Lega, una cottura a fuoco lento

di STEFANIA PIAZZO

Prima il Nodd a Benevento non lo votano. In Padania neanche. Così, quel che resta della Lega non è andato da nessuna parte. Per la prima volta nella storia, la Lega in prima persona è riuscita, come direbbe Crozza, a deleghistizzare la Lega. Le percentuali elettorali sembrano la pressione delle gomme della macchina, o, al massimo, della caldaia.
Ora si cimentano nella regia di un accordo per tacitare il borbottio di Umberto. Una fagiolara che sbuffa sul fuoco, ma è lui, Bossi, quello che sta cucinando a fuoco lento Bobo. Tanto, che ha da perdere il leader umiliato? Niente. La Lega che preferisce  Twitter alle piazze, deve salvare almeno l’onore. Ne è rimasto?
Bossi accetterà il suo silenzio in cambio di un “accordo pensionistico”, una buonuscita, o strapperà?
O  “accetterà” e riaccenderà il fuoco, tirando in lungo come lui sa fare?
Una domanda: ma alla fine della cottura, che resterà? Il bianco del sale sulla padella. Quello che lecchi e ti bruci la lingua.
Ieri il Fatto Quotidiano, per una firma non nemica di chi gestiva gli equilibri della comunicazione, chissà, forse magari sfuggita?, narra che non può sopravvivere un partito nato in un ufficio marketing. Colpa della guida di un non leader, si legge. Certo, ma anche del leader che non ne ha fermato la disgregazione. Si scrive che fu proposta l’espulsione di Marco Reguzzoni, perché antipatico e perché governava con Berlusconi, aggiungiamo noi. Certo, ma chi lo fece dimettere da capogruppo, allora, nel gennaio 2012, imponendogli pure il brindisi nel salone del Federale assieme agli ex vertici, facendo titolare a La Padania: La Lega è salva, Hanno fatto pace? o giù di lì, e chiedendone per due giorni consecutivi la pubblicazione con tanto di fotografia patetica del buon ricordo? Così fu chiesto e così fu.
Chi non seppe cedere ai “ricatti” interni? Chi ritirò la “fatwa” verso Maroni imputando a intermediari confusionari  quel divieto di comizi? Quante volte è riecheggiato nei corridoi “è un traditore”  aspettando un anno e mezzo prima di una pubblica confessione? Quanti errori.
L’altro giorno scampoli di inchiesta padana raccontano di un assegno che doveva essere destinato ad una Fondazione, vicina a Maroni.  Stiamo fuori dalla vicenda giudiziaria, non ci interessa, ma forse non tutti sanno, né mai nessuno lo ha scritto prima, che quando la notizia di una Fondazione  vicina al segretario venne pubblicata su Italia Oggi, a metà gennaio 2012, qualcuno vide l’Umberto fare due più due e intuire a suo dire che Bobo stava prendendo il passo lungo. Che bisogno c’era di una Fondazione se c’era un partito? Certo,  a meno che il partito stesse morendo. Fu uno dei giorni più tremebondi e tribolati del vecchio leader. Poi si sentirono, ci fu un chiarimento,  chissà, forse un accordo, e il ritiro in serata persino della fatwa. Nello stesso giorno, sì. Che si erano detti? Ma  che la storia della Lega stesse evolvendo verso altro, era chiaro a tutti.
 Stiamo però sui fatti, anzi, sul Fatto. Luca Telese, già firma nota dello stesso  Quotidiano, l’indomani della notte delle scope, in una chiacchierata intervista  dedicata all’ipotesi di bachi operosi nel corpo del movimento, si interrogava giusto con la sottoscritta sul fatto che “la mela della Lega oggi è bacata perché dei piccoli bachi inseriti da un grande baco hanno lavorato per divorarla”.  Non è forse andata così?
Ora manca l’ultima prova, la prova di cucina.  Poi, arriverà il terzo uomo. L’uomo della pace, eterna?
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20 Comments

  1. Mah says:

    Un giornale ha scritto così… un giornale ha scritto cosà…
    ma per favore, da indipendentista a Indipendentisti (?) un’idea concreta su come fare l’avete? Di critiche se ne son fatte a sufficienza, basta per favore

  2. Francesco Montanino says:

    La Lega Nord si è bruciata 12 anni fa quando all’alleanza con “gli illuminati federalisti del sud” (citazione testuale di Bossi a Venezia nel 2000 che non potrò mai scordare perché ero presente!), preferì l’abbraccio mortale con Roma ladrona. Ovvero l’alleanza con il Berlusca e Lombardo, la rappresentazione dello statalismo e del centralismo più sfrenati. Da li’ e’ iniziato il declino e la diaspora di tantissimi leghisti della prima ora, traditi dalle piroette del Carroccio e del suo leader. Ma del resto, le avvisaglie le abbiamo avute quando Bossi e Miglio non se le mandarono certo a dire, con il Professur che aveva capito che aria stesse tirando e che penso’ bene di andarsene quando comprese che la Lega stava tradendo il suo primigenio disegno. Il tempo ha poi confermato e dato ragione al professore su tutta la linea. Ed ora più che di Carroccio, possiamo parlare di Coccio……con buona pace della base e di chi veramente credeva in una rivoluzione federale, visto che i propri ideali sono stati letteralmente svenduti sull’altare di quattro cadreghe ed un piatto di lenticchie andate pure a male!

  3. Tradeoff says:

    Ma che razza di articolo e’. fare critica si ma questo e solo denigrare senza levriero motivi. Non sarai tu Stefania Piazza a far fuori la Lega. La lega non morirà fino a quando esisterà il suo motivo di vita ” la questione settentrionale”, mi spiace ma avrete tutti una grande delusione. Bossi e Maroni , Maroni e Bossi, Bossi e Maroni piantatela di seguire l’onda del giorno incominciate a guardare lontano.

    • Veritas says:

      Sono d’accordo con Tradeoff: Inoltre quanto alla fatwa, forse la Sig.ra Piazzo non è bene informata, c’era una persona che lavorava sodo da parecchio tempo contro Maroni e i suoi seguaci piu’ vicini, semplicemente per arrivare a sostituire Bossi. Tutto qui.

  4. Riccardo says:

    Tra i due litiganti, maroni e bossi, il terzo gode! Ma chi è il terzo? Per chi lavora?

  5. luigi bandiera says:

    Cara Stefy,

    tra non molto ci sara’ veramente la PACE ETERNA..!

    E per la lega nodde e per noi del nodde..!

    Senza ALI non andremo mai via da questo pantano komunista: l’Alkrataz, la penisola dell’ingiustizia..!

    Poi siamo senza saperlo dei MINOTAURI ed il gioco italikuskus l’e’ bel che fatto..!

    SOCCOMBEREMO…

    Amen

  6. Roberto Colombo says:

    non ho capito niente.
    c’è qualcosa da dire? e la si dica, no?

    • Miki says:

      Un capolavoro di ermetismo. Cos’è, un messaggio di radio Londra?
      Speriamo che Luigi Bandiera legga e ci chiarisca le idee.
      (rotfl)

      • aussiebloke says:

        > Un capolavoro di ermetismo. Cos’è, un messaggio di radio Londra?

        Non ti riferisci mica a quella vecchia trasmissione su Radio Padania che conducevo con l’amico Sandro, neh? 🙂 (trasmissione che Roberto Colombo forse ricorda). Quella era chiara e sempre aderente ai fatti, haha!

        (Almeno fintanto che stefano-stefani non ci ha cacciati rudemente dalla radio per non essere stati abbastanza fedeli alla linea).

      • Unione Cisalpina says:

        ahahahahahahahahahah

  7. elio says:

    ancora con ste menate!!!

    è la gente che dell’indipendenza non frega niente, era solo un voto di protesta che ora si rivolge altrove, bossi o non bossi, cultura o non cultura non serve a niente, è il popolo che vota non la lega e i suoi militanti

    quando bossi ricercava i costosissimi mezzi di informazione per imporre l’idea federalista lo faceva a ragione, solo che ha combinato un sacco di pasticci prima con la banca, poi con i villaggi turistici alla fine ha solo collezionato brutte figure

    ma senza informazione la gente non capirà mai i vantaggi dell’indipendenza, non sa non capisce va informata. le lega è stata demonizzata in tutti i modi possibili tanto che la gente era terrorizzata solo a scrivere una preferenza a un leghista nel chiuso dell’urna

    concentratevi su questo , concentratevi sull’informazione e lasciate perdere la lega perchè un militante vota per uno e non serve a niente senza il voto della gente

  8. Bepe says:

    Uno arriva al fondo dell’articolo, e si chiede:

    e allora? cosa voleva dire l’autrice?

    Boh …

  9. stefano says:

    Che vuol dire Stefania Piazzo? Che ha ancora ragione Bossi quando diceva che alla fine “sono” riusciti a spaccare il partito? E chi sarebbero queste fantomatiche entità? Mica per caso la famosa “cesta di lumaconi democristiani”?
    Forse chi come lei conosce cose mai dette e i dietro le quinte farebbe bene, con onestà e coraggio, a dire finalmente tutto quello che sa in maniera comprensibile anche a noi, povero popolo bue con l’anello al naso.

    • Gian says:

      concordo con stefano, non sono mai stato molto addentro alle cose della Lega, immagino che lei invece abbia conoscenze molto approfondite, quindi i continui rimandi e le continue citazioni/allusioni, risultano evidentemente lapalissiani per lei, ma abbastanza ostici a me e credo anche a tutti quelli che come me non hanno mai frequentato via Bellerio e la dirigenza della Lega. Mi scusi, ma non ho capito molto se non che la lega è un gran rebelot. Via tutti, rottamiamoli, occupy Lega e poi Lega 3.0.

  10. Unione Cisalpina says:

    gossip e sbrodolature… la lega
    … e kuesti dovevano, vorrebbero e xsino pretendono fare una rivoluzione … sì xkè x loro la makroregione al motto di prima il nord, lo sarebbe … 😀

  11. Leo says:

    Impietosa e corretta analisi di una triste realtà con un futuro dagli esiti scontati

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