LEGA: VIETARE I SOCIAL NETWORK AI DIPENDETI LOMBARDIA

di ANDREA SENESI

MILANO – Alberto da Giussano non twitta. La Lega Nord parte per la crociata contro i social network. Succede in Regione, dove stamani, nell’aula di consiglio, poco prima della discussione sul piano casa, si parlerà anche di web. Il lumbard Cesare Bossetti leggerà un’interrogazione urgente diretta alla giunta di Roberto Formigoni. Obiettivo: «Predisporre dei filtri che impediscano l’accesso ai social network dalle postazioni di lavoro di Regione Lombardia e delle società partecipate».

La ragione di tanto accanimento è spiegata nella stessa interrogazione: «Il traffico dei dati derivanti da queste applicazioni produce conseguenze sul piano economico in termini di maggiori costi per l’ente pubblico». Per non parlare della «pirateria informatica», dei «furti d’informazioni» o dei «danneggiamenti delle strutture»; o ancora dei «rischi di contagio di virus informatici» e delle pericolosissime «conseguenze legali» di tanto scaricare. «Il rischio di download di materiale non consentito espone la pubblica amministrazione a forme di responsabilità per omesso controllo».

Il documento leghista non lo dice poi apertamente, ma è chiaro che la preoccupazione è legata anche a eventuali ricadute sul fronte produttività. L’efficienza «padana» a rischio Twitter e Facebook. «Secondo alcuni studi – dice infatti l’interrogazione – dalla mappatura delle reti è emerso che la “frequentazione del web” avviene con maggior concentrazione durante l’orario lavorativo». «Se questo è il punto – attacca Pippo Civati del Pd -, vietare l’utilizzo dei social network come qualcuno tentò di fare con la posta elettronica non serve a nulla. Se il timore è che ci siano dipendenti che buttano il loro tempo si chieda conto a loro».

Cesare Bossetti

Cesare Bossetti è stato eletto al Pirellone nel listino bloccato di Formigoni. Varesino, amministratore unico di Radio Padania, è noto alle cronache più recenti per l’episodio legato al minuto di silenzio osservato nell’aula del Pirellone: era febbraio dell’anno scorso, in ricordo dei bambini rom morti in un incendio di un campo romano. In quell’occasione Bossetti rimase incollato alla sua sedia, orgogliosamente assorbito dalla lettura dei quotidiani. Quanto alla sua frequentazione del web, Bossetti ha di recente creato un suo profilo su Facebook. Eppure in Regione i social network sono strumenti assai apprezzati. Roberto Formigoni, per dire, è super attivo sia sulla sua pagina di Facebook che su Twitter. E anche il presidente (leghista) del consiglio regionale Davide Boni aggiorna di continuo la sua bacheca.

Tanto che proprio da Facebook era nata due giorni fa l’ultima polemica tutta interna alla maggioranza di centrodestra. Protagonisti Davide Boni, appunto, e l’assessore alla Protezione civile, il pidiellino Romano La Russa, che aveva criticato la lentezza delle procedure in materia di concessione dell’asilo politico. «I tremila profughi libici ci costano troppo». Tanto vale regolarizzarli, una volta per tutte. La replica di Boni alle dichiarazioni del collega fu condensata in un solo aggettivo: «Incredibile». Su Facebook, ovviamente.

FONTE ORIGINALE: WWW.CORRIERE.IT

 

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One Comment

  1. Sante says:

    il concetto subliminale è kiaro.
    “sterilizzare” il monopolio di fb+internet della sx,
    ovvero dei fancazzisti a tempo pieno ke albergano nella PA.
    nn ci riusciranno mai …..
    nn riescono neppure a”pensare”ad una SOLUZIONE VERA.
    Serenissimi Saluti

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