigura come un passaggio decisivo…

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17 Comments

  1. Silvia says:

    Ah,si, dicevo…mio nonno di trasferì a Tor di Zuin dove nacquero gli altri figli. Alcuni emigrarono in Lombardi, altri trovarono lavoro alla SNIA Viscosa ( un figlio morì di leucemia a 16 anni (mia nonna disse in veneto che siccome non era figlio di signori non venne curato come si deve ma lei non era una persona religiosa). Mia madre e mia zia riuscirono a studiare: mia zia studio’ da infermiera, mia madre da impiegata e si trasferì a Milano dove conobbe mio padre. Non sto a tediarvi con la storia di mio padre (friulano) ma mi raccontò che un sacco di avventure, gli rimase impresso il fatto che in via Paolo Sarpi (ci andava sempre accompagnato) fosse pieno di cinesi. Qualche volta mi chiedo se mio nonno fece bene a fare quello che ha fatto, e cioè a sposarsi e far fare a mia nonna una vita tremenda, invece di rimanere scapolo. Non lo so.

  2. Silvia says:

    Caterina, tanta stima per te ma è giusto che si sappia: un mio bisnonno durante la 1a guerra mondiale , riparo’ nel Veneto, acquisto’ delle terre e avvio’ un’ impresa agricola . Assunse alcuni Veneti per lavorar la terra. Suo figlio, cioè suo nipote, da bravo coglione, (nel frattempo aveva sposato mia nonna), serva presso una famiglia veneziana (lei originaria di Noale) subi’ ( coglione) le pressioni dei fascisti ( lui coglione era socialista); gli amici e collaboratori convertiti al fascio gli dissero più volte di prendere la tessera, ma lui, coglione, abbandonò le terre (le lascio’ ai fratelli) e riparo’ a Tor di Zuin (attuale Torviscosa) con moglie e tre figli (allora). Era un uomo buono (coglione, secondo mia madre), ingegnoso e acculturato (aveva studiato al Malignani a Udine); si rifece una vita con la sua famiglia. Che coglione, mio nonno ( ah, si, era di Pontebba). Per me era un’idealista, per mia mamma un coglione ma insomma, buon compleanno a tutte e due, mamy e nona:) 19/09/2013
    Bacione.

  3. Silvia says:

    None, ti vuei tan ben, hai tirato su 10 figli mentre tuo marito aveva abbandonato le sue terre e famigliari a causa dei fascisti che gli hanno fatto bere olio di ricino e pestato a sangue: amici!
    Tutto per non prendere la tessera fascista: ma che coglione! Robegan de merda

  4. caterina says:

    Le frasi emblematiche sono armi a doppia taglio: quella detta da Zaia a Maroni possiamo dirla anche noi a Zaia: dopo due volte che riunisce il Consiglio per votare il referendum o la prossima volta riesce a spuntarla o non è più credibile…
    ma l’ha promesso e vogliamo credergli!

  5. Silvia says:

    Si, auguri a Bossi, ma anche a mia madre e a mia nonna materna (veneta, non ho mai capito un tubo di quel che diceva ma le voglio tanto bene, e’ una tosta:)

  6. Silvia says:

    Ah, si, ho degli amici leghisti, qualcuno degnissimo, qualcuno che mi dava il volantino della figlia affinché facessi proselitismo per la parente (quest’anno). Qualcuno che mi ha proposto tempo fa un posto di assessore nel Comune dove ho la residenza. L’ho rifiutato, pur stimando le persone che me l’hanno proposto. Sono una co…na? No, ho la coscienza a posto, almeno così mi sento io.

  7. Silvia says:

    …Per esempio, un quadro di Bertoldo che lei spesso cita, qualcun altro, a pancia vuota, lo vede come un insieme di frutta e verdura..
    In ogni caso io ho tanta simpatia per lei, la apprezzo come giornalista e per la sua carica umana nel giudicare i fatti e le persone.
    Grazie Gianluca per avermi dato l’opportunità di spiegare certe cose a certe persone.
    Saluti

  8. Silvia says:

    Ah si, sig. Pellegrin, anche io e i miei parenti e conoscenti siamo stati “visitati” dagli zingari, rom, come diavolo vuol chiamarli. Ma lei non ha problemi prioritari sul come tirare avanti con figli, mutuo e disoccupazione. Lei è originario del FVG ma se lei si lamenta, ora che lei è integrato a Milano (anche come mentalità) qua, noi feccia friulana, stiamo ondeggiando nella merda, altro che veliero della Lega. Ma per favore, lei non offende me ma la sua gente che, ignorante com’è, per il pensiero di meti dongje il pranzo e la cena, non possono permettersi di acculturarsi come lei. Ci scusi, sa.

  9. Silvia says:

    Sig. Pellegrin, vuole bestemmiare con me? Anche io ho subìto le aggressioni degli zingari e anche i miei . Solo che lei non ha problemi sul come mantenere i figli essendo disoccupati, lei non ha idea di come sta vivendo la nostra gente. Continui pure a misurare il livello dell’altezza del mare a Milano. Qui siamo già sprofondati nella merda da tempo. Contento? Lei non sta pigliando per il c…o me ma la sua gente. Lei era friulano, ora e’ Milanese, tutta un’altra cosa, oh!

  10. Silvia says:

    Appena finito il mio turno di lavoro, ho consegnato ad una associazione vestiti, lenzuola (anche vecchie, mi hanno detto) giacconi dismessi. Non per gli extracomunitari (io li chiamo così) ma a persone che con problemi di sopravvivenza non possono permettersi neanche 5 porzioni di frutta e verdura ( se qualche ambulante di buon cuore glieli da’). Dimenticavo: e’ gente NOSTRA e si vergogna di rivolgersi alla Caritas.

  11. Silvia says:

    don’t worry: jo lu sai, con le conoscenze scientifiche e le moderne tecnologie chirurgiche si potrebbe fare così, se voi siete d’accordo per un nuovo Segretario Federale:
    Ironia e cultura del prof. Oneto;
    Grinta e presenza di Salvini;
    Umanità e simpatia del giornalista Pellegrin
    Manca ancora qualcosa?…

    Scherzavo..ma per il bene della Padania…

  12. Silvia says:

    Cmq sia, signori, meglio rimpiangere qualcosa che si è fatto, piuttosto di qualcosa che NON si è fatto. Ricordeve

  13. alessandro says:

    Non solo Zaia,, ma tutta la Lega Nord esce bene da questa vicenda, che è solo un primo piccolo passo verso un traguardo difficile. Gli indipendentisti veneti appaiono divisi, litigiosi, inconcludenti e non hanno un consenso significativo, ma sono riusciti a far esprimere il consiglio regionale sulla possibilità di indire un referendum. I leghisti padani sono organizzati, hanno consenso ed aderiscono alla battaglia. Una collaborazione che dà buoni frutti. Il governatore del Veneto ha promesso di seguire personalmente la vicenda. Il Veneto si conferma regione europea all’avanguardia nel panorama dell’indipendentismo, ed i Veneti l’unico popolo, insieme ai Padani, capace di ingaggiare una battaglia politica contro lo stato italiano (che poi i dirigenti leghisti preferiscano accumulare potere in Italia piuttosto che consegnare la libertà ai Padani è un’altra cosa, ma non è, a quanto pare, il caso di Zaia). Il rinvio è da leggersi come la manifestazione del timore degli italiani, piuttosto che come l’inconcludenza dei Veneti.

  14. gigi ragagnin says:

    non si può più neanche commentare ?

  15. Roberto says:

    peccato che non sia un indipendentista

  16. valerio says:

    Zaia ha la possibilità di diventare l’uomo chiave in Veneto ! Sono convinto che se porta avanti la battaglia Indipendentista nella sua terra avrà sia la forza che il sostegno necessario !

  17. Giuseppe says:

    Bravo, Zaja!

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