Il nuovo libro “LEGA Spa”. E la “missione finita” secondo Cé

di GIANMARCO LUCCHI

Mentre a Brescia, alla presentazione del suo libro-intervista “Il mio Nord”, Roberto Maroni incassava la soddisfazione per il realizzarsi dell’auspicio leghista dell’election-day (probabile 10 e 11 marzo), e aggiungeva  ”Col Pdl? Il dialogo non e’ mai venuto meno, io sono l’uomo del dialogo. Ma dialogo non vuol dire cedimento, l’election day ”apre prospettive interessanti”, a Milano veniva presentato un altro volume, di tutt’altro tenore, “Lega Spa. I politici, la famiglia, il malaffare”, scritto da Alessandro Da Rold (edizioni CentoAutori, euro 9,90) alla presenza al tavolo dei relatori di du ex di peso come Giancarlo Pagliarini e Alessandro Cè, e in sala l’ex tesoriere Alessandro Patelli.

In coda i lettori potranno trovare il primo capitolo del volume. Durante il dibattito particolare interesse hanno sollevato gli interventi di Cè, a lungo capogruppo alla Camera e poi assessore regionale alla Sanità in Lombardia, prima che decidesse di lasciare il movimento quando una notte, con ripetute telefonate in partenza da Arcore, tutti i vertici leghisti, compresi il segretario di allora Umberto Bossi e l’attuale Roberto Maroni gli chiesero, anzi gli imposero di traghettare dalla Sanità all’Urbanistica.

“A mio modo di vedere – ha detto Cè – la Lega è definitamente morta nella sua spinta e nella sua missione quando, nel 2004, circa un mese dopo il malore che aveva colpito il segretario, nella sede del gruppo alla Camera tenemmo una riunione dove erano presenti i parlamentari e tutti i vertici del partito allo scopo di decidere il da farsi. In una fase dove imperversavano gli scandali Parmalat, Cirio, la vicenda dei bond argentini, per non dire della vicenda Credieuronord, tutto a un tratto ci veniva chiesto di schierarci dalla parte di Fazio e Fiorani e non più a difesa dei risparmiatori. In quella riunione io proponevo che la Lega tornasse a fare la Lega e si mettesse  dalla parte della gente. Un gruppo consistente di parlamentari era su questa linea e anche Maroni assunse questa posizione. Castelli non era contrario, ma tutti gli altri pezzi grossi a cominciare da Calderoli, da Giorgetti e dall’allora segretario amministrativo (Maurizio Balocchi, n.d.r.) si schierarono a difesa del governatore di Bankitalia e dell’ad della Popolare di Lodi. Dopo un paio di giorni venne da me Maroni e mi disse che non se ne poteva fare nulla, che bisognava sostenere Fazio e Fiorani. Lì il Carroccio è politicamente morto per come l’avevamo conosciuto…”.

L’ex capogruppo alla Camera, attualmente impegnato nel movimento “Verso Nord”, è convinto che un vero cambiamento del sistema Italia possa partire dalla Lombardia, purché qui venga disintegrato il sistema di potere che si è consolidato in circa vent’anni e che è del tutto trasversale se, andando a vedere il dato degli appalti in certi settori, “si scopre – sono sue parole – che nella nostra regione il rapporto è 75% alla Compagnia delle Opere e 25% allea Lega Coop, mentre in Emilia Romagna il rapporto si inverte”. Tutto questo per dire che se la Lega di Maroni persegue ancora l’alleanza con il Pdl, secondo Cè significa che non ha alcuna intenzione di “scardinare e far saltare il sistema” in cui siamo immersi da troppo tempo. Se questò è lo scenario, si spiega anche l’insistenza della Lega sull’election day: fare un favore al Pdl che, essendo in netta difficoltà, rischia di subire due sconfitte clamorose, prima in tre Regioni dove ha governato e poi alle politiche, dove l’esito potrebbe essere ancora peggiore a causa dell’effetto domino della prima sconfitta.

Clicca a fianco per leggere il primo capitolo del libro di Alessandro Da Rold: Capitolo Uno

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16 Comments

  1. Aphace says:

    Se il Cè si candida alle regionali io lo voto,e poi mi piacerebbe vederlo in tv con il maronchino in un dibatto,mi viaìen già daa ridere,comunque il nano di varese è già morto e sepolto ormai il legaa comanda il fascista tosi ed il centrosociale salvini. salude

  2. Giovanni Airola says:

    Il Prof.Miglio, a Pontida, ci aveva ricordato che la Storia passa una volta sola. Miglio era l’unica fonte di dignità che potevamo presentare all’elettorato. Eliminato ,insieme a Gipo,Roveda, Marin, Rocchetta ,nel modo più vergognoso, da Bossi. Lo spirito della Lega delle origini è finito con la Marcia sul Po . E’ nato sul nostro fiume, è morto sulle fangose rive del Tevere. Il vero disastro storico è stata la distruzione di tutte le gemme autonomiste che tendevano ad aggregarsi per diventare forza elettorale dirompente. Oggi l’unica speranza è nei Comuni, come sorgenti di democrazia diretta ,autogestita soprattutto dalle generazioni giovani ,cui non siamo riusciti ad assicurare un futuro civile ed operoso, un sistema di leggi adeguato alle moderne necessità di convivenza e competizione globale. Il Piemonte e Torino sono la dimostrazione vivente di questa desertificazione programmata. Ferite mortali,cui non basteranno forse più generazioni per recuperare efficienza lavorativa e istituzioni civili.

  3. max says:

    Sono accuse sterili senza costrutto,queste cose andavano fatte prima,e invece ognuno guardava al proprio seggiolino,al proprio portafoglio,al prestigio, ai leccaculi che dicevano spazio c’è l’onorevole che non aveva un cazzo da dire.C’è invece chi diversamente da Cè,una volta sbattuto fuori dai cerchi magici,ha preferito ritornare al proprio lavoro,avendo capito che l’impegno politico,era fine a se stesso,anzi nemmeno il proprio pensiero si poteva esprimere,peggio dei talebani.Basta guardare le leggi o proposte di legge sul sito della camera la risposta è li,la lega è morta dal 1996.

    • lamberto says:

      Di certo chi descrive il nano di Varese come estraneo alla ganga di Gemonio o ci fa o ci è. Il carroccione è finito e a tutti questo è chiaro dopo il flop della adunata generale di Bologna (meno di mille intervenuti su un totale di 70000 militanti). Bellerio potrà sempre trasformarsi in una sorta di centro ufologico dato che a parte questo e qualche slogan pro-catalano tanto per gettare fumo negli occhi non sanno dire.

  4. frank says:

    Che l’allega riesca o meno a farsi appoggiare dai p2ellina resta quello che è da anni: un’agenzia di collocamento per amanti e parenti analfabeti dei capetti belleriani oltre a cumpari e sfaccendati vari legati al fu movimento.
    A proposito,che fine hanno fatto il portinaio spilungone belleriano (ora autista della segretaria del Burghez) e i suoi cumpari di affari loschi napoletani-romani?

    • lamberto says:

      Ah già, Ciccio e corte dei miracoli, quelli che a settembre volevano proporsi come l'”ala indipendentista”. E intanto facevano affari con Don Raffaè.

  5. Mauro Cella says:

    Mi chiedo come reagirà Maroni a vedere la sua foto in copertina a Lega SpA. Da quando sono scoppiati i vari bubboni delle ruberie del clan Bossi la sua linea di difesa è sempre stata “Non ne sapevo nulla”.
    Se sono ancora disposto a credere che Maroni sia innocente (nel senso che non è stato lui a prendere le decisioni) d’altro canto non posso credere neppure per un minuto che proprio lui, che è stato a fianco di Bossi fin dal primo momento, fosse all’oscuro di tutto. Dopo Umberto Bossi nessuno sa meglio di Maroni come funziona la Lega: si sarà pur chiesto da dove venivano i soldi per tutte quelle “spesucce” dettagliate in questo libro.

    Parlando di Alessandro Cé… come sempre inguaribile ottimista. Nel 2004 la “Lega come l’abbiamo conosciuta” era già morta e sepolta da almeno un lustro. Non è stata di certo la manovra a supporto di Fazio e Fiorani a rovinarla. Sarebbe di certo altamente educativo conoscere anche i contenuti dettagliati di queste “telefonate in partenza da Arcore” come pure cosa fece cambiare idea a Maroni tanto rapidamente.
    Come pure sarebbe senz’altro interessante sapere perché svuotare il sacco solo ora. Se io venissi “degradato” dalla Sanità (il più importante assessorato in Regione) all’Urbanistica (che conta come il due di coppe a briscola) di certo non la avrei presa con tanta filosofia.

  6. AlessandroPaoloRho says:

    Ma la stessa lega,da che è salita agli scranni del potere,s’e fregata da se stessa!MA Siccome d’italiAni tanto ciula non ce n’e mica…BASTA LA’ CON TUTTE STE BALLE!!!!Che non io soltanto,bensi tutto il popolo. Italiano ce n’ha lo scroto straripiendo delle cazzate Che sti pirla ci continuano a tirare Fuori!!!MA PORCA PALETTA!!ciao ne’? S’andrho’

  7. Unione Cisalpina says:

    ‘ste teste di “lekka nodde” nell’election day, non pensano affatto di risolvere la kuestione padalpina ma perpetuare solo il loro tornakonto partikolare ke non korrisponde agli ideali e skopi di ki, purtroppo ankòra, kontinua a dargli kredito e votarli…

    se i cisalpini votanti riflettessero sugli skopi veri di ‘sta Lekka Nodde si renderebbero konto ke il Marone, eletto a Kapo della Lombardia, sarebbe sempre e komunkue sotto rikatto, direttive e servitù del mafiante partito sikulo del Pidielle ke, kome ieri, oggi, sostenendone il Burattino in Regione, mai gli permetterebbe di fare nulla ke al merdione italo_sikulo non konvenga…

    BISOGNA ANDARE x KONTO PROPRIO … kon RETTITUDINE, KOSTANZA e VERITA’ parlando direttamente, attraverso le amministrazioni komunali, ai nostri cittadini cisalpini dimostrando la korrispondenza ideale agli skopi di libertà ed indipendenza agognati, nei fatti…

    si attui la protesta fiskale kapeggiata dai Sindaci + volte, ciarlatanamente “minacciata” 😀

    l’election day serve ai lekkisti x proseguire kon la stessa politikeria dei tornakonti personali, rikatti, komplicità e maneggiamenti avulsi dagli ideali e promesse di libertà padana ke, evidente, è solo una merce di skambio senza valore, una kinkaglieria (spekkietti, kollanine di vetro kolorate, rum e whisky, etc.) venduta agli indiani in cambio di beni preziosi, ingannandoli, gabbandoli … facendo loro del male vero.

    i kommercianti arraffoni (bossi_maroni e lekkisti in genere) ed i padanisti kredenti (indiani bonaccioni, ignoranti, kreduloni, stupidotti) … ekko il kuadro desolante della nostra situazione nei riguardi di kuest’infausto movimento pseudomorale e libertario padanista ke ora sventola la bandiera del “Prima l’TALIA del NORD”, kome se fosse una kosa nuova , mai vista … ahahahahahahahahahahahahahah

    … ke skifo !

  8. Franco says:

    Tutto vero,ma perchè attendere tutto questo tempo per uscire allo scoperto?Lega(che non è NORD) e PDL(berlusconi) sono alleati soprattutto in affari e questo si sa da sempre,cambia la “dirigenza leghista” ma tutto resta come prima,dov’è il “nuovo”?E come mai proprio adesso questa sortita?A pensare male si potrebbe immaginare che questa azione potrebbe servire ad alzare il prezzo per un eventuale ritorno all’ovile?

  9. Lucky says:

    con il sistema maggioritario la gente non vota in massa un partito o un movimento che sa perdente perchè chi perde non conta, quindi si rivolge verso chi potrebbe vincere. tutti sanno che la lega da sola perde e di conseguenza non riceverà il consenso della massa che è poi quello che serve per scardinare lo status quo.

    tutto questo è sotto gli occhi di tutti da almeno venti anni ed è un bel dilemma, lega a casa lasciando l’autostrada libera a grillo ipercentralista o al PD pararepubblichino?

    • fabio ghidotti says:

      Lega a casa, cioè in Padania: cioè da sola alle elezioni regionali e assente dalle elezioni per il parlamento romano!
      Chi percorre le autostrade non ci interessa, tanto prima o poi l’Italia si schianterà contro il Tir della storia nello stupido tentativo di fermarlo.
      Nel PD non ci sono solo i repubblichini riciclati, ci sono anche i pochi antifascisti. Bisogna far loro capire che la situazione è simile a quella di fine secolo quando erano riusciti a far passare la riforma proto-federalista spaventando gli italioni con la nostra minaccia separatista. Bisogna tornare li’. L’epoca degli inciuci è finita per sempre.

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