Lega allo sfascio: usare Bossi come alibi è da vili

di MATTEO CASTAGNA

La Lega non ha perso le elezioni amministrative per i diamanti di Belsito, per le “spese pazze” del Trota, per gli scandali del famigerato fascicolo “The Family”. D’altra parte, non si capirebbe come un partito devastato come il Pd, dopo i casi Penati, Monte dei Paschi di Siena e le furibonde liti Bersani-Renzi abbia vinto dappertutto. Le vicende legate alla famiglia Bossi sono cose di un anno fa e dar colpa, quasi esclusiva, a quei fatti significa ammettere che la “seconda Lega” è un fallimento e che le ramazze sono state solo una malriuscita operazione di marketing elettorale.

Questo perché alle comunali, la gente votava la Lega 2.0, quella del “restiling”, quella divenuta “di sistema”, quella “responsabile”, quella amica dei poteri che contano, quella liberal, quella con la spada spuntata, quella iper-mediatica, quella dai toni pacati e dai modi da salotto, quella che disse di aver scherzato per anni sul blocco dell’immigrazione, quella dell’amministrazione trasparente e pulita, quella pronta a risolvere tutti i mali (crisi economica, lavoro, pressione fiscale) con la sbandieratissima quanto incompresa Macroregione, che i tre Governatori “padani” al minimo storico di consensi avranno vita dura per rilanciare.

Da militante e amministratore locale leghista della prima ora, fuoriuscito nel 2009 perché il movimento in cui credevo aveva iniziato a snaturarsi, avevo lasciato dicendo agli amici: “in questa situazione non durerete un altro lustro”. A quattro anni da allora: “la Lega è finita” (Gentilini dixit).

Il capro espiatorio di questi giorni, pare essere il vecchio leader fondatore. Senza dubbi, commise gli errori più grandi dopo la malattia. Ma va ricordato che egli portò la Lega al massimo dei suoi fasti, allo stesso tempo non riuscì a portare a casa nulla di quanto promesso nel corso di una lunghissima carriera politica. Le colpe del cosiddetto “cerchio magico” ci stanno tutte, ma il fedele compagno di 30 anni di politica Bobo Maroni e il “pasionario” Salvini, che non erano certo gli ultimi attacchini di partito, dov’erano? Cosa facevano? Con quale credibilità si presentano come volti “nuovi” ? Non mi pare esente da responsabilità neanche Tosi, in politica dai primi anni ’90, che se nel 2007 fu candidato sindaco lo deve solo all’intervento dei tanto vituperati e invisi Bossi e Berlusconi, nella taverna di Brancher. Altrimenti, oggi, chi ci dice che non assisteremmo al secondo mandato di Alfredo Meocci…? Non di poco conto sarebbe chiedersi che differenza politica ci sia, oggi, tra un Tosi e un Meocci…

Bossi non volle e non poté creare una classe dirigente giovane, credibile, ferma nei principi tradizionali e pronta all’inevitabile successione, che sarebbe dovuta essere indolore e da lui benedetta.

Convincersi o voler far credere che la colpa della sconfitta alle comunali sia stata la sua intervista pre-ballottaggi in cui attaccava gli attuali vertici, appare, però, profondamente risibile. Accusa vile, che magari Bossi si aspettava per mettere definitivamente alla prova i “nuovi” capi, sconfitti dagli elettori, ma ancora tronfi per avergli soffiato i posti di potere. Cosa si sarebbe dovuto dire in Via Bellerio, quando alla vigilia delle elezioni politiche perse dal centro-destra a causa del tracollo leghista, Tosi presentò in Fiera il suo progetto di “Csu modello bavarese” (senza Baviera) alla corte degli “ex tutto”, soprattutto ex democristiani?

Forse, ebbri di boria, ma solo perché stretti stretti sotto l’ombrello dei consensi di altri, certi “politicanti della pearà” non tengono conto che se il Senatùr sarà messo alla porta, lui ne uscirà vincitore, fornendo alla base la prova dell’ “alto tradimento” dei suoi ex colonnelli, di cui ha già pubblicamente parlato. Infatti, il detto per cui Bossi è la Lega e la Lega è Bossi, in un movimento verticistico come quello creato dall’Umberto rimane sempre. Caduto “il Capo”, infatti, cade anche la sua creatura. Con Sansone muoiono pure i filistei. (Vale anche per la politica locale…) Certo, resta il dubbio: chi ha davvero tagliato i capelli a Sansone?

Usare i “mali” di Bossi come alibi, per nascondere le proprie responsabilità, inadeguatezze, incapacità, miopie, trasformismi, presunzioni, non farà tornare gli elettori, ma apparirà come il “metodo Tafazzi” per portare il Carroccio dallo sfasciacarrozze. Magari qualcuno vuole proprio questo. Magari è pure necessaria la rottamazione del partito più vecchio del Parlamento. Ma non si sente di certo il bisogno di una balena verde, già ridotta a poco più di un pesciolino.

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

10 Comments

  1. Miki says:

    Manca la didascalia sotto la foto: questa notte uno di voi mi tradirà.

  2. Riccardo Pozzi says:

    Cerri ha ragione. Semplice ed elementare.

  3. Dan says:

    “Convincersi o voler far credere che la colpa della sconfitta alle comunali sia stata la sua intervista pre-ballottaggi in cui attaccava gli attuali vertici, appare, però, profondamente risibile”

    Dal punto di vista di maroni e co. è tutt’altro che risibile.
    Se dovessero ammettere quali sono i veri problemi della lega e soprattutto chi li ha provocati, allora dovrebbero dare le dimissioni cinque minuti dopo, rinunciando alle cadreghe fino adesso conquistate. Vi pare possibile ?

  4. questa era la lega di ieri e di oggi, per cui se scompare niente di male e allora i movimenti federalsti, indipendentisti, devono unirsi e presentazione di un programma fattibile e coerente con la volontà di tutta la base federalista, indipendista, autonoma dei popoli del nord, della Padania.
    Ora veramente è il momento giusto per scalzare gli inetti, gli incapaci, i poggia c..o. Lega 1.0, lega 2.0 basta si deve ripartire da 0.0 con tutte le forze unite dei popoli padani.

    Rinaldo Cometti

    • Dan says:

      Allo stato attuale anche i movimenti federalisti risulterebbero poco credibili: chi ci assicura a noi che questa volta, al comando di questi movimenti, ci sarebbero persone sincere veramente interessate a fare quello che urlano dal megafono ?

  5. legn de Balìs says:

    “Amministratore locale e leghista della prima ora, fuoriuscito nel 2009 perchè il movimento in cui credevo aveva iniziato a snaturarsi” !!!!!

    IN RITARDO DI ALMENO 10 ANNI !!!

    Sei perciò uno dei responsabili dello sfascio della Lega, che già mostrava palesemente, e soprattutto a quelli come te, di avere a cuore solo il porco interesse dei capataz, locali e nazionali, che sono gli stessi da vent’anni !!!

    Mi sembri più una marrone o un maroni che un Castagna !!!

    Vai a c….e!!!

  6. lombardi-cerri says:

    Il guaio inarrestabile della Lega è facilmente individuabile: la maggioranza dei”capi” da segretario di senzione in su non ha adeguate conoscenze e capacità gestionali.
    Tutto qui!

    • Ghiro says:

      Ha ragione Cerri, una classe dirigente si seleziona per merito, per risultato, non per chi lecca meglio il potente di turno…

Leave a Comment