MANNHEIMER: LA LEGA NORD PERDE I PEZZI

di REDAZIONE

Renato Mannheimer sul Corriere della Sera traccia una serie di prospettive sulla Lega Nord per l’indipendenza della Padania e cerca di misurare l’impatto sui voti dello scandalo Th Family:

Alla fine del febbraio scorso la Lega raccoglieva nei sondaggi il 9%. Che diveniva l’8,8% alla fine di marzo, il 7,9% il 4 aprile, sino alla perdita di più di un punto percentuale in pochi giorni, che la porta al 6,6% di oggi, il minimo registrato da molti mesi. C’è dunque stato un calo relativamente forte a seguito dello scandalo; ma quest’ultimo non ha fatto che accentuare l’andamento negativo già in atto da un periodo più lungo e originato dalla crisi interna che la Lega vive da molti mesi. In particolare, hanno abbandonato il Carroccio in misura maggiore gli elettori più giovani, gli operai e (ma un po’ meno) i pensionati.

Lo schema di Mannheimer:

I voti persi dal Carroccio in questo lasso di tempo—e, in particolare, nell’ultima settimana — non sono andati, tuttavia, prevalentemente agli altri partiti. La gran parte si è rifugiata, per ora, tra gli indecisi e i tentati dall’astensione:

Anche per questo, Roberto Maroni si è dichiarato certo di riuscire a recuperare questi consensi, «facendo pulizia»— a suo avviso già quasi terminata — nel suo partito, per tentare di ridargli un’immagine nuovamente «diversa» da quella delle altre forze politiche. Il problema, naturalmente, è vedere se l’ex ministro dell’Interno può riuscire nel suo intento. Interrogati al riguardo, gli italiani mostrano di avere molti dubbi a proposito: più dell’ 80% non crede che la Lega sia in grado di riscattarsi dal proprio declino. Sia a motivo della sua crisi interna, sia, specialmente, a causa della ricorrente ambiguità della linea politica e del frequente mutamento degli obiettivi strategici proposti in questi anni dal Carroccio.

Solo il 14% (che sale al 35%—restando dunque una minoranza— tra gli elettori del centrodestra) la pensa all’opposto e ritiene che Maroni possa farcela:

L’operazione ipotizzata dal leader leghista appare dunque assai ardua. Anche se, teoricamente, egli può godere di un mercato potenziale di consensi molto ampio, sia pure in concorrenza con altri movimenti di opposizione. La profonda sfiducia nei partiti che, come si sa, è radicata nella popolazione, dà infatti luogo ad una diffusa richiesta di forze politiche «nuove», che si differenzino in toto da quelle tradizionali.

Si tratta di un fenomeno che si è ulteriormente ampliato negli ultimi giorni:

Gli ultimi scandali finanziari che hanno coinvolto il Carroccio (dopo avere investito altri partiti), assieme ai ritardi e alle titubanze delle forze politiche nel varare una riforma che regoli e possibilmente tagli i loro abbondanti finanziamenti, hanno infatti contribuito la settimana scorsa a far scendere ulteriormente la stima espressa nei confronti dei partiti presenti sullo scenario politico. Questa si è ormai ridotta ai minimi termini: oggi solo il 2% della popolazione dichiara di avere fiducia nelle forze politiche. Il valore, già esiguo, del 4% rilevato il mese scorso, si è dunque addirittura dimezzato. Il 2% della popolazione adulta corrisponde a circa un milione di persone, vale a dire probabilmente meno di quanti sono attivamente coinvolti ai diversi livelli, da sostenitori amilitanti, nei partiti. Ciò significa che una parte di chi vive comunque una vita di partito manifesta al tempo stesso sfiducia in quest’ultimo.

FONTE ORIGINALE: http://www.giornalettismo.com/archives/256648/la-lega-perde-i-pezzi/

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

6 Comments

  1. Frankie says:

    E’ accaduto come previsto dall’antico andante; Chi va al mulino si infarina, predicare bene…razzolare male.
    Resteranno “attaccati” solo gli “interessati” e lo “zoccolo duro” .

  2. LS4giovanni says:

    La Lega è il partito + longevo del panorama italico. Nonostante tutti i cambiamenti attorno a sè nulla ha eroso il suo consenso, anzi il contrario. Adesso però stanno cedendo i fondamentali. la gente ha capito che sono come tutti gli altri. In questo clima non c’è riscatto alcuno. Non c’è uomo, non c’è idea che possa far cambiare il trend. L’unica ipotesi, ma il cui esito comunque non sarebbe scontato, sarebbe una vera rifondazione che partisse da una vera trasparenza sui soldi (come dice Pagliarini). Una vera condivisione del superamento dello Stato in una Europa dei popoli. L’abbandono delle istituzioni romane con le dimissioni in massa dei parlamentari. Il rinnovo dei consigli regionali in alleanza con altri partiti. Una strada dura. solitaria e molto ma molto trasparente. Siccome non sarà così, dobbiamo solo aspettare che cali il sipario . E’ stato bello, a volta entusiasmante ma il finale non era scontato. Brutto. Amaro.

  3. Roberto amici says:

    Il nuovo, che a parole dice di rappresentare Maroni, in realta’ e’ il goffo e concordato e pilotato tentativo di recuperare consensi attraverso il solito giochino ” della individuazione dei cattivi a cui attribuire le ragioni di tutti i mali”. In realta’ come in un matrimonio, si e’ rotto il filo, l’intesa, tra il gruppo dirigente della lega tutta e il consenso popolare. un consenso che al di la dei buoni propositi sarà chiaramente impossibile recuperare. Esattamente come e’ impossibile recuperare la piena fiducia tradita all’interno di una coppia. Gli unici che resisteranno saranno i militanti, parte delle teste vuote, i nostalgici e coloro che continuano, per evidenti interessi, a far finta che non sia successo nulla. Personalmente ritengo che la lega, prima che possa recuperare i voti di soli 6 mesi addietro, dovrà non solo trovare validi argomenti che rifacciano sognare i padani, non solo cambiare completamente la classe dirigente e trovare al suo interno un’altro Bossi ” Maroni non ha alcun carisma del leader” ma dovranno, per tutto cio’ aspettare almeno altri 10 anni.

  4. gigi ragagnin says:

    la lega perd i tocc.

  5. silvia garbelli says:

    Questo è solo l’inizio…. Aspettiamo la ‘pulizia’. O la polizia ? Tant, a l’é istèss !

Leave a Comment