BOSSI VEDE BONI E MARONI DICE: LA LEGA NON SI TOCCA

di REDAZIONE

Il leader della Lega Nord Umberto Bossi ha incontrato il presidente del Consiglio regionale lombardo, Davide Boni, indagato per corruzione, nella sede federale di via Bellerio. Boni, così come all’ingresso, ha lasciato gli uffici della Lega direttamente in auto senza rilasciare dichiarazioni. Al momento non è trapelato nulla dell’incontro fra Bossi e Boni, che ha scelto di rimanere alla presidenza del Consiglio regionale. Il leader della Lega è rimasto a Milano, mentre gli altri dirigenti del Carroccio oggi hanno raggiunto Roma per l’attività parlamentare. Domani comunque rientreranno tutti per partecipare a una riunione in via Bellerio in cui verranno affrontati i temi di più stretta attualità.

«Condivido al 100%, non servono altre parole». Roberto Maroni risponde così, sulla sua pagina Facebook, a un lungo post pubblicato da una militante del Carroccio, Lorena Bastoni, in difesa di Davide Boni, il presidente del Consiglio regionale della Lombardia indagato per corruzione. Il post, condiviso dall’ex ministro dell’Interno, ha il titolo ‘Boni, la Lega e l’attacco di Statò. Tra le altre cose, la militante scrive: «È un attacco a un uomo simbolo della Lega e al contempo alla Lega stessa». Per poi chiudere il post: «Davide Boni non si tocca, la Lega non si tocca». Parole che Maroni sottoscrive «al 100%».

«Io sto con Davide Boni». Radio Padania, l’emittente radiofonica del Carroccio, dedica la pagina Facebook al presidente del consiglio regionale lombardo indagato per corruzione. La copertina Fb dell’emittente ‘verdè ritrae un Davide Boni sorridente, alle sue spalle un sole delle alpi che sta sorgendo. Tanti i post, molti di solidarietà per Boni altri d’attacco all’esponente leghista e al Carroccio. Uno tra i tanti? ‘Lega Nord = Io Rubò. Ma, a detta di alcuni utenti, i commenti graffianti sarebbero molti di più. Sulla pagina Fb di Radio Padania divampa infatti la polemica per alcuni post contrari a Boni e prontamente cancellati dai gestori della pagina. Ma c’è chi, tra i sostenitori del Carroccio, invita a informarsi sulle regole che governano la pagina Fb di Radio Padania. Si è bannati, c’è infatti scritto, «se si insultano politici leghisti», ma anche se «si nega l’esistenza della Padania» e se si «pubblica il tricolore».

Sul fronte dell’inchiesta emerge che una parte dei soldi raccolti con il giro di mazzette, che vede indagato per corruzione il presidente del consiglio regionale lombardo, Davide Boni, sarebbe finita anche a finanziare alcune iniziative elettorali locali per campagne elettorali, soprattutto relative al Comune di Cassano D’Adda, nel milanese. Questa l’ipotesi degli inquirenti. Nell’inchiesta risultano indagate una ventina di persone tra politici, di cui molti amministratori locali, e imprenditori.

Dalle indagini sul giro di tangenti  emergerebbe anche, a quanto si è appreso, un sistema Pdl-Lega e rapporti tra assessori nell’ambito di presunte vicende corruttive. Da quanto si è saputo in ambienti giudiziari, ci sarebbero elementi, forniti soprattutto da verbali di interrogatori, che portano a collegare l’inchiesta a carico di Nicoli Cristiani, ex assessore regionale all’Ambiente del Pdl e ex vicepresidente del consiglio regionale – accusato di aver preso una mazzetta da 100 mila euro e sospettato di averne intascata un’altra di pari enitità – e quella a carico di Boni, ex assessore lombardo all’Edilizia e al Territorio. Entrambe le indagini, infatti, coordinate dal procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo e dal pm Paolo Filippini, metterebbero in luce un ‘sistema Pdl-Legà con alla base presunti rapporti di corruzione con imprenditori interessati a permessi e facilitazioni nell’ambito immobiliare e commerciale. Anche gli interrogatori delle scorse settimane nell’ambito delle indagini su Nicoli Cristiani (recentemente scarcerato), tutti secretati, avrebbero supportato questo quadro su cui i pm, da quanto si sa, stanno lavorando. Stando ai primi riscontri, in sostanza, è emerso che alcuni imprenditori interessati a facilitazioni e permessi avrebbero avuto bisogno di ‘oliarè con mazzette non un solo assessore, ma più di uno. Per questo, gli inquirenti sono convinti di essere di fronte a una ‘rete di rapportì tra assessori con al centro una serie di irregolarità.

 

 

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2 Comments

  1. Massimo says:

    Ieri Bepi Covre , lo storico leghista del Nordest, ha praticamente detto di essersi rotto di Bossi e dei suoi slogan
    http://www.youtube.com/watch?v=uNnpQlhAXBQ
    Su La Stampa ha poi aggiunto che Bossi è imbottito di farmaci con effetti psichici collaterali

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