Finalmente si alza una voce contro l’embargo: Zaia, con gli Usa autocastrati

di GIOVANNI D’ACQUINOzaia latte

Appoggio incondizionato, aveva detto Renzi. Autocastrazione, ha risposto Zaia, rompendo peraltro un imbarazzate silenzio in casa del Carroccio sulla politica estera. Più che di euro e sbarchi non si sente parlare, ormai, come se tutto il resto che accade nel mondo e che si riflette prepotentemente dentro i confini non fosse che qualche schermaglia. “Ci siamo messi dietro agli Stati Uniti a mostrare i muscoli con l’embargo e ci siamo autocastrati. Questo embargo ce lo potevamo evitare, tema democrazia e diritti umani poteva prescindere dal mostrare i muscoli che non abbiamo”. Così il presidente del Veneto, Luca Zaia, ha commentato l’embargo all’export in Russia che si stima faccia perdere al settore agroalimentare 500 mln di euro. “Abbiamo un’agricoltura – ha aggiunto – che è già boccheggiante a causa di un’estate dannosissima dal punto di vista atmosferico. A questo aggiungiamo un embargo rispetto a paesi che sono nostri eccezionali clienti, e il mix diventa micidiale. Oltre all’agricoltura ci sono, poi, gli altri comparti industriali che dialogano coi territori russi”, ha concluso il governatore.

A dire quanto enorme sia il danno lo spiegano anche i conti dell’economia tedesca, a dimostrare peraltro quanto solido sia l’asse commerciale tra la Merkel e Putin e come l’orientamento verso est della Germania metta a nudo il peso delle scelte atlantiche della cancelliera. Il Nord non fa la differenza, guardando più verso i mercati dell’est europa che a quelli del mediterraneo.

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One Comment

  1. giorgio masocco says:

    Pensate che a Cantù, Brianza che lavora, Brianza industriosa, presumo che buona parte del fatturato mobiliere con annessi e connessi, viene fatto ad Est e gran parte con la Russia.

    L’Itaglia è un Paese di coglioni, ma anche gli imprenditori del Nord, e i prenditori della Lega ci mettono molto del loro.

    Il Doge di Cantù

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